Costo carburanti: armatori chiedono contributo straordinario al governo

L’aumento del costo del carburante, determinato dalla situazione nel Golfo Persico, mette a rischio i collegamenti marittimi necessari per la continuità territoriale. A segnalarlo in una nota congiunta sono Confitarma e Assarmatori, che sollecitano al Governo l’introduzione di un contributo straordinario per le compagnie di navigazione sotto forma di credito d’imposta.

Motivazioni della richiesta

Confitarma e Assarmatori hanno evidenziato le conseguenze immediate sull’operatività delle linee marittime regolari e sulla tenuta dei servizi verso le isole, già sottoposti a forti pressioni per ragioni economiche e normative.

Confitarma e Assarmatori hanno scritto:

“La crescita del prezzo del fuel determinato dalla grave crisi in atto impatta, in particolare, in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto, anche in ragione dell’introduzione e del progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee. Al punto che, in assenza di interventi correttivi, il rischio, quantomai concreto, è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino ad una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale.”

La proposta avanzata alle istituzioni

Per far fronte agli aumenti, le associazioni propongono ai ministri competenti l’erogazione di un contributo straordinario, calibrato come credito d’imposta, a copertura della maggiore spesa per carburante sostenuta nei mesi interessati dall’incremento dei prezzi.

La richiesta è stata indirizzata al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e al ministro per le Politiche del Mare, Nello Musumeci, in vista dell’esame di un nuovo decreto-legge sui carburanti da parte del Consiglio dei Ministri.

Dichiarazioni dei rappresentanti del settore

Stefano Messina e Mario Zanetti hanno dichiarato:

“Il trasporto marittimo – svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e, più in generale, nell’economia italiana. Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti ma che, adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto, in una fase congiunturale particolarmente delicata. Ci rivolgiamo a un Governo che ha saputo mettere la blue economy al centro della sua agenda, affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa.”

Impatto e quadro normativo

Il settore marittimo italiano è esposto a doppia pressione: da un lato l’aumento dei costi energetici, dall’altro gli oneri derivanti dall’adozione progressiva delle normative ambientali europee. La combinazione può mettere in difficoltà l’equilibrio economico delle rotte che garantiscono collegamenti insulari e traffici regionali fondamentali per l’approvvigionamento e la mobilità dei cittadini.

Dal punto di vista istituzionale, la proposta di un credito d’imposta mira a offrire una soluzione temporanea e mirata senza intervenire direttamente sui bilanci delle imprese con aiuti permanenti, mentre le amministrazioni potranno valutare anche misure alternative come indennizzi diretti o compensazioni specifiche per i servizi di continuità territoriale.

Prossimi passi e riflessi politici

La decisione finale spetterà al Governo, che dovrà bilanciare la necessità di tutela dei servizi essenziali con i vincoli di finanza pubblica e gli impegni comunitari in materia ambientale. L’eventuale riconoscimento del credito d’imposta avrebbe effetti immediati sulla liquidità delle compagnie e sulla capacità di mantenere l’offerta dei collegamenti.

Nel frattempo, il settore sottolinea l’urgenza di interventi calibrati per evitare disagi alle comunità insulari e per garantire la continuità delle filiere logistiche nazionali.