Bitcoin si addormenta nel Venerdì Santo mentre petrolio e dati macro scuotono i mercati: Crypto Daybook Americas

Il Bitcoin è rimasto intrappolato in un range ristretto intorno a 66.600 USD alla vigilia della festività del Good Friday, con tensioni geopolitiche e mutamenti nelle aspettative macro che hanno limitato i movimenti di prezzo.

Negli ultimi 24 ore la criptovaluta ha registrato un lieve incremento ma non è riuscita a superare la soglia dei 67.000 USD, penalizzata dalle dichiarazioni di maggior fermezza del presidente Donald Trump nei confronti del Iran e dall’aumento dei timori riguardo a possibili attacchi all’infrastruttura energetica.

Il prezzo del Brent ha toccato i 120 USD al barile sul mercato spot, livelli che non si vedevano dal 2008, a causa della crisi in corso e dell’interruzione quasi totale del traffico nello stretto strategico che collega il Golfo Persico al mercato globale del petrolio.

L’impennata dei prezzi dell’energia ha alimentato le aspettative di inflazione e ha indebolito le prospettive di tagli dei tassi, un elemento che aveva sostenuto il recente rialzo del Bitcoin. In Europa l’inflazione è salita fino al 2,5%, trainata dai costi energetici.

Flussi istituzionali e dinamiche on-chain

Gli afflussi istituzionali verso gli ETF su Bitcoin rimangono costanti, con circa 22 milioni di dollari di flussi netti nella settimana. Tuttavia, i dati on-chain mostrano un quadro diverso: la domanda apparente complessiva è passata in negativo a causa delle distribuzioni da parte dei grandi detentori.

Portafogli con giacenze tra 1.000 e 10.000 BTC hanno ridotto le loro riserve di quasi 188.000 BTC rispetto al picco dello scorso anno. Alla valutazione attuale, quasi la metà del Bitcoin in circolazione è scambiata in perdita.

Con l’approssimarsi del lungo fine settimana, la liquidità sui mercati si prevede sottile: questo espone il mercato a una maggiore volatilità in caso di nuovi sviluppi in Medio Oriente o di dichiarazioni macro rilevanti.

Cosa osservare

Il calendario macro della settimana contiene eventi che potrebbero condizionare i prezzi delle attività rischiose, incluso il mercato delle criptovalute: i principali dati americani sull’occupazione e il rapporto ISM dei servizi rappresentano fattori chiave per le aspettative sui tassi.

Tra gli indicatori più seguiti: il dato mensile sui salari non agricoli degli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione e il ISM Services PMI, che forniscono indicazioni sulla forza dell’economia e sulle possibili mosse della banca centrale.

Eventi di governance e token

Alcune comunità di protocollo stanno votando proposte operative importanti: un esempio è la proposta di integrare nomi di dominio per i contratti principali per aumentare la sicurezza contro il phishing e l’istituzione di una soglia minima di commissioni per gli operatori pubblici, al fine di garantire la sostenibilità economica della rete.

In generale, le votazioni di governance e i calendari di sblocco dei token rimangono elementi da monitorare perché possono influenzare la liquidità degli asset specifici e il sentiment di mercato.

Movimenti di mercato

Prezzi chiave e variazioni intraday: Bitcoin quota circa 66.785 USD (-0,35% rispetto alle 16:00 ET del giorno precedente, +0,65% nelle ultime 24 ore), mentre Ethereum si attesta intorno a 2.058 USD (+0,94% nelle 24 ore).

Altri indicatori finanziari mostrano: l’indice del dollaro statunitense in area 99,99, i future sull’oro in aumento e i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni degli Stati Uniti leggermente più bassi rispetto al giorno precedente.

I mercati azionari globali hanno registrato sessioni miste: alcune piazze asiatiche e americane hanno chiuso in rialzo, mentre altri indici europei mostrano variazioni più contenute, riflettendo incertezza su energia e geopolitica.

Analisi tecnica

Un indicatore rilevante per il mercato è la quota di dominanza dei cosiddetti stablecoin ancorati al dollaro: dopo una correzione temporanea, la dominance è tornata a salire, segnale che durante fasi di vendita generalizzata gli asset ancorati al dollaro tendono a guadagnare peso.

Questo comportamento ha implicazioni ribassiste per il mercato crypto più ampio, perché l’afflusso verso stablecoin è spesso associato a processi di disimpegno e presa di profitto.

Azioni legate alle criptovalute

Le società quotate con esposizione alle criptovalute hanno avuto performance contrastanti: alcune società minerarie e fondi specializzati hanno registrato rialzi significativi, mentre altri titoli mostrano prese di beneficio dopo guadagni recenti.

La piattezza o la leggera debolezza di alcune azioni del settore riflette la combinazione di pressione macro e rotazione del capitale tra prodotti spot e prodotti derivati.

Flussi ETF e posizioni

Gli ETF spot su BTC hanno registrato flussi netti giornalieri positivi intorno a 9 milioni di dollari, con flussi cumulati dall’avvio che superano i 55 miliardi di dollari e riserve totali di BTC stimate intorno a 1,28 milioni.

Al contrario, alcuni prodotti spot su Ethereum mostrano deflussi giornalieri, con una dinamica di raccolta cumulata ancora positiva ma soggetta a volatilità settimanale.

Sviluppi geopolitici rilevanti

Negli ultimi giorni si sono verificati sviluppi significativi nella regione del Golfo: un’unità occidentale ha transitato lo stretto strategico in un passaggio che potrebbe incentivare altri vettori a riprendere operazioni se la rotta si dimostrerà gestibile.

Parallelamente, sono state segnalate azioni militari e attacchi contro infrastrutture energetiche in diversi Stati del Golfo, fattori che hanno contribuito alla volatilità dei prezzi del petrolio e alle tensioni internazionali.

Sul fronte delle relazioni internazionali, si osservano segnali di riavvicinamento in alcuni dossier diplomatici che potrebbero influenzare dinamiche commerciali e cooperazione giudiziaria, elementi importanti per il contesto macro e i mercati finanziari.

Considerazioni finali

In sintesi, il mercato delle criptovalute rimane condizionato da un mix di fattori: tensioni geopolitiche che sostengono i prezzi dell’energia e le aspettative d’inflazione, afflussi istituzionali verso prodotti spot e segnali on-chain di distribuzione da parte dei grandi detentori.

Nei prossimi giorni sarà cruciale monitorare i risultati macroeconomici, i flussi verso gli ETF, i movimenti delle balene e qualsiasi sviluppo geopolitico che possa innescare una fase di volatilità più ampia. Una gestione prudente del rischio e una lettura attenta dei dati on-chain e macro rimangono consigliate.