Medici di famiglia chiamati a lavorare fino a 72 anni: proroga al 2027 nel dl pnrr
- 9 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Le principali novità introdotte nel decreto sul Pnrr, attualmente all’esame del Parlamento e da convertire in legge entro il 21 aprile, riguardano l’estensione dell’Assegno unico, la proroga dei termini per alcune misure legate al personale e la possibilità per le Aziende sanitarie locali di trattenere in servizio medici convenzionati fino al compimento dei 72 anni.
Scadenze e impatto sulle linee guida del Pnrr
Le scadenze per completare gli investimenti legati al Pnrr sono state riallineate al 30 giugno. In una fase precedente alcuni emendamenti avevano tentato di posticipare i termini al 31 luglio, opzione alla quale si è rinunciato perché avrebbe richiesto una modifica del regolamento comunitario e un nuovo negoziato con Bruxelles per uno slittamento di un solo mese.
Il chiarimento sui tempi dovrebbe consentire la pubblicazione delle linee guida per l’«ultimo miglio» del Pnrr, predisposte dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi e dalla Ragioneria generale. Queste linee guida mirano a dettagli operativi fondamentali per l’attuazione dei progetti, in particolare per gli interventi infrastrutturali e per la consegna delle forniture e dei servizi nelle fasi conclusive dei programmi finanziati dal fondo europeo.
Proroga per il personale sanitario convenzionato
Il decreto prevede la proroga, per un anno fino al 31 dicembre 2027, della facoltà delle Aziende sanitarie locali di «trattenere in servizio, a richiesta degli interessati», i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Si tratta di una misura volta a fronteggiare la carenza di professionisti soprattutto tra i medici di famiglia, i pediatri e il personale delle guardie mediche.
Il provvedimento consente alle Aziende sanitarie di richiedere la permanenza in servizio di medici che abbiano raggiunto i limiti di età previsti, fino al compimento dei 72 anni, per garantire la continuità dell’assistenza primaria in aree con difficoltà di reclutamento. Tale norma è pensata come misura temporanea: per risolvere il problema strutturalmente sono necessari investimenti mirati nella formazione, nuovi concorsi e politiche di attrazione per i giovani professionisti.
Estensione dell’Assegno unico
Il governo ha presentato un emendamento per ampliare la platea dei beneficiari dell’Assegno unico e universale. La modifica interviene sul decreto legislativo del 29 dicembre 2021, n. 230, eliminando il vincolo che escludeva i lavoratori di Stati membri dell’Unione Europea non residenti in Italia da almeno due anni e i figli a carico che non risiedono nel Paese.
La correzione normativa è stata ritenuta necessaria anche per fronteggiare il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea da parte della Commissione europea, che aveva sollevato dubbi sulla compatibilità dei requisiti originali con le norme comunitarie. Secondo la relazione tecnica allegata all’emendamento, l’estensione dovrebbe generare circa 50.000 nuovi beneficiari, con una spesa stimata in 20 milioni di euro per i mesi residui del 2026 e un costo annuo che salirebbe a 36,2 milioni a partire dal 2035.
Comandi, distacchi e interventi per la digitalizzazione
È stata approvata una modifica che riguarda i comandi e i distacchi del personale delle società a controllo pubblico: la durata massima non potrà superare un anno, ma tali incarichi potranno essere rinnovati e utilizzati fino al 31 dicembre 2027. L’intervento incide sul testo unico delle società a partecipazione pubblica, estendendo e coordinando il regime temporaneo già previsto dalla legge di Bilancio 2023 per l’attuazione del Pnrr.
La struttura della presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale potrà, inoltre, prorogare fino al 31 dicembre 2026 gli incarichi conferiti agli esperti del Dipartimento per la digitalizzazione. Questo differimento è finalizzato a garantire la continuità e l’efficacia dei programmi di trasformazione digitale avviati nell’ambito dei progetti del Pnrr, in attesa dello svolgimento delle procedure concorsuali previste per la stabilizzazione delle strutture e delle competenze.
Prospettive e prossimi passaggi
Il decreto, pur introducendo misure di natura emergenziale e di adeguamento tecnico-normativo, richiederà ora la conversione parlamentare e ulteriori dettagli attuativi per tradurre le previsioni in interventi operativi. Sul piano finanziario, gli adeguamenti all’Assegno unico e le proroghe di personale avranno impatti pluriennali che dovranno essere monitorati nel quadro della programmazione economica e della relazione con le istituzioni europee, in particolare laddove si rendono necessari adeguamenti normativi per rispettare il diritto comunitario.
Resta prioritario accompagnare le misure di breve periodo con strategie di medio-lungo termine su reclutamento, formazione e organizzazione dei servizi pubblici, in modo da consolidare i benefici attesi dal Pnrr e ridurre la dipendenza da soluzioni temporanee.