Trevi lancia aumento di capitale da 100 milioni per finanziare la crescita
- 1 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Cdp Equity è intervenuta per sostenere Trevi Finanziaria Industriale: il consiglio di amministrazione ha approvato la partecipazione all’aumento di capitale da 100 milioni di euro e voterà a favore in assemblea straordinaria, impegnandosi a sottoscrivere la quota di propria spettanza pari a 21,3 milioni di euro, corrispondente all’attuale partecipazione del 21,3%.
Cdp Equity ha dichiarato:
“Con questa operazione Cdp Equity conferma la propria volontà di sostenere la società nel rafforzamento del proprio ruolo di leader globale nel settore dell’ingegneria del sottosuolo e nella realizzazione di fondazioni speciali per il comparto delle costruzioni e delle infrastrutture.”
Nonostante l’intervento, il titolo Trevi ha registrato una forte reazione degli investitori: nella seduta successiva la quotazione è scesa di circa il 34% dopo la pubblicazione dei risultati e l’annuncio della manovra finanziaria che, oltre all’aumento di capitale, prevede linee di finanziamento per un ammontare indicativo compreso tra 150 e 200 milioni di euro, destinate a sostenere le attività operative e la partecipazione alle gare per nuove commesse.
I risultati 2025
Il Gruppo Trevi ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di 8,633 milioni di euro (+56,7%) e ricavi pari a 624,017 milioni di euro, in diminuzione del 5,9% rispetto all’anno precedente; di questi, circa 117,803 milioni sono stati realizzati in Italia (19% del totale).
Il margine operativo lordo (Ebitda) si è attestato a 81,81 milioni (+0,1%), mentre l’Ebitda ricorrente è stato di 85,51 milioni (+2,2%) e l’Ebit a 47,83 milioni (+8,2%). Al 31 dicembre la posizione finanziaria netta risultava pari a 187,4 milioni, in miglioramento rispetto ai 198,9 milioni registrati al 31 dicembre 2024.
Nel corso del 2025 il gruppo ha acquisito ordini per 734,289 milioni (+21,3%) e, nei primi due mesi del 2026, ha registrato ulteriori acquisizioni per circa 157 milioni. Per il 2026 la società prevede ricavi compresi tra 640 e 670 milioni, un Ebitda ricorrente tra 70 e 80 milioni e una posizione finanziaria netta target tra 90 e 100 milioni, calcolata dopo l’implementazione della manovra finanziaria.
Giuseppe Caselli ha dichiarato:
“I risultati dell’esercizio 2025 confermano e rafforzano quanto già emerso negli ultimi anni: le scelte strategiche intraprese dal gruppo stanno producendo risultati concreti e coerenti con il percorso di rilancio. Per il quarto anno consecutivo il Gruppo Trevi ha centrato gli obiettivi economico‑finanziari previsti dal Piano Industriale, dimostrando disciplina nell’esecuzione delle strategie.”
Il piano industriale 2026-2029
Il consiglio ha inoltre approvato il piano industriale 2026‑2029, che indica una crescita dei ricavi di gruppo sostenuta da entrambe le divisioni, con una crescita media annua 2025–2029 attesa intorno al 5,5%. L’obiettivo di Ebitda a fine periodo è fissato nell’intorno dei 100 milioni, grazie al progressivo miglioramento della redditività operativa.
Il piano prevede Capex medi annui di circa 22 milioni, destinati a innovazione tecnologica e all’aumento della capacità produttiva, e una riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con il target di riportare la posizione finanziaria netta su un valore prossimo a zero al termine del periodo di Piano.
Dal punto di vista operativo, l’operazione di ricapitalizzazione combinata alle linee di credito indicate offre a Trevi maggiore liquidità per completare lavori in corso e partecipare a gare internazionali, riducendo il rischio di rifinanziamento nel breve periodo.
Cdp Equity, braccio di private equity collegato a Cassa Depositi e Prestiti, interviene frequentemente per sostenere aziende che rivestono un ruolo strategico nel tessuto industriale nazionale e internazionale; in questo caso la partecipazione punta a preservare la capacità competitiva del gruppo nel settore delle fondazioni speciali e delle infrastrutture.
Resta però aperta la sfida per ristabilire piena fiducia degli investitori: la manovra riduce il rischio finanziario a breve ma comporta diluizione per gli azionisti esistenti e richiederà l’effettiva attuazione del Piano Industriale per tradursi in recupero della valutazione di mercato.