Nike: utile netto giù del 35% nel trimestre, stime deludenti per il 2026

Il nuovo amministratore delegato di Nike ha avviato un piano mirato a riportare il core business su un percorso di crescita sostenibile, concentrando gli sforzi su discipline specifiche come basket e running e rivedendo priorità di prodotto e assortimento.

Risultati trimestrali e trend

Nel terzo trimestre fiscale Nike ha registrato ricavi per circa 11,3 miliardi di dollari, un dato leggermente superiore alle attese medie degli analisti ma sostanzialmente in linea rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I segnali di resilienza provengono principalmente dal mercato nordamericano, mentre altre aree geografice mostrano difficoltà crescenti.

Pressioni su EMEA e margini

Analisti del settore osservano che fattori esterni stanno comprimendo i margini lordi e peggiorando la performance in alcune regioni.

Poonam Goyal ha commentato:

“È probabile che il conflitto geopolitico stia incidendo sull’area EMEA e che i dazi stiano pesando sui margini: tali pressioni dovrebbero persistere almeno nel breve termine.”

Per EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) la combinazione di costi aggiuntivi legati a tariffe, insieme a una domanda domestica che mostra segnali di fragilità in alcuni mercati, ha eroso parte della redditività. Questo comporta la necessità di azioni su prezzo, assortimento e costi operativi per limitare l’impatto sui margini complessivi.

Situazione in Greater China

La regione Greater China rappresenta un punto critico: per il trimestre in corso i ricavi sono stimati in calo intorno al 20% rispetto all’anno precedente. Sul mercato cinese pesano dinamiche promozionali sempre più accentuate e una domanda dei consumatori più prudente.

Il rallentamento dell’attività economica, la crisi del settore immobiliare e un mercato del lavoro più incerto hanno ridotto la propensione alla spesa. Al contempo la concorrenza locale e l’offerta promozionale hanno spinto i margini verso il basso, richiedendo una gestione più rigorosa delle scorte e del posizionamento prezzo.

Divisione sportswear e impatto commerciale

La divisione sportswear ha evidenziato segnali di debolezza nell’ultimo trimestre, con livelli di scontistica elevati e un calo delle vendite a doppia cifra in alcune linee di prodotto. La performance del settore influirà in modo significativo sulla capacità del gruppo di tornare a tassi di crescita sostenuti.

Hill ha sottolineato l’importanza di questo segmento:

“Il ritorno a un business sportswear sano è essenziale e cruciale per il nostro rilancio, poiché continuerà a rappresentare una componente determinante del mercato complessivo e della nostra crescita.”

Per puntare alla ripresa, la direzione sta dando priorità a iniziative come il rilancio di categorie chiave, la razionalizzazione delle promozioni, il controllo degli inventari e investimenti mirati nel marketing e nelle collaborazioni sportive. L’obiettivo è migliorare la redditività unitamente al posizionamento del marchio.

Prospettive e misure strategiche

Nel breve periodo le prospettive dipendono dalla capacità di gestire le pressioni inflazionistiche, le dinamiche commerciali regionali e le tensioni geopolitiche che incidono su costi e domanda. A medio termine, il successo della strategia dipenderà dall’efficacia nell’ottimizzare assortimenti, migliorare la marginalità e riconquistare quota nei mercati dove la concorrenza è più agguerrita.

Analisti e manager evidenziano che un ritorno a una disciplina commerciale più rigorosa, accompagnata da innovazioni di prodotto e da scelte di posizionamento coerenti, sarà determinante per stabilizzare i ricavi e rilanciare la crescita sostenibile di Nike nei vari mercati.