Petrolio balza del 7% dopo l’ordine di Trump per un blocco navale nello Stretto di Hormuz; bitcoin (BTC) allunga le perdite
- 12 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una decisione navale del presidente Donald Trump ha portato all’istituzione di un blocco navale nello Stretto di Hormuz, principale via di transito per il petrolio globale, dopo che durante colloqui di pace a Islamabad l’Iran ha confermato di non voler abbandonare le sue ambizioni nucleari.
Rimbalzo dei futures e volumi
La notizia ha provocato un forte rialzo dei contratti futures sul petrolio sulle piattaforme di scambio, con i futures perpetui legati al WTI che hanno raggiunto i $96,40, segnando un aumento del 7% nella giornata, e i contratti sul Brent che sono saliti del 6% fino a $96.
Inoltre, i volumi registrati sul WTI hanno toccato i $1,53 miliardi, collocando quel contratto tra gli strumenti più scambiati su alcune piattaforme decentralizzate, dopo asset digitali come Bitcoin e Ether. Questo fenomeno evidenzia una crescente preferenza di alcuni investitori per la scoperta di prezzo su infrastrutture basate su blockchain, specialmente quando i mercati tradizionali sono chiusi.
Scorte strategiche e rischio di shock di offerta
Il blocco arriva in un periodo particolarmente critico: a metà aprile si intensifica la pressione sulle scorte petrolifere strategiche coordinate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, utilizzate per compensare interruzioni dell’offerta. I rilasci straordinari, avviati dopo l’escalation del conflitto il 28 febbraio, hanno finora contenuto un deficit di offerta stimato tra i 4,5 e i 5 milioni di barili al giorno derivante dalle interruzioni attraverso lo Stretto di Hormuz.
Tuttavia, con l’esaurirsi graduale di questi buffer nelle settimane a venire, il divario tra domanda e offerta potrebbe ampliarsi rapidamente fino a circa 10-11 milioni di barili al giorno se i flussi normali non verranno ripristinati.
Casa reale saudita ha detto:
“Si tratterebbe di uno shock di offerta senza precedenti nel mercato petrolifero moderno.”
Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, aveva già messo in guardia la scorsa settimana sul fatto che lo shock di offerta poteva risultare peggiore ad aprile rispetto a marzo, sottolineando come la durata e l’intensità delle interruzioni determinino l’entità dell’impatto sui mercati energetici globali.
Impatto sui mercati finanziari
Gli effetti sui mercati sarebbero probabilmente immediati: i benchmark petroliferi potrebbero aprire con forti gap al rialzo, mentre i mercati azionari potrebbero subire pressioni di tipo risk-off per il timore di un’accelerazione dell’inflazione. Nei prossimi giorni è atteso un aumento della volatilità sia nei mercati tradizionali che in quelli delle criptovalute, con operatori costretti a rivedere le proprie stime sulla crescita economica globale.
Bitcoin, talvolta considerato un indicatore anticipatore del sentiment verso gli asset rischiosi, è già sotto pressione: al momento degli scambi segnava un valore prossimo ai $71.000, con una flessione di quasi il 3% nella giornata, secondo i dati di mercato disponibili.