Korea Investment & Securities valuta una partecipazione in Coinone, secondo un rapporto
- 3 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Korea Investment & Securities sta valutando un possibile investimento in Coinone, la piattaforma di scambio di criptovalute sudcoreana, ma al momento non è stato concluso alcun accordo definitivo, secondo comunicazioni aziendali e fonti informate sui fatti.
La società avrebbe avviato consultazioni con autorità di vigilanza e rappresentanti politici nell’ambito di un processo più ampio collegato all’ipotesi d’investimento, mentre Coinone ha precisato che non è stata ancora presa una decisione su una transazione specifica.
Proposta normativa: limite del 20% alle partecipazioni
Il possibile interesse di investimento si inserisce in un quadro normativo in evoluzione in Corea del Sud, dove è allo studio una proposta che imporrebbe un tetto del 20% alle partecipazioni dei principali azionisti nelle piattaforme di scambio locali. L’obiettivo dichiarato della misura è ridurre la concentrazione del controllo e rafforzare la tutela degli utenti e la stabilità del mercato.
Secondo il progetto, le borse avrebbero un periodo transitorio di tre anni dall’entrata in vigore della legge per adeguare le proprie strutture proprietarie. Con una quota stimata intorno al 53,44%, Cha Myung-hoon, presidente di Coinone, sarebbe interessato direttamente dalla restrizione e potrebbe dover ridurre la sua partecipazione per conformarsi al limite previsto.
Implicazioni per la governance e le strategie societarie
Un obbligo di riduzione delle partecipazioni maggioritarie potrebbe determinare vendite di quote, ristrutturazioni societarie o accordi che consentano di preservare il controllo gestionale pur rispettando il vincolo legale. Le autorità di regolamentazione, tra cui la Financial Services Commission e i gruppi parlamentari dedicati agli asset digitali, stanno valutando il quadro normativo per bilanciare innovazione, tutela degli investitori e ordine pubblico finanziario.
Il provvedimento potrebbe inoltre incentivare l’ingresso di investitori istituzionali o strategici nel settore crypto, con effetti sulla liquidità delle azioni e sulla governance delle piattaforme. Allo stesso tempo, operatori e stakeholder dovranno confrontarsi con gli aspetti pratici dell’attuazione, come valutazioni delle quote, tempistiche delle cessioni e possibili vincoli contrattuali preesistenti.
Possibili acquirenti e dinamiche di mercato
Nel contesto delle trattative, Korea Investment & Securities si collocherebbe accanto a concorrenti che hanno già cercato posizioni simili nel comparto. Ad esempio, il gruppo Mirae Asset ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione di controllo in Korbit, un’altra piattaforma di scambio locale, a conferma dell’interesse delle grandi istituzioni finanziarie per il settore crypto.
Il profilo finanziario di Korea Investment & Securities la rende un candidato credibile per operazioni di questo tipo: la società ha registrato un utile netto significativo nel 2025, che le conferisce capacità di investimento e un ruolo potenziale nelle future riorganizzazioni proprietarie delle borse.
Mosse strategiche recenti nel comparto
Negli ultimi tempi alcune grandi realtà tecnologiche e finanziarie hanno cercato di consolidare la propria presenza nel mercato delle criptovalute. Alla fine del 2025 Naver Financial aveva annunciato un’operazione in azioni per acquisire Dunamu, l’operatore di Upbit, per un valore complessivo rilevante. Successivamente, la società ha deciso di posticipare lo scambio azionario previsto a seguito di approfondimenti regolamentari e del calo dei volumi di trading sulle piattaforme.
Questi sviluppi segnalano una fase di riallocazione degli asset nel settore e indicano come le scelte regolamentari possano accelerare processi di consolidamento o modifiche nelle strategie di crescita delle aziende interessate alle criptovalute.
Possibili scenari futuri
Se la proposta normativa dovesse essere approvata, i principali scenari prevedono: vendite parziali delle partecipazioni degli azionisti di controllo, ingresso di investitori istituzionali per diluire le quote, o la strutturazione di accordi che mantengano il controllo operativo senza superare il tetto percentuale. L’effetto complessivo dipenderà dall’applicazione pratica della norma e dalle scelte delle autorità di vigilanza in fase di attuazione.
Al momento non risultano transazioni definitive. Le parti coinvolte continuano a dialogare con autorità e stakeholder, mentre il settore osserva con attenzione l’evolversi delle norme e delle opportunità di investimento.