Un epico crollo lampo ha spazzato via il mercato rialzista: le criptovalute stanno meglio ora?
- 12 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin e il mercato delle criptovalute mostrano segnali di indebolimento strutturale: la profondità dell’orderbook aggregato è diminuita di circa il 50% rispetto a settembre 2025 e diversi indicatori suggeriscono che la fragilità odierna deriva più dai movimenti registrati nel 2026 che dall’evento di volatilità estremo del 10 ottobre 2025.
Il flash crash del 10 ottobre 2025 eliminò posizioni a leva per un valore stimato in miliardi e causò ribassi forti in molte altcoin; in quel contesto alcuni operatori ipotizzarono la perdita di market maker e non mancarono accuse verso piattaforme di scambio rilevanti per presunte anomalie operative.
Calo della profondità dell’orderbook
Prima di ottobre 2025 la profondità dell’orderbook di Bitcoin nell’intervallo +1% / -1% si collocava tipicamente tra i 180 e i 260 milioni di dollari, con livelli di domanda (bid) mediamente consistenti. Durante il flash crash si verificò una significativa contrazione di liquidità dovuta a problemi tecnici su alcune piattaforme e a meccanismi automatici di deleveraging, che produssero una temporanea assenza di ordini di protezione.
Dopo l’evento la profondità si stabilizzò attorno ai 150 milioni di dollari a metà novembre 2025; tuttavia, nei mesi successivi il valore è sceso ulteriormente e oggi raramente supera i 130 milioni, segnando una riduzione dell’ordine del 50% rispetto ai livelli pre-crash.
Ulteriore deterioramento nei primi mesi del 2026
La situazione si aggravò di nuovo a febbraio 2026, quando la profondità dell’orderbook di Bitcoin scese sotto i 60 milioni di dollari per quasi dieci giorni, periodo durante il quale il prezzo faticò a mantenere la soglia dei 65.000 dollari. Questo episodio ha evidenziato come livelli relativamente bassi di liquidità possano amplificare movimenti di prezzo e aumentare la vulnerabilità a shock idiosincratici.
Parallelamente, i volumi complessivi di scambio nel mercato delle criptovalute sono diminuiti, con un calo particolarmente marcato nelle piazze dei derivatives, dove la profondità e la partecipazione degli operatori professionali svolgono un ruolo determinante nella stabilità dei prezzi.
Volumi nei mercati dei derivati
Negli ultimi trenta giorni i volumi scambiati nei mercati dei derivati per le criptovalute sono oscillati entro un intervallo ampio, significativamente al di sotto dei picchi osservati in settembre 2025. Sebbene un calo di volumi sui futures non sia automaticamente un segnale di mercato ribassista, perché long e short possono risultare bilanciati, indica comunque una minore partecipazione e una possibile riduzione della capacità di assorbire grandi ordini.
Tasso di funding e preferenze di leva
Il tasso di funding sulle perpetual futures è un indicatore utile per valutare l’appetito al rischio degli operatori: in condizioni ordinarie tende a oscillare in un intervallo che compensa il costo del capitale; scostamenti marcati indicano invece pressioni nette su una parte del mercato.
Nel periodo considerato il funding mostrò condizioni relativamente stabili fino a fine 2025, per poi subire un calo pronunciato a febbraio 2026, segnalando una riduzione della domanda per leva rialzista o un aumento della pressione ribassista sui mercati a termine.
Performance e volumi degli ETF spot statunitensi
Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin non subirono un impatto immediato e uniforme durante il flash crash di ottobre 2025; anzi, a fine novembre si registrò un picco di attività giornaliera. Tuttavia, nei mesi successivi i volumi medi giornalieri si sono ridotti: dopo periodi con scambi sopra i 4 miliardi di dollari al giorno nei primi mesi del 2026, si è poi scesi sotto i 3,3 miliardi nella prima settimana di aprile.
Anche gli ETF su Ether hanno visto una contrazione dei volumi medi giornalieri, passando da livelli più alti a valori prossimi a 1 miliardo di dollari, rispetto ai circa 2 miliardi precedenti a settembre 2025, a indicare una diminuita partecipazione nelle strategie spot basate su strumenti quotati.
Interpretazione complessiva e possibili conseguenze
Nel complesso, la combinazione di minore profondità dell’orderbook, tassi di funding più deboli, volumi nei mercati dei derivati ridotti e calo dei volumi negli ETF segnala un mercato meno resiliente ad aprile 2026 rispetto a sei mesi prima. Tuttavia, il fatto che la struttura di mercato abbia retto relativamente fino a febbraio 2026 suggerisce che il flash crash di ottobre non sia stato l’unico o principale fattore determinante della condizione attuale.
Le dinamiche osservate tra fine 2025 e i primi mesi del 2026 indicano piuttosto un progressivo deterioramento della liquidità e un mutamento nelle preferenze di leva e di partecipazione, elementi che possono riflettersi su maggiore volatilità, spread più ampi e una più elevata sensibilità dei prezzi agli ordini di grandi dimensioni.
Per market maker, istituzioni e autorità di vigilanza ciò comporta la necessità di monitorare la capacità di assorbimento del mercato, rivedere i meccanismi di gestione del rischio e valutare eventuali interventi regolamentari o infrastrutturali volti a ridurre il rischio sistemico e a migliorare la trasparenza delle esecuzioni.
Infine, per gli operatori ed investitori è opportuno mantenere attenzione alla liquidità nei diversi segmenti di mercato, aggiornare le pratiche di risk management e considerare l’effetto potenziale di shock improvvisi su posizioni a leva.