Token resistenti al quantum volano del 50% dopo l’allarme Google sulla sicurezza di Bitcoin

Il mercato delle criptovalute sta rivedendo rapidamente i rischi tecnologici di lungo periodo dopo l’aggiornamento di ricerca annunciato lunedì dal team Quantum AI di Google. Mentre le principali monete come Bitcoin e Ether hanno mostrato movimenti contenuti nelle ultime 24 ore, diversi token collegati alla narrativa «post‑quantum» hanno registrato forti rialzi, alcuni oltre il 50%.

Contesto dello studio e implicazioni

Secondo lo studio diffuso dal team di ricerca, un computer quantistico sufficientemente avanzato potrebbe mettere a rischio la critografia a curva ellittica utilizzata da Bitcoin con un numero di qubit quantistici inferiore a quanto stimato in precedenza, indicando una soglia di circa 500.000 qubit. Questo tipo di calcolatore ipotetico sarebbe in grado, sempre secondo i ricercatori, di effettuare un attacco in pochi minuti sui protocolli che oggi proteggono chiavi e transazioni.

Lo stesso rapporto ha inoltre evidenziato possibili vettori di attacco verso Ethereum, segnalando fino a cinque punti di vulnerabilità che potrebbero esporre asset tokenizzati e applicazioni DeFi per un valore stimato di circa 100 miliardi di dollari, qualora fossero disponibili macchine quantistiche adeguate.

È però importante precisare che macchine con queste capacità non esistono oggi e che l’ipotesi rimane per il momento teorica: la discussione riguarda scenari plausibili nei prossimi anni e la necessità di iniziative di mitigazione.

Reazione del mercato

La notizia ha innescato un rapido riprezzamento del rischio tecnologico: nelle ultime 24 ore, i progetti che promuovono soluzioni crittografiche resistenti ai computer quantistici hanno registrato significative performance relative rispetto alle grandi criptovalute tradizionali.

Tra i principali movimenti si segnalano i rialzi di Quantum Resistant Ledger (QRL) e Cellframe (CEL), che sono saliti di circa il 50%, mentre token come Abelian (ABEL) hanno messo a segno un +25%. Altri progetti della categoria, come Qubic (QUBIC) e QANplatform (QANX), hanno guadagnato intorno al 10%, e perfino la moneta orientata alla privacy Zcash (ZEC) ha segnato un aumento vicino al 7% nello stesso arco temporale.

Il valore complessivo di mercato di questo gruppo di circa 20 coin è aumentato dell’8%, portandosi attorno a 4,66 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore. In alcuni casi gli asset sono inclusi nella categoria «quantum‑aware» pur non essendo ancora pienamente implementati secondo standard post‑quantum, per via di fondamenti crittografici avanzati e ricerche in corso su prove a conoscenza zero resistenti ai quantistici.

Dettagli tecnici e tempistiche

La potenziale minaccia riguarda in particolare algoritmi come Shor che, teoricamente, permetterebbero a un computer quantistico di risolvere efficientemente i problemi matematici su cui si basano le chiavi private usate nelle firme digitali. Per la maggior parte delle criptovalute decentralizzate questo implicherebbe la possibilità di derivare chiavi private e di firmare transazioni non autorizzate.

Gli autori dello studio hanno stimato che, se si raggiungessero le capacità necessarie, un attacco efficace su Bitcoin potrebbe richiedere solo pochi minuti. Tuttavia, la comunità scientifica e gli sviluppatori sottolineano che la costruzione di macchine con centinaia di migliaia di qubit stabili è una sfida ingegneristica enorme e richiederà tempo e risorse significative.

Dichiarazioni di mercato

Charles Edwards ha dichiarato:

“We have already started to see quantum risk be priced into Bitcoin. It’s the primary reason Bitcoin is trading -50% against the S&P 500 and -90% against gold since the inaugural Bitcoin Quantum Summit seven months ago.”

Mitigazioni e ruolo delle istituzioni

Per ridurre il rischio futuro, la comunità tecnico‑scientifica propone approcci multipli: transizioni verso algoritmi post‑quantum standardizzati, aggiornamenti dei wallet e dei protocolli, e coordinamento tra sviluppatori di layer base, exchange e custodi che conservano chiavi per conto terzi. Anche le agenzie di standardizzazione svolgono un ruolo centrale nell’individuare algoritmi sicuri e nel guidare la migrazione.

Gli interventi pratici possono includere la sperimentazione di firme post‑quantum ibride, la ricerca su prove a conoscenza zero resistenti ai quantistici e piani di aggiornamento che limitino l’esposizione temporanea durante le transizioni. Queste attività richiedono però ampi test, revisione accademica e un coordinamento che coinvolga sia il settore privato sia enti regolatori e standard setter.

Impatto sulle valutazioni e prospettive

Sebbene il rischio quantistico resti, per ora, una possibilità futura, sta già influenzando comportamenti e prezzi: alcuni investitori cercano asset «a prova di futuro», spostando liquidità verso progetti che dichiarano esplicita attenzione al tema. Questa dinamica ha contribuito in passato a movimenti di prezzo marcati su progetti percepiti come resilienti.

Un esempio emblematico è stato il rally di ZEC, che nella seconda metà del 2025 registrò un’impennata notevole, con guadagni a quattro cifre percentuali e un picco vicino a 744 dollari. Tali episodi illustrano come l’anticipazione di rischi tecnologici possa creare rapide rotazioni di capitale all’interno dell’ecosistema crypto.

In conclusione, la notizia di progresso nella ricerca quantistica ha accelerato la valutazione del problema da parte degli operatori: resta comunque fondamentale distinguere tra scenari teorici e condizioni reali, e lavorare sin da ora su strategie tecniche e istituzionali per proteggere l’infrastruttura crittografica nelle prossime fasi di sviluppo tecnologico.