Salvini annuncia riapertura al gas russo dopo il conflitto: niente razionamento del carburante

Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha partecipato a una conferenza stampa presso la sede romana dell’Associazione stampa estera, riservata ai giornalisti stranieri, in cui ha collegato l’andamento dei prezzi dei carburanti agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e ha commentato alcune misure di politica nazionale in materia energetica e di immigrazione.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“È chiaro che il costo dei carburanti è direttamente legato a quello che accade in Medio Oriente. Ho sentito il ministro Giorgetti, ho sentito il ministro Urso: come le compagnie sono molto rapide in caso di aumento del costo del petrolio ad aumentare i prezzi alla pompa, mi auguro che, visto il crollo di queste ore del prezzo al barile, ci sia un’altrettanta diminuzione alla pompa.”

Il ministro ha sottolineato la speranza che la diminuzione del prezzo del petrolio si rifletta rapidamente sul costo alla pompa, richiamando l’attenzione su sconti e interventi già decisi dall’esecutivo. Ha anche richiamato la necessità di vigilare su possibili speculazioni che danneggerebbero lavoratori e pendolari.

Prezzi alla pompa e misura di sconto

Salvini ha richiamato il fatto che il Governo italiano ha previsto uno sconto di 25 centesimi al litro sul gasolio, una misura che, secondo il ministro, ha attenuato l’impatto sull’utenza ma non ha evitato prezzi elevati alla pompa. Ha osservato che, senza tale agevolazione, i listini si avvicinerebbero a livelli ancora più alti, e ha esortato distributori e operatori a trasferire prontamente sul pubblico ogni riduzione del prezzo del greggio.

Rassicurazioni su razionamenti e chiusure

Il ministro ha escluso che l’esecutivo stia valutando misure drastiche come il razionamento dei carburanti o la chiusura di istituti scolastici, uffici, fabbriche e negozi. In un contesto di tensione energetica ha negato inoltre che lo smart working stia rientrando fra le opzioni concrete al momento.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi.”

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Lo smart working non è da prendere in considerazione.”

Deroga al Patto di Stabilità per l’energia

Tra le priorità indicate dal vicepremier c’è la richiesta di una deroga al Patto di Stabilità per poter mettere in campo interventi economici più incisivi a favore di imprese e famiglie gravate dall’aumento dei costi energetici. Ha definito il Patto come un vincolo che limita la capacità di spesa pubblica e auspicato un confronto con i partner europei per ottenere flessibilità nella gestione di spese per riscaldamento, elettricità e gas.

Il riferimento alla possibilità di deroghe nasce dalla necessità di sostenere redditi e attività economiche colpite dall’inflazione energetica, e implica negoziati con la Commissione europea e con gli altri Stati membri circa regole di bilancio e margini di deficit consentiti.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Chiediamo che il Patto possa essere derogato per aiutare imprese e famiglie su riscaldamento, luce e gas così come avviene per comprare armi.”

Forniture energetiche e relazioni con la Russia

Il tema delle importazioni di gas e petrolio dalla Russia è stato sollevato da organismi internazionali e da alcune agenzie estere. Salvini ha osservato che la riapertura a forniture russe potrebbe essere valutata solo in una prospettiva di cessazione delle ostilità tra Kiev e Mosca, richiamando la complessità di relazioni commerciali in tempo di conflitto e la necessità di contemperare considerazioni energetiche e vincoli nazionali e internazionali.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Riprendere le forniture energetiche, e segnatamente di gas, dalla Russia spero possa essere una prospettiva ad armi deposte fra Kiev e Mosca. Perché in questo momento parlare di business con una guerra in corso è complicato.”

Posizione sul premio Nobel per la pace

Interpellato sull’eventualità di un riconoscimento internazionale come il premio Nobel per la pace a figure politiche come Donald Trump, il vicepremier ha adottato toni cauti, richiamando la necessità di valutare gli esiti concreti dei conflitti aperti prima di esprimere giudizi definitivi.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Vediamo come vanno i conflitti aperti. In passato fu dato il Nobel a priori. Vediamo in Iran, Libano, Ucraina, Venezuela e Cuba come vanno le cose. Attendiamo con speranza.”

Vertice europeo a Milano e alleanze politiche

Salvini ha ricordato la manifestazione prevista a Milano, descrivendola come un momento di confronto con forze politiche europee simili per posizione e programmi. Ha citato alcuni leader europei che, a suo dire, parteciperanno all’evento e ha espresso stima per il ruolo che alcuni alleati svolgono nei loro paesi.

In materia europea ha inoltre ribadito l’intenzione di consolidare alleanze per pesare nelle decisioni comunitarie soprattutto su temi economici e di sicurezza, sottolineando il valore della cooperazione transnazionale fra partiti che condividono priorità sovraniste o conservatrici.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“È un grande leader, una persona di valore e di coraggio, di cui gli ungheresi e l’Europa hanno bisogno.”

Immigrazione, integrazione e rimpatri

Sul tema dell’immigrazione il ministro ha precisato che la manifestazione non è esclusivamente incentrata sulla “remigrazione”, termine con cui si indicano politiche di ritorno o di gestione dei flussi. Ha richiamato la distinzione fra migranti regolari e chi commette reati, ribadendo che permessi di soggiorno possono essere revocati in presenza di condotte criminali.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Se uno è qua regolarmente è il benvenuto. Il problema è la criminalità: se hai il permesso di soggiorno e commetti reati devo potertelo ritirare.”

Ha inoltre confidato nella possibilità di favorire flussi migratori provenienti da Paesi ritenuti più affini per lingua, religione o cultura — come alcuni Stati latino-americani o paesi a maggioranza cristiana — sostenendo che un’integrazione più agevole rappresenterebbe un obiettivo politico.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Favorire un certo tipo di immigrazione da Paesi più affini per cultura, come quelli latino-americani e come i Paesi cattolici o cristiani, più facilmente assimilabili e vicini a noi è un obiettivo.”

Allo stesso tempo ha ribadito l’impegno per rimpatri, espulsioni e allontanamenti nei confronti di chi, a suo avviso, non merita di restare nel territorio nazionale, definendo la questione come una componente fondamentale della politica dell’ordine pubblico e della sicurezza.

Forze dell’ordine e modelli internazionali

Rispondendo sull’opportunità di adottare modelli stranieri per la gestione dei flussi irregolari, come quello dell’ICE negli Stati Uniti, Salvini ha escluso la necessità di importare modelli esterni, difendendo l’efficacia delle forze dell’ordine italiane e proponendo un loro ulteriore rafforzamento in termini di presenza sul territorio.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Abbiamo forze dell’ordine eccellenti, non abbiamo bisogno di importare modelli da altri Paesi come gli Stati Uniti. Io metterei ancora più militari nelle strade.”

Le dichiarazioni del ministro richiamano scelte politiche che combinano misure di controllo dei confini, politiche di integrazione selettiva e un approccio alla sicurezza interna con maggiore visibilità delle forze armate e di polizia nelle aree urbane.

Nel complesso, gli interventi delineano le priorità del governo su energia, bilancio pubblico e sicurezza: tematiche che richiederanno nei prossimi mesi negoziazioni nazionali e internazionali, valutazioni sugli effetti economici delle misure adottate e monitoraggio delle ripercussioni sociali nelle comunità interessate.



Author: Tony
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