Emittenti di stablecoin si avvicinano alle regole federali degli Stati Uniti grazie alla nuova proposta della FDIC
- 7 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
FDIC ha presentato formalmente la propria proposta di regolamentazione per gli emittenti di stablecoin negli Stati Uniti, in ottemperanza al ruolo previsto dal GENIUS Act, la legge che attribuisce a più autorità federali la responsabilità di stabilire norme e controlli per questi strumenti digitali.
Il testo dell’agenzia è stato concepito per allinearsi in larga misura alla bozza pubblicata a febbraio dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e rimane aperto a osservazioni pubbliche per un periodo di 60 giorni, in cui l’FDIC ha posto 144 quesiti agli stakeholder e agli interessati.
L’FDIC svolge il ruolo di vigilanza sulle istituzioni depositarie statunitensi e, in base al GENIUS Act, è chiamata a supervisionare gli enti depositari che, attraverso controllate, emettono stablecoin. La proposta contiene elementi fondamentali quali requisiti patrimoniali, standard di liquidità e regole di custodia per le riserve a garanzia delle monete digitali di pagamento.
Si tratta del secondo pacchetto di linee guida pubblicato dall’agenzia dopo la prima proposta di dicembre, che riguardava invece il processo di autorizzazione degli emittenti. Le norme definitive richiederanno ulteriori mesi di valutazione dei commenti e di redazione del testo finale.
Requisiti prudenziali e backstop operativo
Tra le novità più rilevanti la proposta indica il livello minimo di capitale che gli emittenti dovranno detenere per coprire i rischi operativi e di mercato, nonché una forma di backstop operativo separata dai requisiti patrimoniali, calcolata in rapporto alle spese operative dell’anno precedente.
La disciplina proposta comprende anche standard in materia di liquidità e di custodia delle riserve, con l’obiettivo di ridurre il rischio sistemico e garantire che le riserve a sostegno delle stablecoin siano accessibili e gestite con prudenza.
Assicurazione dei depositi e trattamento dei depositi tokenizzati
Conformemente a quanto previsto dalla legge, la bozza specifica che le stablecoin non beneficeranno della tradizionale deposit insurance applicata ai conti bancari ordinari. Tuttavia l’agenzia ha approfondito la questione della possibile applicazione di forme di assicurazione “pass-through” ai depositi che fungono da riserve.
L’agenzia ha precisato il seguente aspetto:
“l’applicabilità dell’assicurazione pass-through ai depositi detenuti come riserve a sostegno delle stablecoin di pagamento.”
In aggiunta è stata avanzata l’ipotesi interpretativa secondo cui:
“i depositi tokenizzati che soddisfano la definizione statutaria di ‘deposito’ sarebbero trattati alla stregua degli altri depositi.”
Questo principio implica che, qualora un deposito tokenizzato rientri nella definizione legale di deposito, non dovrebbe sussistere una differenziazione automatica nel trattamento assicurativo rispetto ai depositi tradizionali; rimane tuttavia aperta la discussione su modalità operative e requisiti tecnici.
Ricompense, rendimento e limiti alle rappresentazioni commerciali
Una questione che aveva suscitato preoccupazione nelle prime bozze riguarda la possibilità per gli emittenti di promuovere programmi di ricompensa o rendimento gestiti da terze parti, come piattaforme di scambio, in relazione al possesso o all’uso di stablecoin.
L’agenzia ha specificato che gli emittenti non potranno affermare che i token generano interessi o rendimenti:
“semplicemente per detenere o utilizzare una stablecoin di pagamento.”
Ciò non preclude in assoluto programmi di incentivi strutturati correttamente; osservatori del settore ritengono che accordi calibrati e conformi ai requisiti patrimoniali e operativi possano funzionare senza violare le regole, a condizione che la comunicazione al pubblico sia chiara e non fuorviante.
Interazioni con il quadro normativo legislativo e impatto politico
Mentre le autorità regolamentari procedono all’attuazione del GENIUS Act, alcune sue disposizioni potrebbero essere modificate da iniziative parlamentari parallele, in particolare dal disegno di legge del Senate’s Digital Asset Market Clarity Act, che mira a chiarire responsabilità e limiti nel mercato degli asset digitali.
Negli ultimi mesi si è sviluppato un confronto prolungato tra il settore bancario e quello delle criptovalute sulla disciplina dei detenzioni di stablecoin che producono rendimento; i legislatori hanno indicato di essere vicini a un compromesso, ma al momento la proposta non ha ancora completato tutte le fasi procedurali necessarie.
Dal punto di vista amministrativo, la costruzione delle regole riflette anche l’attuale composizione degli organismi di vigilanza: le nomine operate dall’esecutivo hanno ridotto la presenza di membri di orientamento opposto, il che può incidere sul processo di redazione della normativa finale.
Prossimi passi e tempistica
La proposta dell’FDIC resterà aperta ai commenti pubblici per 60 giorni; dopo la raccolta dei contributi l’agenzia elaborerà le risposte e potrà modificare il testo prima di pubblicare la versione definitiva, operazione che richiederà ancora diversi mesi.
Si tratta del secondo documento normativo emanato dall’agenzia nell’ambito del GENIUS Act, e la definizione completa del quadro regolamentare dipenderà dall’interazione tra le osservazioni degli stakeholder, le proposte degli altri regolatori e gli eventuali aggiornamenti legislativi in sede di Congresso.
In sintesi, la proposta dell’FDIC fissa i principi fondamentali di vigilanza su stablecoin, pone limiti sulle dichiarazioni commerciali relative a rendimento e getta le basi per requisiti patrimoniali e operativi volti a proteggere i depositanti e la stabilità finanziaria.