Massiccia catena di supermercati chiude altri punti vendita e licenzia centinaia di dipendenti

Negli ultimi mesi le grandi catene di supermercati hanno intensificato la chiusura di punti vendita e centri logistici non redditizi, ridefinendo le reti di distribuzione e il personale a fronte della concorrenza di grandi distributori e della trasformazione dell’e‑commerce.

Chiusure e ridimensionamenti di Kroger

La Kroger Co. ha annunciato la chiusura di tre punti vendita in California e la conseguente riduzione di 171 posti di lavoro, secondo le comunicazioni obbligatorie inviate all’ente statale competente.

Nel corso del 2025 l’azienda aveva già proceduto alla chiusura di diversi centri di evasione ordini, eliminando circa 1.700 posizioni, e aveva reso noto un piano che prevedeva la chiusura di decine di negozi nell’arco di 18 mesi. La strategia riflette una revisione della presenza fisica e logistica dell’insegna, che gestisce circa 2.700 supermercati in 35 stati e nel Distretto di Columbia.

Transizione logistico‑commerciale di Ahold Delhaize USA

Ahold Delhaize USA ha comunicato che le sue insegne Giant Food e The Giant Company chiuderanno sei centri di evasione centralizzati per l’e‑commerce situati in Pennsylvania e Virginia nei primi mesi del 2026, indirizzando l’attività verso una rete di adempimento degli ordini più capillare e ancorata ai singoli punti vendita.

Questa scelta rientra in un più ampio riposizionamento del canale online della gdo, che privilegia consegne gestite a livello locale per ridurre i tempi di recapito, abbattere costi di trasporto e sfruttare il magazzino presente in negozio.

Riduzioni e dichiarazioni di Albertsons in Nord Texas

La catena Albertsons Companies Inc., con sede a Boise (Idaho), ha notificato la chiusura di due supermercati nel Nord del Texas, con la perdita complessiva di 138 posti di lavoro entro il termine indicato nelle comunicazioni formali inviate allo Stato.

La società ha presentato avvisi per la chiusura del punto vendita n. 4286 a Fort Worth e del punto vendita n. 0106 a Euless, specificando scadenze e numeri di dipendenti interessati.

Albertsons Companies Inc. ha scritto:

“On Monday, March 9, 2026, we had meetings to notify our associates of the closure of Albertsons Store No. 0106.”

Albertsons Companies Inc. ha scritto:

“Opportunities for continued employment at other company locations are available and it is our intent to place as many associates as possible.”

L’azienda ha inoltre spiegato che, in un mercato altamente competitivo, è talvolta necessario chiudere punti vendita che non raggiungono gli obiettivi, riallocando risorse per sostenere quelli ritenuti strategici.

Un portavoce di Albertsons ha aggiunto:

“In such a competitive environment, the company must sometimes make the tough decision to close an underperforming store while reinvesting in the remaining stores in the marketplace.”

Il gruppo ha proseguito nella riorganizzazione anche nel 2025, con la chiusura e l’apertura selettiva di punti vendita sotto insegne come Tom Thumb e la pianificazione della chiusura di uno store Vons a Escondido (California) entro la primavera del 2026; contemporaneamente mantiene altri esercizi nella stessa città.

Nel complesso, il gruppo gestiva a fine 2025 oltre 2.200 tra supermercati e drug store con insegne quali Albertsons, Safeway, Vons, Jewel‑Osco, Tom Thumb e Pavilions, insieme a una rete distributiva, farmacie e impianti produttivi.

Conseguenze sul mercato del lavoro e sulla logistica

Le chiusure determinano impatti immediati sui lavoratori e richiedono l’attivazione di strumenti di tutela come gli avvisi previsti dal WARN (Worker Adjustment and Retraining Notification) e le procedure amministrative presso i dipartimenti del lavoro statali. Tali procedure mirano a offrire tempi utili per il ricollocamento o l’accesso a misure di supporto.

Sul piano logistico, la contrazione dei grandi centri di evasione ordini a favore di modelli “store‑first” indica una preferenza per reti più distribuite che sfruttino l’inventario dei negozi per le consegne locali e il ritiro in store. Questo approccio può migliorare l’efficienza delle consegne dell’ultimo miglio ma richiede investimenti nella gestione degli ordini omnicanale e nella formazione del personale.

Per le comunità locali le chiusure possono comportare una riduzione dell’accesso a beni e servizi, in particolare in aree con pochi concorrenti; sul fronte regolatorio, le autorità locali e statali possono monitorare gli effetti occupazionali e valutare incentivi o misure di supporto per mitigare le ricadute sociali.

Prospettive e strategie aziendali

Le maggiori catene del settore stanno adottando strategie differenziate: chi ridimensiona la presenza fisica per alleggerire costi e concentrare investimenti, chi riorienta la logistica verso soluzioni più agili. Queste scelte saranno influenzate dall’evoluzione della domanda, dall’andamento dei costi operativi e dalle politiche di concorrenza sul mercato nazionale.

In questo contesto, gli operatori locali, le istituzioni e i rappresentanti dei lavoratori dovranno collaborare per trovare percorsi di riconversione professionale e per garantire che la transizione logistica non produca esclusione economica territoriale.



Author: Tony
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