Hong Kong concede le prime licenze per stablecoin a HSBC e al gruppo guidato da Standard Chartered
- 10 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Hong Kong ha concesso le prime due licenze per emettere stablecoin a HSBC e ad Anchorpoint Financial, un consorzio guidato da Standard Chartered che include Animoca Brands.
Le autorizzazioni, rilasciate dalla Hong Kong Monetary Authority (HKMA), rappresentano il primo lotto previsto dall’Stablecoins Ordinance, entrata in vigore nell’agosto 2025.
Eddie Yue ha dichiarato:
“Attendiamo che gli emittenti avviino le attività secondo i propri piani, esplorando opportunità di crescita e gestendo correttamente i rischi. Auspichiamo che la promozione di stablecoin regolamentate risolva punti critici nelle attività economiche e finanziarie, crei valore per individui e imprese e sostenga lo sviluppo sano degli asset digitali a Hong Kong.”
La HKMA ha valutato 36 domande e aveva anticipato che il primo turno sarebbe stato limitato: il regolatore ha posto l’accento su criteri quali gestione del rischio, qualità delle riserve e controlli antiriciclaggio nell’assegnazione delle licenze.
La scelta di autorizzare per prime le banche autorizzate all’emissione di banconote non è casuale. A Hong Kong il sistema delle banche emittenti affonda le radici nel XIX secolo: le banche autorizzate depositano dollari statunitensi presso il Exchange Fund del governo a un tasso fisso di HK$7,80 per dollaro e ricevono in cambio Certificates of Indebtedness che consentono l’emissione di banconote locali.
Secondo la HKMA, esiste un parallelo storico tra le banconote emesse da istituti privati e le stablecoin: la prima rappresentava una forma di “moneta privata” sostenuta da riserve, mentre le stablecoin sono la controparte basata su tecnologia blockchain, pensata per mantenere stabilità di valore e funzionare come mezzo di scambio on-chain.
Le licenze concesse includono uno dei regimi di identificazione più severi a livello mondiale per la moneta digitale. Le linee guida antiriciclaggio della HKMA impongono che le stablecoin autorizzate possano trasferirsi solo verso wallet i cui titolari siano stati verificati.
La cosiddetta “travel rule” si applica ai trasferimenti superiori a HK$8.000 (circa 1.000 dollari statunitensi), imponendo la trasmissione di informazioni sul mittente e sul beneficiario. Di fatto, è probabile che le stablecoin denominate in HKD incorporino controlli di conformità nei loro smart contract, limitando i trasferimenti a wallet inseriti in una white list on-chain, a differenza di token liberamente trasferibili come USDT o USDC.
Il modello basato sulle banche riflette inoltre la decisione della HKMA di non dare priorità a una valuta digitale della banca centrale (CBDC) per l’uso al dettaglio. Un programma pilota composto da più partecipanti, conclusosi nell’ottobre precedente, ha ritenuto debole il caso d’uso retail.
Bill Winters ha detto:
“L’avanzata di Hong Kong verso stablecoin regolamentate e depositi tokenizzati potrebbe gettare le basi per una nuova era di regolamento digitale del commercio.”
La dichiarazione mette in luce la visione secondo cui stablecoin e depositi tokenizzati potrebbero facilitare regolamenti commerciali transfrontalieri, ma resta da verificare se il mercato e gli operatori adotteranno questi strumenti su larga scala.
Dimensione del mercato, dominanza del dollaro e sfide competitive
Le stablecoin rappresentano una classe di asset di centinaia di miliardi di dollari; la quota maggiore del mercato è dominata da token ancorati al dollaro statunitense. I dati di mercato indicano che la testa della classifica è occupata da stablecoin denominate in USD, mentre pochi token ancorati a valute diverse riescono a emergere tra i maggiori per capitalizzazione.
Hong Kong punta sul fatto che stablecoin in HKD, emesse da banche regolamentate e soggette agli stessi vincoli prudenziali delle valute tradizionali, possano ritagliarsi un ruolo nei meccanismi di regolamento commerciale regionale, sfruttando infrastrutture digitali più veloci e trasparenti.
Tuttavia permangono interrogativi sostanziali: un stablecoin non ancorato al dollaro, anche se strettamente regolamentato, può sviluppare gli effetti di rete necessari per competere con l’egemonia del dollaro nel commercio internazionale? La risposta dipenderà dall’adozione da parte delle controparti commerciali, dall’interoperabilità tecnica tra sistemi di pagamento, dalla fiducia nelle riserve che sostengono i token e dall’efficacia dei controlli antiriciclaggio.
Implicazioni regolamentari e operative
L’approvazione delle prime licenze introduce un quadro operativo che combina regolamentazione bancaria tradizionale e tecnologia decentralizzata. Per funzionare come previsto, le stablecoin emesse dovranno mantenere riserve di qualità, sottoporsi a ispezioni e garantire sistemi di conformità che consentano trasferimenti transfrontalieri controllati ma efficienti.
Dal punto di vista politico ed economico, la mossa rafforza la posizione di Hong Kong come hub finanziario digitale nella regione, ma richiederà coordinamento internazionale su norme di supervisione, standard di riserva e protocolli tecnici per evitare frammentazione dei mercati e rischi sistemici.
Conclusione
L’avvio delle licenze segna una tappa significativa nella regolamentazione degli asset digitali a Hong Kong. Le banche emittenti potranno offrire stablecoin regolamentate che integrano requisiti prudenti, ma il successo dipenderà dall’adozione commerciale, dalla capacità di costruire infrastrutture interoperabili e dalla gestione rigorosa dei rischi finanziari e di conformità.