Princes pronta ad aumentare i prezzi a causa della pressione sui costi in Medio Oriente

Princes Group, produttore quotato nel Regno Unito attivo nel settore alimentare e delle bevande, intende valutare aumenti di prezzo per recuperare i maggiori costi legati al conflitto in corso nel Medio Oriente, che stanno impattando soprattutto sui costi di carburante e trasporto marittimo.

Risultati finanziari 2025

I risultati dell’esercizio 2025 mostrano un incremento dei ricavi aggregati del 46% anno su anno, saliti a £1.9bn, effetto principalmente dell’inclusione di attività controllate da NewPrinces sottoposte a comune controllo.

Tuttavia, su base pro-forma i ricavi sono calati del 6.5%, una dinamica attribuita a pressioni deflazionistiche su alcune materie prime fondamentali e all’uscita dell’azienda da contratti a basso margine. Questi aggiustamenti pro-forma aiutano a interpretare meglio la performance operativa escludendo l’effetto delle acquisizioni e delle riorganizzazioni societarie.

Pressioni sui costi e politica sui prezzi

Il CEO Simon Harrison ha spiegato che l’azienda sta affrontando aumenti rilevanti lungo la catena di fornitura e che, nei casi in cui tali costi siano inevitabili e significativi, sarà necessario trasferirne una parte sul prezzo finale.

Simon Harrison ha dichiarato:

“Like every food manufacturer, we are facing some substantial cost increases across the supply chain. Where those costs are unavoidable and material, we will need to act to recover them.”

Harrison ha precisato che la politica commerciale del gruppo privilegia la trasparenza con i clienti e la tutela dell’accessibilità alimentare: il trasferimento dell’inflazione sui prezzi non viene pensato come un’azione per aumentare i margini, ma esclusivamente per recuperare costi aggiuntivi imputabili al conflitto.

Simon Harrison ha dichiarato:

“We remain committed to working transparently with our customers and keeping food affordable. Our policy is that we’re only going to pass on inflation where we absolutely have to as a result of this conflict. This is not a margin-driving initiative. It’s to recover costs that come into our business.”

Portafoglio prodotti e impatto sulla domanda

Il portafoglio di Princes Group comprende marchi propri e prodotti a marchio del distributore, tra cui il tonno a marchio Princes, succhi, le conserve di pomodoro Napolina e l’olio da cucina Crisp ‘n Dry. Gran parte delle vendite è orientata verso prodotti a prezzo di ingresso, destinati ai consumatori attenti al rapporto qualità-prezzo.

Interrogato sul rischio che rialzi di prezzo possano ridurre i volumi venduti, il management ha osservato che i punti vendita fissano i prezzi al dettaglio e che, dal momento che molti prodotti del gruppo sono a fascia economica o private label, non si prevede una riduzione significativa della domanda.

Simon Harrison ha dichiarato:

“In terms of consumer pricing, that’s obviously not controlled by us – the retail customers set the prices – but what I would say is that our products are affordable. They’re not premium priced.”

Simon Harrison ha dichiarato:

“Much of our portfolio is actually private label, so entry-level pricing, so, if we do see inflation coming through, we don’t envisage a negative impact on demand and volume because our products will remain entry level and affordable.”

Harrison ha inoltre evidenziato come, in scenari di difficoltà economica, i consumatori tendano a ridurre le spese per la ristorazione fuori casa e a cucinare di più in casa, fenomeno che può favorire prodotti da dispensa come pasta, tonno, olio e conserve.

Strategia di crescita tramite acquisizioni

Princes Group mantiene un piano di crescita esterna con un obiettivo di medio termine di integrare tra £1-1.5bn di ricavi tramite operazioni di M&A. La strategia punta a consolidare il settore manifatturiero alimentare europeo acquisendo capacità industriali e marchi complementari.

Harrison ha dichiarato che il gruppo ha una “shortlist” di cinque potenziali target, tre nei beni ambienti (conservati/merceologici a lunga conservazione), uno tra i principali produttori ittici e uno in una nuova categoria di prodotto. I ricavi stimati dei target variano, con tre aziende intorno a £500m, una a circa £250m e il produttore di pesce intorno a £100m.

Simon Harrison ha dichiarato:

“We do need acquisitions that are big enough to serve a very big customer base and make the whole acquisition process efficient. We continue to target under-performing assets because we believe we can generate good returns through our turnaround expertise and we also continue to target industrial capability.”

La preferenza per target con capacità produttive proprie riflette la filosofia del gruppo di controllare la maggior parte della produzione all’interno di impianti propri, sfruttando sinergie operative e competenze industriali acquisite.

Margini, risultati operativi e prospettive

I risultati 2025 mostrano anche un raddoppio dell’adjusted EBITDA a £148m, effetto sia dei ricavi generati dalle nuove entità sia dei risparmi sui costi realizzati a livello di gruppo ampliato. Su base pro-forma l’EBITDA rettificato è risultato pari a £149.5m, in crescita del 22.2%.

Il risultato netto dell’esercizio è tornato in utile per £37.1m, a fronte di una perdita di £8.3m nell’anno precedente, segnale del miglioramento operativo dopo le integrazioni e le iniziative di efficienza.

Il management ha espresso fiducia nel raggiungimento degli obiettivi di crescita tramite acquisizioni, sottolineando che il mercato delle cessioni rimane attivo con società multinazionali che rivedono i propri portafogli e mettono sul mercato asset interessanti.

Nel breve termine, il gruppo dovrà bilanciare la necessità di recuperare i costi aggiuntivi derivanti da fattori esterni con l’imperativo di mantenere l’accessibilità dei prodotti, monitorando l’evoluzione delle dinamiche di domanda e l’andamento dei costi delle materie prime e della logistica.

Azioni e valutazioni di mercato hanno reagito positivamente ai risultati: il prezzo del titolo ha registrato un’apprezzamento rispetto alla quotazione iniziale, riflettendo l’interesse degli investitori per la traiettoria di consolidamento e il miglioramento dei margini del gruppo.



Author: Tony
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