Fondo di credito privato di Goldman Sachs sfiora una crisi di riscatti
- 9 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Goldman Sachs Private Credit Corp. ha evitato per un soffio di oltrepassare la soglia che attiva le restrizioni obbligatorie sui rimborsi: nel primo trimestre del 2026 le richieste di riacquisto hanno infatti raggiunto il 4,999% delle azioni in circolazione.
Quel valore è rimasto appena sotto il limite trimestrale del 5% che, se superato, autorizza i fondi non quotati a sospendere i riacquisti e a imporre vincoli di liquidità agli investitori. Se la soglia fosse stata oltrepassata, il fondo si sarebbe unito a una serie di operatori del private credit costretti a limitare i rimborsi e a trattenere capitale degli investitori.
Cos’è un BDC e perché il limite del 5% conta
Le aziende tradizionalmente ottengono credito dalle banche, ma molte imprese di medie dimensioni o private non trovano risposte adeguate presso il sistema bancario regolamentato. Per questo motivo sono nati veicoli di finanziamento alternativi: i fondi di private credit, spesso strutturati come business development companies (BDC), che raccolgono capitali dagli investitori e li prestano direttamente alle imprese.
Esistono due categorie principali di BDC. I traded BDC sono quotati in borsa e offrono liquidità quotidiana tramite il mercato secondario. I non-traded BDC non sono quotati e consentono l’uscita agli investitori solo attraverso finestre trimestrali di riacquisto (repurchase windows) gestite dallo stesso fondo.
Perché si applica un tetto trimestrale
I non-traded BDC adottano spesso un limite del 5% sulle richieste di riacquisto per evitare una corsa agli sportelli che costringerebbe il fondo a liquidare prestiti a prezzi penalizzanti. Senza questo meccanismo, scenari di panico collettivo potrebbero generare vendite forzate e distruzione di valore per tutti gli azionisti, compresi quelli che restano investiti.
Il livello del 5% è quindi il «pulsante» che l’industria finanziaria osserva attentamente: oltrepassarlo consente al fondo di rifiutare le richieste eccedenti e di trattenere il capitale fino a finestre future o fino a misure straordinarie.
Il caso di Blue Owl Capital e le tensioni nel mercato
Blue Owl Capital, società di gestione alternativa con sede a New York, è diventata un esempio degli attriti che possono emergere in questo segmento. A fine 2025 la proposta di fondere entità quotate e non quotate del gruppo, che avrebbe implicato una perdita immediata stimata intorno al 20% per alcuni investitori, ha causato forte reazione e successiva cancellazione del progetto.
Nei mesi successivi sono emerse accuse secondo cui la società avrebbe sottovalutato la pressione dei rimborsi, mentre flussi significativi uscivano dal fondo. A febbraio 2026 si è parlato di una sospensione permanente dei riacquisti trimestrali per alcuni veicoli e di una riorganizzazione con distribuzioni in conto capitale e dismissioni di attività per circa 1,4 miliardi di dollari.
Portavoce di Blue Owl ha dichiarato:
“Riteniamo che l’azione collettiva intentata contro Blue Owl sia priva di fondamento e intendiamo difenderci con vigore.”
Portavoce di Blue Owl ha dichiarato:
“Il 90% degli investitori è rimasto esposto in OCIC. Questi fondi dispongono di alcune delle posizioni di liquidità più conservative del settore e la qualità creditizia degli attivi sottostanti è piuttosto solida.”
La risposta di Goldman Sachs Private Credit Corp.
Nel contesto di queste tensioni, il fondo di Goldman Sachs ha scritto agli azionisti facendo il punto sulla propria esposizione e sulle dinamiche di mercato che stanno influenzando il private credit.
Goldman Sachs Private Credit Corp. ha scritto:
“All’ingresso del 2026, il panorama del private credit è caratterizzato da condizioni macroeconomiche volatili, flussi variabili nei traded e non-traded BDC e da cambiamenti tecnologici accelerati, in particolare legati all’intelligenza artificiale.”
Goldman Sachs Private Credit Corp. ha scritto:
“Non sottovalutiamo il rischio di disruption derivante dall’IA. Siamo certi che alcune aziende affronteranno sfide significative e saranno soggette a processi di discontinuità.”
Goldman Sachs Private Credit Corp. ha scritto:
“Per essere chiari, operiamo nello stesso mercato e non siamo completamente immuni dalle dinamiche settoriali: queste statistiche possono oscillare nel tempo.”
Il fondo ha inoltre sottolineato che la propria capacità di erogare credito deriva in parte dall’appoggio prevalente di capitale istituzionale piuttosto che retail, elemento che attenua la pressione di vendita forzata tipica dei veicoli con base retail ampia.
Conseguenze per investitori e mercati
Quando i rimborsi aumentano e i fondi limitano le uscite, il capitale illiquido resta immobilizzato: ciò solleva questioni di trasparenza, governance e adeguamento delle aspettative degli investitori sulle caratteristiche di liquidità dei prodotti.
Nel breve termine, il denaro che abbandona veicoli illiquidi tende a cercare rifugio in asset percepiti come più sicuri, comprimendo la domanda per attività rischiose, compresa la criptovaluta. Tuttavia, su orizzonti più lunghi, contrazioni del credito su vasta scala spesso spingono le banche centrali a immettere liquidità, modificando il contesto per gli asset rischiosi.
Un esempio storico è la risposta alla pandemia, quando la Federal Reserve ha drasticamente ridotto i tassi e aumentato la liquidità, contribuendo a una forte ripresa dei prezzi di asset considerati speculativi.
La tokenizzazione e il credito onchain come alternativa
Le tensioni nel settore privato hanno accelerato l’interesse per soluzioni che sfruttano la tecnologia blockchain per rendere il credito più liquido e trasparente. Il cosiddetto onchain private lending emette prestiti utilizzando registri distribuiti e può collegare dati offchain e attivi reali per valutazione del rischio e garanzie.
Una differenza cruciale è che, se un prestito è rappresentato su una blockchain pubblica attraverso token, la posizione può essere negoziata o trasferita senza dover attendere una finestra trimestrale di riacquisto, riducendo l’attrito di liquidità che oggi intrappola gli investitori in molti non-traded BDC.
Va però rilevato che anche il mercato crypto ha vissuto proprie crisi: dall’inizio del 2026 diverse piattaforme di lending hanno cessato l’attività o hanno richiesto procedure concorsuali, ricordando che la tokenizzazione non elimina completamente i rischi di mercato e di controparte.
Liquidità istituzionale e strumenti regolamentati
Un elemento che potrebbe amplificare i flussi in scenari di ripristino della liquidità è la presenza di veicoli istituzionali regolamentati e liquidi. Oggi esistono strumenti come gli spot Bitcoin ETF che raccolgono ingenti masse di capitale istituzionale e retail in strutture trasparenti e regolamentate.
La disponibilità di ETF e la crescente esperienza degli investitori istituzionali nell’impiego di prodotti quotati possono facilitare la rotazione di capitali verso asset con accesso immediato, una dinamica che gli emittenti di fondi e i regolatori osservano con attenzione.
Conclusioni e prospettive
Il caso del 4,999% registrato da Goldman Sachs Private Credit Corp. evidenzia come un margine molto sottile possa prevenire misure restrittive ma al tempo stesso rivela la fragilità della liquidità in un segmento cresciuto rapidamente negli ultimi anni. Per investitori, regolatori e gestori il tema centrale resta la gestione equilibrata della liquidità, la comunicazione sulle caratteristiche dei prodotti e l’evoluzione normativa che potrà accompagnare l’espansione del private credit.
L’adozione di soluzioni tecnologiche come la tokenizzazione offre opportunità per migliorare la trasferibilità dei crediti e la trasparenza, ma richiede altresì robusti standard di governance, gestione del rischio e integrazione tra dati onchain e offchain per essere credibile e sostenibile su larga scala.