Chainalysis rivoluziona le indagini sulla blockchain con agenti di intelligenza artificiale a linguaggio naturale

Chainalysis, società di punta nell’analisi della catena dei blocchi, sta integrando agenti basati su AI nella propria piattaforma per facilitare indagini espresse in linguaggio naturale sulle relazioni finanziarie tra asset digitali.

L’obiettivo dichiarato è abbattere la barriera tecnica necessaria per accedere alle informazioni forensi su transazioni in blockchain, rendendo gli strumenti utilizzabili non soltanto dalle tradizionali figure tecniche ma anche da operatori della finanza e personale investigativo con competenze informatiche limitate.

Jonathan Levin ha dichiarato:

“Questo è un momento cruciale per ridurre la soglia d’ingresso all’intelligence sulla blockchain.”

La nuova funzione, che consentirà di costruire agenti AI personalizzati direttamente nella piattaforma, permette di formulare richieste in linguaggio naturale e di ottenere indagini su misura supportate da percorsi di audit e standard probatori adeguati per attività investigative serie.

Come funzionano gli agenti

Gli agenti, la cui diffusione è prevista nel corso dell’estate, forniranno orientamento su quali analisi siano necessarie e quali transazioni siano potenzialmente rilevanti. L’addestramento e le logiche operative si basano su milioni di indagini pregresse condotte con il software Chainalysis Reactor, che costituisce la base empirica per le raccomandazioni generate dagli agenti.

Jonathan Levin ha dichiarato:

“Siamo in un momento in cui è necessario poter ottenere queste informazioni senza dover vantare una lunga esperienza pregressa nel mondo crypto.”

Secondo l’azienda, gli agenti non sono semplici chatbot conversazionali: sono progettati per orchestrare flussi di lavoro investigativi, tracciare la provenienza delle prove e preservare catene di custodia digitali funzionali a usi giudiziari o amministrativi.

Concorrenza e dinamiche di mercato

L’annuncio segue a breve distanza una comunicazione simile di TRM Labs, indicando come il settore dell’analisi blockchain stia rapidamente entrando in una nuova fase caratterizzata dall’integrazione di capacità agentiche basate su AI.

Questa evoluzione tecnologica riflette anche un cambiamento del fenomeno criminale: molte operazioni illecite che si osservano sulle chain stanno impiegando a loro volta strumenti di AI per automatizzare movimenti e tentativi di elusione, aumentando la complessità investigativa per le istituzioni.

Impatto per forze dell’ordine e settore finanziario

L’adozione di agenti AI nella piattaforma può ampliare la platea di utenti in grado di interpretare movimenti transnazionali di asset digitali: dalle forze dell’ordine agli uffici compliance di banche e intermediari, fino ai team di risk delle società finanziarie tradizionali.

Jonathan Levin ha dichiarato:

“Le persone potranno effettivamente costruire i propri agenti per ottenere flussi di lavoro su misura per le attività che devono svolgere.”

Levin ha inoltre sottolineato che ogni organizzazione ha esigenze diverse, pertanto la piattaforma è pensata per consentire la personalizzazione degli agenti in base a compiti investigativi specifici, che possono variare molto tra enti pubblici e imprese private.

Questioni di prova, trasparenza e tutela dei dati

L’introduzione di agenti AI solleva questioni istituzionali e legali: la validità delle analisi come prova in procedimenti giudiziari, la necessità di percorsi di audit chiari e la gestione di dati sensibili impongono standard rigorosi. Per questo motivo la capacità di generare audit trail e documentare le decisioni algoritmiche è un elemento centrale della proposta.

Le autorità giudiziarie e i dipartimenti di compliance dovranno valutare come integrare i risultati prodotti da agenti automatizzati nei tradizionali processi di acquisizione delle prove, preservando al contempo i diritti degli interessati e la conformità normativa.

Prospettive e considerazioni finali

L’integrazione di agenti AI in strumenti di analisi blockchain rappresenta un passo significativo verso una maggiore accessibilità dell’intelligence sui flussi di asset digitali, ma richiede anche investimenti in governance, formazione degli operatori e chiarimenti normativi.

Per le organizzazioni interessate, il passaggio tecnologico apre opportunità operative importanti ma impone un approccio prudente e trasparente, affinché le nuove capacità siano efficaci e compatibili con gli standard legali e deontologici richiesti dalle indagini e dall’attività di contrasto al riciclaggio e alla criminalità finanziaria.