Il posizionamento istituzionale su bitcoin non convince; il dato sull’inflazione e i colloqui sull’Iran potrebbero riaccendere l’interesse

Bitcoin ha registrato un rialzo vicino al 7% rispetto a domenica, ma la fiducia resta debole: il recupero si è arrestato intorno ai 72.000 dollari in vista di rischi binari chiave, tra cui il rapporto sull’inflazione statunitense di venerdì e i colloqui tra delegazioni di Stati Uniti e Iran previsti per il weekend.

La prudenza è evidente anche nel mercato delle opzioni, dove gli operatori istituzionali continuano a cercare esposizione al rialzo attraverso le call, strumenti derivati che consentono di puntare su un apprezzamento del sottostante. Secondo i dati raccolti, le opzioni collegate all’ETF spot di BlackRock (IBIT) hanno mostrato domanda per la call a 45 dollari con scadenza a maggio.

QCP Capital ha dichiarato:

“Le opzioni legate a IBIT hanno mantenuto un open interest sostenuto sulla call a 45 di maggio, con oltre 80.000 contratti durante la settimana, mentre la protezione al ribasso è rimasta attiva attraverso put e coperture a lungo termine. Questo mix riflette un mercato che partecipa al rialzo senza rinunciare alle coperture.”

Flussi analoghi sono stati osservati su Deribit, dove la call a 80.000 dollari è emersa come la scommessa più popolare. Allo stesso tempo, la domanda di put — strumenti usati per proteggersi da discese — è rimasta significativa, segnalando un appetito per la protezione.

La persistenza della domanda di coperture contro ribassi è confermata anche dallo skew delle opzioni, che misura il differenziale di prezzo tra call e put e resta negativo su tutte le scadenze, indicando un bias verso le put.

Maxime Seiler ha dichiarato:

“Il quadro dello skew è chiaro: le istituzioni stanno acquistando protezione al ribasso e vendendo call rialziste. Dopo i titoli sulla guerra in Iran, parte del rischio estremo è stato prezzato, quindi lo skew si è attenuato, ma il flusso sottostante rimane unidirezionale: domanda di put, offerta di call.”

Dal punto di vista macro, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) USA di marzo dovrebbe indicare un’accelerazione dell’inflazione su base annua, probabilmente oltre il 3%, trainata principalmente dai rincari del settore energetico. Questo movimento non sorprenderebbe, considerando l’impennata dei prezzi del petrolio e della benzina in seguito all’escalation geopolitica che ha interessato lo stretto rifornimento delle rotte marittime.

Se il dato core, che esclude alimentari ed energia, dovesse superare nettamente la stima annualizzata del 2,7%, si rafforzerebbe l’argomentazione a favore di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, con possibili effetti negativi sugli asset rischiosi, incluso il BTC.

Oltre al CPI, l’esito dell’incontro tra delegazioni di Iran e Stati Uniti in Pakistan sarà fondamentale per la stabilità dei mercati finanziari. Un avvicinamento che riduca le tensioni e normalizzi il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbe accelerare il rally di Bitcoin, anche per l’effetto di calmiere sui prezzi del petrolio e sulla volatilità globale.

Contesto e volatilità nei mercati obbligazionari

Un indicatore chiave da monitorare è il MOVE, l’indice che misura la volatilità implicita nelle future sui titoli di Stato statunitensi, calcolato da ICE BofA. Questo indice riflette l’incertezza su inflazione, tassi e shock macroeconomici; movimenti bruschi segnalano tensioni sui mercati del credito e sul collaterale che alimenta la finanza globale.

Il MOVE è salito in marzo, portandosi dal 73% al 115%, per poi ridiscendere intorno al 74% nel mese corrente. Questa dinamica indica che il mercato obbligazionario più rilevante al mondo è tornato relativamente tranquillo dopo uno scatto di volatilità, un elemento che tradizionalmente favorisce gli asset rischiosi, compreso il settore crypto.

Poiché i titoli di Stato USA fungono da ancoraggio per il finanziamento e la creazione di credito, un aumento della turbolenza in questo segmento tende a tradursi in condizioni finanziarie più restrittive e in un sentiment risk-off che contagia azioni, crediti e criptovalute.

In sintesi, i prossimi giorni saranno decisivi: il dato sul CPI, gli sviluppi diplomatici relativi a Iran e Stati Uniti e l’andamento della volatilità sui Treasury definiranno la direzione di breve termine per Bitcoin. Operatori e investitori dovrebbero monitorare le scadenze delle opzioni, lo skew e gli indicatori di volatilità sui mercati obbligazionari per valutare adeguatamente rischio e protezioni.