Bancari in pressing: sindacati chiedono 518 euro e il ritorno alle 35 ore settimanali
- 3 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto dei bancari è stata approvata e sarà sottoposta al voto dei lavoratori e delle lavoratrici nelle assemblee convocate nelle prossime settimane: si tratta di un passaggio formale ma decisivo per avviare il negoziato contrattuale con le controparti datoriali.
Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno indicato come priorità un incremento salariale pari a 518 euro mensili per la figura di riferimento e la riduzione dell’orario settimanale di lavoro a 35 ore, rispetto alle attuali 37 ore, quest’ultima già ottenuta con l’ultimo rinnovo soprattutto grazie all’azione della Fisac Cgil.
Inquadramenti e tutela dei posti di lavoro
La piattaforma prevede l’allargamento dell’area contrattuale e l’introduzione di limiti chiari alle attività appaltabili, con l’obiettivo di evitare trattamenti differenziati tra lavoratori che operano nello stesso gruppo o nella stessa realtà aziendale. Questa proposta mira a garantire uniformità di condizioni e diritti indipendentemente dalla forma contrattuale o dall’esternalizzazione delle attività.
Particolare attenzione è riservata anche alle riorganizzazioni aziendali: la piattaforma sollecita norme che proteggano i livelli occupazionali e prevedano percorsi chiari per la gestione delle eccedenze di personale, al fine di ridurre l’impatto sociale delle operazioni di ristrutturazione.
Organizzazione del lavoro e pressioni commerciali
I sindacati chiedono di rafforzare il confronto tra aziende e rappresentanze sindacali per affrontare in modo strutturato i temi dei carichi di lavoro e della carenza degli organici, evidenziando come criteri gestionali poco trasparenti incidano negativamente sia sulle condizioni dei dipendenti sia sulla qualità del servizio offerto alla clientela.
In particolare viene richiesto un intervento sulle politiche commerciali attraverso regole più rigorose per contrastare le pressioni indebite sui lavoratori, fenomeno che continua a essere segnalato come criticità centrale nel settore bancario e che può avere ricadute sulla tutela dei clienti e sulla compliance aziendale.
Tutele disciplinari e diritti del personale
Tra le richieste avanzate figura la reintegrazione nei casi di licenziamento disciplinare ingiustificato e il rafforzamento delle garanzie procedurali nei processi disciplinari, con misure volte a preservare i diritti del personale e a garantire maggiore certezza e trasparenza nelle decisioni interne.
Le proposte includono inoltre forme più rigorose di tutela per le funzioni sindacali e per i lavoratori coinvolti in controversie disciplinari, prevedendo tempi certi per i procedimenti e strumenti di tutela preventiva per evitare misure sproporzionate.
Prossime fasi e possibili effetti sul settore
Dopo il voto nelle assemblee, le organizzazioni sindacali intendono avviare il negoziato con le associazioni datoriali e le singole imprese. Il confronto si concentrerà su elementi economici, organizzativi e sul quadro normativo che disciplina appalti e ristrutturazioni, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che sia sostenibile per le imprese ma efficace nella tutela del lavoro.
Le richieste avanzate potrebbero avere ripercussioni sul costo del lavoro e sulle pratiche commerciali delle banche; per questo motivo il negoziato sarà anche un terreno di equilibrio tra esigenze di competitività del sistema bancario e necessità di migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi.