Bitcoin e Ether vicini a livelli chiave che potrebbero segnalare un’inversione di tendenza, avverte un investitore

Jordi Visser sostiene che Bitcoin e Ether siano vicini a livelli in grado di segnalare un’inversione di tendenza per il 2026, nonostante nel settore cresca il consenso su un mercato ribassista prolungato.

Secondo l’investitore macro, la soglia da sorvegliare è duplice: il superamento dei 76.000 dollari per Bitcoin e della soglia dei 2.400 dollari per Ethereum. Raggiunti questi livelli, Visser ritiene che si possa verificare un movimento sostenibile nel corso dell’anno, a patto che non si materializzi una recessione.

Jordi Visser ha detto:

“Se scambiamo sopra 76.000 dollari e contemporaneamente vediamo Ethereum oltre 2.400 dollari, credo che sia l’inizio di un movimento sostenibile quest’anno perché non penso che avremo una recessione.”

Un rialzo verso 76.000 dollari rappresenterebbe un incremento modesto rispetto ai livelli recenti di mercato, mentre l’avanzamento di Ether a 2.400 dollari comporterebbe un aumento di circa l’8%. Queste soglie sono viste da Visser come segnali tecnici e psicologici che potrebbero attrarre nuovo capitale.

Prospettive macro e mercato delle previsioni

Nel mercato delle previsioni alcuni operatori riflettono un quadro macro più cauto ma in evoluzione: il mercato prezza ora una probabilità ridotta di recessione nel 2026 rispetto a un mese fa, indicando una diminuzione della percezione del rischio economico.

Visser sottolinea inoltre la possibilità che l’inflazione rimanga elevata e che, in un contesto in cui indici tradizionali come l’S&P mostrano poca dinamica, gli investitori cerchino attività capaci di generare rendimento anche in assenza di spinta dei mercati azionari.

Jordi Visser ha detto:

“Penso che l’inflazione resterà elevata e che le persone dovranno trovare qualcosa che renda in un mondo in cui l’S&P non si muove molto.”

Dati sui prezzi al consumo e implicazioni

Un dato macro chiave che influenza questa discussione è l’andamento dei prezzi al consumo: il United States Bureau of Labor Statistics (BLS) ha riportato un aumento annuale del Consumer Price Index (CPI) pari al 3,3% ad aprile. Il CPI è un indicatore chiave per le decisioni di politica monetaria e per le aspettative di inflazione, fattori che a loro volta incidono sul prezzo delle attività rischiose, incluse le criptovalute.

Un’inflazione persistente può mantenere i tassi di interesse a livelli più alti o più stabili del previsto, influenzando la liquidità e il costo/opportunità del capitale. Nel contesto crypto, questo può tradursi in una maggiore attenzione a asset che offrono prospettive di rendimento indipendenti dall’andamento azionario tradizionale.

Visioni contrastanti sul minimo annuo

Non tutti gli operatori condividono l’ottimismo condizionato di Visser. Alcuni analisti più scettici ritengono che il 2026 possa ancora riservare ulteriori ribassi e ipotizzano la possibilità di scendere sotto il minimo dell’anno precedente, identificato intorno ai 60.000 dollari per Bitcoin.

Peter Brandt ha osservato che il livello attuale potrebbe non rappresentare il minimo definitivo per il ciclo ribassista, ipotizzando una possibile nuova fase di test dei minimi o una lieve discesa nei mesi successivi.

Peter Brandt ha detto:

“Questo potrebbe non essere il livello più basso per il 2026: Bitcoin potrebbe ritestare o scendere leggermente sotto i livelli visti a settembre-ottobre, e quello sarebbe allora il minimo del ciclo ribassista.”

Punti di vista sul linguaggio ‘bull’ e ‘bear’

Visser ha anche espresso prudenza circa l’uso delle etichette tradizionali “mercato toro” o “mercato orso”, soprattutto quando i mercati raggiungono massimi storici e la dinamica può essere influenzata da fattori tecnici e comportamentali.

Jordi Visser ha detto:

“Non sono stato grande sostenitore dell’etichettare i trend di prezzo come bull o bear, specialmente quando siamo a massimi storici: a un certo punto sembra naturale che la partecipazione rallenti rispetto al passato.”

Implicazioni per investitori e operatori

Per gli investitori, le soglie indicate da Visser rappresentano punti di riferimento utili per valutare la forza di un eventuale rimbalzo: il superamento di resistenze chiave può attirare flussi e confermare sentiment più ampi, mentre il mancato superamento o nuovi minimi potrebbero confermare una fase correttiva prolungata.

È importante che gli operatori monitorino insieme ai prezzi anche i dati macro (inflazione, occupazione, politica monetaria) e i segnali provenienti dai mercati delle previsioni, che riflettono la percezione collettiva del rischio e delle probabilità di eventi economici rilevanti.

In sintesi, il dibattito rimane aperto: alcuni vedono livelli chiave come potenziali punti di svolta, altri mettono in guardia su ulteriori ribassi. La convergenza tra fattori tecnici e fondamentali determinerà il percorso nei prossimi mesi.