Il responsabile della ricerca di Grayscale svela le scommesse sull’ondata di tokenizzazione da 19 trilioni di dollari

La tokenizzazione è diventata uno dei termini più ricorrenti nel mondo crypto, ma secondo Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, gli investitori dovrebbero concepirla meno come un singolo affare e più come una roadmap a lungo termine con vincitori differenti nelle varie fasi.

Contesto e dimensioni del mercato

La tendenza della tokenizzazione è ancora nelle fasi iniziali: con il termine si indica l’utilizzo di infrastrutture blockchain per regolare, trasferire e registrare la proprietà di strumenti finanziari come obbligazioni, fondi e equity. Sebbene in rapida crescita, il mercato è oggi valutato intorno a 27 miliardi di dollari, una quota minima — circa lo 0,01% — dei mercati dei capitali globali. Proiezioni di mercato condotte da BCG e Ripple stimano che questa cifra possa espandersi fino a quasi 19 trilioni di dollari entro il 2033.

Questa trasformazione interessa già le grandi istituzioni: le banche e i gestori patrimoniali di primo piano riconoscono il potenziale della tokenizzazione e delle stablecoin, ma stanno ancora valutando come allocare capitale per trarre vantaggio concreto dalle innovazioni.

Zach Pandl ha detto:

“The two things that institutions are aware of are stablecoins and tokenization.”

Fasi previste della tokenizzazione

Secondo l’analisi di Zach Pandl, la diffusione della tokenizzazione avverrà per tappe successive, con diversi modelli di rete che cattureranno valore in momenti differenti. All’inizio è probabile che emergano soluzioni che somiglino maggiormente alla struttura finanziaria esistente, piuttosto che modelli radicalmente nuovi.

Zach Pandl ha detto:

“In the early stages of the tokenization process, you will see things that have success that look more similar to how the financial system works today.”

In questa prima fase avranno rilevanza sistemi permissioned e centrati sulle istituzioni, progettati per risolvere problemi pratici come la privacy, l’identità e il controllo degli accessi. Questi elementi sono essenziali perché le controparti regolamentate possano adottare soluzioni tokenizzate senza compromettere conformità e governance.

I potenziali vincitori della prima fase

Tra i progetti citati come possibili protagonisti iniziali figura il Canton Network (CC), una rete che ha ricevuto il supporto di operatori finanziari importanti come DRW, TradeWeb, Goldman Sachs e Nasdaq. La caratteristica principale di Canton è l’approccio istituzionale e permissioned, che offre garanzie di controllo e privacy molto apprezzate dalle entità regolamentate.

Zach Pandl ha detto:

“It is a perfectly reasonable investment.”

Zach Pandl ha detto:

“A slightly different, slightly upgraded version of today’s financial system.”

La seconda fase e piattaforme ibride

La fase successiva potrebbe vedere l’affermarsi di modelli ibridi: da un lato blockchain di proprietà istituzionale, dall’altro uno stato condiviso globale, collegati tra loro. Un esempio di questa architettura è Avalanche (AVAX), che supporta centinaia di catene sovrane e aziendali chiamate subnets, tutte connesse a una rete primaria layer-1.

Parallelamente, Ethereum e la sua valuta nativa ether (ETH) rappresentano un’opzione più ampia ma potenzialmente più lenta: si tratta di una scommessa sul lungo termine verso una finanza decentralizzata su scala globale.

Zach Pandl ha detto:

“I believe the market will eventually move toward global decentralized finance.”

Zach Pandl ha detto:

“The tech is not fully ready.”

Queste osservazioni sottolineano il divario tecnico e operativo tra l’attuale infrastruttura finanziaria e la visione di un ecosistema completamente decentralizzato: l’adozione istituzionale richiede standard di sicurezza, strumenti per la custodia, interoperabilità e chiarezza regolamentare che non sono ancora del tutto maturi.

Strategie alternative e fornitori di servizi

Oltre alle singole blockchain, esistono opportunità nei cosiddetti play “picks-and-shovels”: fornitori di servizi neutrali rispetto alla catena che offrono infrastrutture essenziali come oracoli, strumenti di interoperabilità e middleware. Questi attori possono beneficiare della diffusione della tokenizzazione indipendentemente dal vincitore tecnologico finale.

Zach Pandl ha detto:

“They may be even more compelling.”

Come esempio di questi fornitori, vengono spesso citati servizi chain-agnostic come Chainlink, che forniscono dati e connessioni affidabili tra smart contract e mondo esterno. La loro rilevanza cresce in contesti dove interoperabilità, dati on-chain verificabili e servizi di compliance diventano requisiti fondamentali per le istituzioni.

Implicazioni per investitori e istituzioni

Per gli investitori, il consiglio principale è adottare una prospettiva di lungo periodo: la tokenizzazione non è una singola operazione speculativa, ma un processo che evolverà attraverso fasi distinte, con premi e rischi differenti per chi partecipa. Le scelte strategiche possono includere esposizioni a soluzioni istituzionali a breve termine, scommesse su infrastrutture pubbliche a lungo termine e allocazioni in fornitori di servizi trasversali.

Dal lato normativo e politico, la diffusione della tokenizzazione richiederà dialogo tra autorità di vigilanza, operatori finanziari e sviluppatori tecnologici per definire standard comuni, regole di custodia, protezione degli investitori e modalità di integrazione con i mercati tradizionali.

In sintesi, la tokenizzazione è una trasformazione di ampia portata che apre molteplici traiettorie: i vincitori varieranno in base alle fasi evolutive, alla maturità tecnologica e all’adattamento normativo, e gli investitori dovranno adottare approcci diversificati e pazienti per sfruttarne appieno le opportunità.