Orsini: su Transizione 5.0 è essenziale che le promesse siano mantenute
- 1 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Dopo giorni di forte preoccupazione per le modifiche annunciate al pacchetto di incentivi, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha commentato l’esito del confronto con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha confermato le risorse inizialmente destinate alla Transizione 5.0 e stanziato ulteriori fondi per arrivare complessivamente a 1,5 miliardi di euro.
Emanuele Orsini ha detto:
“Abbiamo passato quattro giorni molto preoccupati e allarmati: l’aspettativa era che le promesse venissero mantenute e quando venerdì abbiamo visto una riduzione del credito di imposta per la Transizione 5.0 al 35% molti imprenditori hanno subito il colpo.”
Nel corso del tavolo convocato presso il ministero, il ministro Adolfo Urso ha ribadito l’impegno a preservare le risorse originarie pari a 1,3 miliardi di euro e a integrare il finanziamento con 200 milioni aggiuntivi, consentendo tra l’altro di mantenere la detrazione al 100% per i pannelli fotovoltaici, compresi quelli di produzione nazionale.
Emanuele Orsini ha aggiunto:
“Uscire dal tavolo con 1,5 miliardi e riportare al 100% la misura per i pannelli fotovoltaici era per noi un dovere nei confronti delle imprese: si tratta anche di fiducia. Non può accadere che gli investimenti annunciati dalle aziende vengano poi messi in discussione.”
Servono misure straordinarie da parte dell’Ue
Di fronte a un contesto internazionale difficile, aggravato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, Confindustria ha richiamato la necessità di interventi coordinati a livello comunitario. Secondo il presidente dell’associazione, l’Italia non può affrontare da sola gli effetti economici di shock esterni e servono misure straordinarie condivise dall’Unione europea.
Emanuele Orsini ha osservato:
“Serve che l’Europa faccia l’Europa: siano messe in campo misure straordinarie per sostenere i Paesi più esposti. L’Italia, come altre economie europee, non può reggere da sola nuove tensioni sui mercati energici e sulle catene di approvvigionamento.”
Il richiamo è stato accompagnato dalla presentazione di scenari macroeconomici elaborati dal Centro studi Confindustria, che mettono in luce rischi di rallentamento del Pil in funzione della durata del conflitto: uno scenario breve vede una crescita contenuta, ma in caso di protrarsi delle tensioni il contributo alla crescita potrebbe annullarsi con impatti rilevanti su produzione e occupazione.
Fondamentale tenere aperta l’ex Ilva
Sulla situazione dell’ex Ilva, Orsini ha sottolineato l’importanza strategica di mantenere operativa l’industria siderurgica italiana per ragioni di competitività e di presidio della filiera metalmeccanica nazionale.
Emanuele Orsini ha detto:
“È fondamentale tenere aperta l’ex Ilva: qualsiasi soluzione che consenta la continuità operativa, inclusa la partecipazione di cordate di imprenditori o accordi commerciali per l’acquisto dell’acciaio prodotto, va considerata per preservare capacità produttiva e posti di lavoro.”
Il tema richiama sia questioni interne — come la definizione di un perimetro industriale sostenibile e la tutela dell’occupazione — sia aspetti di politica industriale europea: la perdita di una produzione di base rischierebbe di indebolire l’intero comparto manifatturiero nazionale. Per questo Confindustria auspica che il Governo e i partner europei favoriscano soluzioni praticabili, che possano comprendere interventi finanziari, incentivi agli acquirenti di prodotto nazionale e iniziative per attrarre investimenti industriali.
Al termine dell’intervento, Orsini ha ribadito la disponibilità delle imprese a collaborare con le istituzioni per trovare formule concrete che garantiscano competitività, continuità produttiva e tutela dell’occupazione, auspicando che le proposte discusse proseguano rapidamente nelle sedi competenti.