Il nuovo ceo di MEXC vuole domare la macchina dei memecoin senza compromettere ciò che l’ha resa vincente
- 8 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Vugar Usi, neo amministratore delegato di MEXC, propone una lettura provocatoria del calo del trading sulle memecoin: non si sarebbe esaurito l’interesse per quei token, piuttosto il resto del sistema finanziario si è adeguato ai meccanismi che le avevano rese popolari.
Secondo Usi, oggi eventi e contenuti virali — un tweet di Donald Trump, una voce geopolitica, una notizia della Federal Reserve — provocano reazioni immediate su materie prime, azioni e criptovalute, con dinamiche simili a quelle che prima animavano soltanto le memecoin.
Vugar Usi ha detto:
“Ormai tutto tende a diventare un meme.”
Usi ha aggiunto che in passato le memecoin erano mosse prevalentemente da sentiment sociale, viralità e speculazione; oggi, sostiene, lo stesso mix può derivare da un singolo messaggio pubblico di ampio impatto.
La strategia: da exchange di memecoin a piattaforma ‘trade everything’
La tesi di fondo orienta il piano di rilancio di MEXC: trasformare un exchange noto per la speculazione sulle memecoin in una piattaforma generalista dove si possa “traddare di tutto”, includendo azioni tokenizzate, materie prime come oro e argento, mercati di previsione e prodotti di risparmio e carta prepagata rivolti al retail.
Questa strategia poggia sull’idea che la clientela al dettaglio — che Usi stima responsabile di circa il 98% dell’attività sull’exchange — non debba essere sostituita con flussi istituzionali, ma abbia bisogno di una maggiore varietà di strumenti su cui speculare.
Vugar Usi ha detto:
“È curioso vedere come oggi le memecoin lottino per la stessa attenzione che ottengono oro e argento.”
La prospettiva è che, offrendo più asset volatili e mercati basati su eventi, MEXC possa mantenere la propria base retail e ampliarne l’engagement senza dover per forza attrarre flussi istituzionali.
Una scommessa opposta ai grandi competitor
La direzione scelta da MEXC colloca la società su un percorso diverso rispetto ai principali concorrenti globali come Binance, OKX e Bybit, che negli ultimi anni hanno cercato di attrarre liquidità istituzionale, sviluppare desk per i derivati e prepararsi per i flussi legati agli ETF che influenzano sempre più il price discovery di asset come il bitcoin.
Usi, manager con esperienza in Bitget dove ha contribuito alla crescita fino a renderla uno dei principali exchange al mondo, sottolinea il diverso posizionamento: mentre a Bitget circa l’80% del volume derivava da istituzioni, a MEXC il traffico è per lo più retail e la strategia mira a preservare questo vantaggio competitivo.
Il modello commerciale senza commissioni di MEXC, che Usi indica come motore di marketing — sostenendo che nel 2025 avrebbe restituito agli utenti circa 1,1 miliardi di dollari — viene contrapposto alle campagne di immagine più tradizionali come sponsor sportivi e testimonial di livello internazionale.
Le criticità normative e reputazionali
La sfida più complessa per l’espansione è però di natura regolamentare e operativa. Negli ultimi anni MEXC ha dovuto gestire tensioni con gli utenti, in particolare dopo l’episodio noto come “White Whale”, in cui un trader pseudonimo sostenne che fondi per circa 3 milioni di dollari fossero stati bloccati a causa di regole di controllo dei rischi poco chiare.
Cecilia Hsueh ha detto:
“Abbiamo sbagliato. Ci scusiamo con The White Whale, e i suoi fondi sono già stati rilasciati. Può reclamarli in qualsiasi momento.”
Dopo quell’episodio si registrò un picco nelle richieste di prelievo e un aumento della pressione pubblica sulle procedure di rischio e comunicazione dell’exchange. Sebbene i dati mostrino che i prelievi siano rimasti elevati per parte del 2025, negli ultimi mesi si è osservata una tendenza alla normalizzazione.
Dati di mercato indicano che al termine del 2025 MEXC figurava tra i primi exchange per volume, raggiungendo una quota stimata intorno al 5% e segnando una crescita dei volumi intorno al 90% nel corso dell’anno secondo piattaforme di analisi del settore. Tuttavia, alcuni report di benchmark mettono in evidenza una dissonanza tra la raccolta di volumi e la valutazione del rischio e della compliance per certi operatori.
Vugar Usi ha detto:
“La preparazione alla compliance è stata uno dei punti mancanti nella crescita di MEXC. Abbiamo avviato dialoghi con autorità in Europa, Medio Oriente e Sud-est asiatico per costruire una piattaforma più trasparente e conforme.”
Lo sviluppo di relazioni istituzionali, l’ottenimento di licenze locali e l’integrazione di infrastrutture bancarie rimangono passaggi chiave per una strategia globale che non può prescindere da requisiti di conformità più stringenti se l’obiettivo è ampliare l’offerta senza compromettere la reputazione.
Il dilemma: mantenere l’anima retail o professionalizzarsi?
Il nucleo della questione è se MEXC possa introdurre meccanismi di controllo e maggiore compliance senza perdere l’elemento di disordine e rapidità che ha attirato una fetta consistente di trader retail, molti dei quali apprezzano proprio l’accesso a un’ampia gamma di asset a bassa frizione.
Da un lato, serrare i processi per rispettare normative più stringenti comporta costi e rallentamenti che possono intaccare la proposizione di valore per gli utenti più attivi. Dall’altro, continuare a operare con profili di rischio elevati espone l’azienda a interventi regolatori e a deterioramento della fiducia nel lungo periodo.
Il management sembra puntare a un equilibrio: preservare il modello centrato sul retail mentre amplia l’offerta con strumenti che restino attraenti per la speculazione, ma inserendo progressivamente controlli operativi, trasparenza sui processi e dialogo con le autorità di vigilanza.
Cosa significa per il mercato e quali scenari possibili
Se l’ipotesi di Usi è corretta — che il comportamento speculativo si sposti verso l’asset più volatile o verso eventi mediatici — allora la competizione tra exchange non sarà solo su costi e servizi istituzionali, ma anche su capacità di offrire nuovi mercati e prodotti nati per il retail.
In uno scenario favorevole, MEXC potrebbe consolidare una nicchia come piattaforma “all-in-one” per il retail globale, attirando volume grazie a un catalogo esteso di asset tokenizzati e mercati di previsione, pur rispettando standard regolatori crescente.
In uno scenario avverso, l’assenza di infrastrutture bancarie e licenze locali potrebbe limitare l’espansione e aumentare l’esposizione a interventi sanzionatori o restrizioni che ridurrebbero la capacità operativa nei principali mercati.
Il percorso di MEXC — la sua capacità di aggiungere “guardrail” senza smorzare l’attrattiva per i trader retail — rimane quindi una delle questioni più interessanti da osservare nel prossimo futuro del settore crypto, con implicazioni per concorrenza, tutela degli utenti e qualità del mercato.