Bitcoin: l’80% dell’offerta nelle mani dei detentori a lungo termine, sempre più vicino a un classico segnale di fondo
- 3 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Due sono le questioni principali che in questo momento occupano gli investitori in criptovalute: fino a che livello può ancora scendere Bitcoin (BTC) e quanto potrebbe durare ancora questo periodo ribassista. Il primo aspetto riguarda il dolore da prezzo, ovvero le forti perdite o la volatilità che costringono a liquidare posizioni; il secondo è il dolore da tempo, cioè fasi prolungate di mercato laterale che logorano investitori rialzisti e ribassisti per mancanza di direzione.
Attualmente Bitcoin è scambiato sotto i 66.000 dollari, con una perdita superiore al 3% nelle ultime 24 ore e circa il 45% al di sotto del suo massimo storico di October, configurando così un bear market che dura da quasi sei mesi.
L’indicatore Realized Cap HODL Waves
Un indicatore che suggerisce la persistenza del dolore da tempo è il Realized Cap HODL Waves elaborato da Glassnode. Questo indicatore suddivide l’offerta di Bitcoin in fasce in base all’ultima volta in cui le monete si sono mosse, con ogni banda che rappresenta periodi di detenzione differenti, e le pondera usando il realized price, cioè il prezzo medio a cui le monete sono state scambiate on-chain l’ultima volta.
Come interpretare la storia dei flussi
Storicamente, i minimi dei bear market sono spesso coincisi con una situazione in cui i long-term holders — detentori di monete da sei mesi o più — arrivano a controllare almeno l’85% dell’offerta totale. Il meccanismo tipico osservato è che il prezzo raggiunge il fondo per primo e solo dopo diversi mesi la quota detenuta dai long-term holders si avvicina a quei livelli, segnalando che questi investitori hanno comprato a prezzi depressi e hanno mantenuto le posizioni nel corso della fase ribassista.
Al momento la quota detenuta dai long-term holders è circa l’80% dell’offerta. Se la dinamica storica dovesse ripetersi, questo andamento suggerisce che il mercato potrebbe avvicinarsi a una fase di fondo; tuttavia rimane probabile un periodo aggiuntivo di consolidamento durato alcuni mesi prima di segnali più chiari di ripresa.
Implicazioni per investitori e istituzioni
Per gli investitori retail e istituzionali la prospettiva è duplice: da un lato il rafforzamento della quota dei long-term holders può indicare accumulo a prezzi scontati; dall’altro, la durata prolungata di un mercato laterale aumenta il costo d’opportunità e la pressione sulla liquidità. Le decisioni di allocazione dovrebbero tenere conto della tolleranza al rischio, dell’orizzonte temporale e delle condizioni di mercato più ampie.
Inoltre, fattori esterni come la liquidità degli scambi, i flussi istituzionali e le decisioni di politica monetaria restano determinanti per la durata e la profondità del bear market. Le autorità di vigilanza e le istituzioni finanziarie continuano a influenzare la percezione del rischio nel comparto crypto, quindi è utile monitorare anche sviluppi regolamentari e macroeconomici.
Metriche on‑chain da osservare
Per chi cerca indicatori oltre al prezzo, è consigliabile seguire alcune metriche on‑chain: il rapporto tra offerta detenuta dagli investitori a lungo termine, i saldi sugli exchange (exchange balances), il rapporto profit/loss medio espresso da MVRV, la Realized Cap e l’attività della rete come active addresses e network activity. Questi segnali integrano il quadro e aiutano a distinguere un semplice rimbalzo tecnico da un potenziale inversione di trend.
In sintesi, mentre alcuni indicatori on‑chain suggeriscono che la pressione di vendita potrebbe essere in diminuzione, la completa transizione fuori dalla fase di consolidamento richiederà tempo. Una strategia prudente combina gestione del rischio, monitoraggio delle metriche chiave e un orizzonte d’investimento coerente con la propria avversione al rischio.