Cosa succede ora che bitcoin (BTC) si blocca sotto i $73,000 per la terza volta dopo il cessate il fuoco

Bitcoin è tornato a scambiare intorno a $71,843 venerdì, dopo che il terzo tentativo di oltrepassare la soglia dei $73.000 è stato respinto durante le vendite di giovedì; quel livello ha respinto il prezzo ad ogni rialzo dall’inizio del conflitto con Iran alla fine di febbraio.

La flessione è contenuta: la criptovaluta registra un progresso settimanale del 7,9%, la migliore performance settimanale finora nel contesto della guerra, mantenendosi sopra la media mobile a 50 giorni che si è svoltata al rialzo per la prima volta dall’inizio del conflitto.

Andamento delle principali criptovalute

Ether si è stabilizzato a $2.189, con un guadagno settimanale del 6,6%. Solana (SOL) è salita del 5,1% a $83,09, XRP ha segnato +2,8% a $1,34 e Dogecoin +2,4% a $0,092. Per la prima volta in oltre un mese l’intero top 10 mostra segni positivi sul grafico settimanale.

Resistenza a $73.000

La soglia dei $73.000 si presenta come un muro: è stata in grado di fermare il prezzo tre volte dal momento dell’annuncio del cessate il fuoco, con ogni tentativo che ha prodotto un rally poi rientrato nel giro di poche ore. La dinamica è analoga a quella precedente al cessate il fuoco, ma spostata su livelli più alti: invece di oscillare fra $65.000 e $73.000, Bitcoin si muove ora in un corridoio compreso fra $70.000 e $73.000.

Alex Kuptsikevich ha detto:

“Dovremo attendere che il prezzo superi i $75.000 prima di poter parlare di una fase rialzista attiva del mercato.”

Kuptsikevich ha inoltre sottolineato che il mantenimento sopra la media mobile a 50 giorni rafforza il sentimento rialzista a breve termine, ma ha evidenziato il ripetuto rifiuto ai $73.000 come la barriera da rompere per confermare la tendenza.

Mike Novogratz, amministratore delegato di Galaxy Digital, ha posto criteri ancora più stringenti per la ripresa del trend: secondo lui è necessaria una consolidazione sopra i $74.000 seguita da una rottura oltre gli $80.000 per riattivare un forte impulso rialzista.

Mike Novogratz ha detto:

“La rottura di questi livelli potrebbe innescare una nuova ondata di ottimismo e ripristinare il trend rialzista.”

Contesto geopolitico

Il rally di martedì innescato dall’accordo di cessate il fuoco mostra segnali di deterioramento: Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato alcune clausole dell’intesa. Lo Stretto di Hormuz risulta parzialmente riaperto, ma con “limitazioni tecniche”, mentre il prezzo del petrolio è rimbalzato dopo un calo giornaliero del 15% e tratta nuovamente oltre $97.

Queste variabili geopolitiche restano elementi chiave per la direzionalità dei mercati: un riavvio stabile dei traffici nello stretto e il consolidamento del cessate il fuoco potrebbero sostenere il rialzo delle attività rischiose, inclusi i crypto asset; al contrario, un’escalation delle tensioni ridurrebbe l’appetito per il rischio.

Ether e dinamiche degli altcoin

La struttura tecnica di Ether è analogamente caratterizzata da un range: il token ha ritestato i $2.189, circa il 4% al di sotto del picco di mercoledì, movimento che è stato descritto come “rumore di mercato” all’interno di una zona di consolidamento fra $2.000 e $2.400.

Alex Kuptsikevich ha detto:

“Una rottura al di là di questa calma zona di consolidamento segnalerebbe l’inizio di un movimento direzionale.”

Al di fuori dei principali asset, si è registrata una divergenza fra gli altcoin: Algorand ha perso l’11,4%, Aptos il 6,1% e Polkadot il 6,1%. Questo tipo di differenziazione è tipico quando gli operatori ruotano posizioni tra strumenti esistenti invece di immettere nuovo capitale nel mercato.

Scenari potenziali e implicazioni per il mercato

Il Fear and Greed Index è uscito dai valori a una cifra per la prima volta in oltre un mese, segno di un recupero del sentimento; se il cessate il fuoco dovesse reggere durante il weekend e lo Stretto di Hormuz riaprisse maggiormente, i $73.000 potrebbero affrontare un quarto test con slancio.

Al contrario, se le lamentele di Tehran si intensificassero o se la retorica di Donald Trump dovesse cambiare in modo significativo, la traiettoria più probabile rimarrebbe una correzione verso la fascia di $68.000–$70.000, che rappresenta il percorso di minor resistenza.

In termini operativi, la rottura sostenuta della media mobile a 50 giorni e il superamento di soglie psicologiche chiave costituiscono indicatori importanti per trader e investitori: conferme tecniche sopra livelli stabiliti possono attirare nuovo interesse speculativo, mentre il deterioramento del contesto geopolitico tende a favorire prese di profitto e spostamenti verso asset considerati più sicuri.