Bitcoin rimbalza dai minimi grazie alle speranze sullo Stretto di Hormuz

Il Nasdaq ha cancellato in gran parte un calo iniziale del 2% dopo notizie secondo cui Iran starebbe predisponendo un protocollo insieme a Oman per gestire il traffico nello Stretto di Hormuz, attenuando i timori di interruzioni in una delle rotte petrolifere più strategiche al mondo.

Il prezzo del petrolio WTI, che era salito fino a quasi 115 dollari al barile in seguito alle dichiarazioni ostili del presidente statunitense, è sceso di circa 5 dollari dopo la diffusione della notizia, riflettendo una riduzione del premio di rischio legato a possibili interruzioni nel transito marittimo.

I mercati delle criptovalute hanno anch’essi limato le perdite, pur rimanendo nettamente più deboli nelle ultime 24 ore. Bitcoin ha oscillato intorno ai 66.700 dollari, mostrando una flessione di circa il 3%, mentre Ether si è attestato intorno ai 2.060 dollari con una diminuzione analoga.

Kazem Gharibabadi ha commentato la proposta come un atto di coordinamento:

“Anche in condizioni normali, il traffico delle navi attraverso lo stretto dovrebbe essere monitorato e coordinato con Stati costieri come l’Iran e l’Oman per garantire la sicurezza. Le misure proposte non mirano a limitare il passaggio, ma a facilitare e garantire un transito sicuro e a migliorare i servizi per le navi.”

Le affermazioni di Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri per gli affari legali e internazionali, sottolineano che l’iniziativa sarebbe concepita come strumento operativo per la sicurezza marittima piuttosto che come un tentativo di controllo sovrano della rotta.

Donald Trump ha lanciato avvertimenti che hanno contribuito alla volatilità dei mercati:

“Colpirò l’Iran estremamente duramente nelle prossime settimane.”

“Lo Stretto di Hormuz si riaprirà naturalmente una volta terminato il conflitto.”

Le dichiarazioni del presidente Donald Trump hanno alimentato in precedenza un aumento del premio di rischio sulle commodity energetiche; la successiva prospettiva di una cooperazione operativa tra Iran e Oman ha però contribuito a una parziale normalizzazione dei prezzi. Anche i titoli legati alle criptovalute, tra cui Coinbase e Robinhood, hanno mostrato quotazioni in calo in linea con la performance delle principali valute digitali.

Contesto strategico e implicazioni

Lo Stretto di Hormuz è una via di transito critica per il commercio energetico globale: una quota significativa del petrolio e dei prodotti raffinati trasportati via nave passa attraverso questo corridoio. Per questa ragione, ogni tensione nella regione ha ripercussioni immediate sui mercati energetici, sulle polizze assicurative marittime e sui costi di trasporto internazionali.

Un protocollo di coordinamento tra Iran e Oman potrebbe avere effetti pratici sul piano della navigazione — riducendo ritardi e incidenti e limitando l’aumento dei premi di rischio — ma solleva anche questioni di diritto marittimo e di libertà di transito. In questo ambito, strumenti multilaterali come la UNCLOS e le prassi internazionali sulla sicurezza marittima svolgono un ruolo di riferimento per bilanciare diritti sovrani e libera navigazione.

Oman storicamente ha avuto una posizione mediatrice nella regione ed è spesso visto come interlocutore utile per ridurre le tensioni. Un accordo operativo con l’Iran potrebbe quindi contribuire a una gestione più prevedibile del traffico nello stretto, con benefici per gli operatori commerciali e per la stabilità dei mercati energetici.

Cosa seguire nelle prossime ore

Le principali variabili da monitorare sono il testo definitivo del protocollo e la sua portata operativa, le reazioni diplomatiche di Stati Uniti ed alleati, l’evoluzione dei prezzi del petrolio e delle criptovalute, nonché eventuali modifiche nelle condizioni assicurative per le rotte mediorientali. Anche eventuali dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità marittime e portuali influenzeranno le valutazioni degli operatori.

In assenza di dettagli completi, i mercati tenderanno a oscillare in base alla percezione del rischio geopolitico: misure chiaramente orientate alla sicurezza e alla trasparenza operativa potrebbero ridurre i premi di rischio, mentre interpretazioni più restrittive o reazioni militari estensive riporterebbero volatilità e pressioni sui prezzi del greggio.