Il clima risk-off si aggrava nel mercato delle criptovalute mentre l’interesse per i futures cala: Crypto Markets Today
- 31 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute ha mostrato segni di volatilità nella notte tra lunedì e martedì, con bitcoin che è salito da circa $66.581,64 fino a un picco vicino a $68.300 poco dopo la mezzanotte UTC, per poi tornare attorno a $66.500.
Lo scatto iniziale dei prezzi è stato innescato da notizie secondo cui l’ex presidente Donald Trump sarebbe favorevole a porre fine al conflitto con l’Iran senza la riapertura del lo Stretto di Hormuz, alimentando un breve ottimismo tra gli investitori.
Autorità israeliane hanno detto:
“Siamo pronte a operare ancora per settimane a venire.”
Il conflitto, entrato nel suo trentaduesimo giorno, ha spinto i prezzi dell’energia al rialzo: il Brent è scambiato attorno ai $107 al barile, contribuendo a crescenti timori inflazionistici e a una generale propensione al rischio ridotta sui mercati finanziari.
Nonostante una relativa tenuta durante il mese di marzo, il settore crypto mostra ora segnali di indebolimento dopo che bitcoin non è riuscito a superare i $75.000 in due distinti tentativi.
In controtendenza rispetto alle criptovalute, i futures statunitensi hanno chiuso la seduta di martedì con rialzi: i contratti sul Nasdaq 100 e sul S&P 500 hanno entrambi registrato un progresso dello 0,8%, riflettendo aspettative diverse tra i mercati azionari e quelli digitali.
Posizionamento nei derivati
In ambito derivati, l’open interest (OI) complessivo dei futures sulle criptovalute è sceso di oltre il 3% nelle 24 ore, portandosi a $103,79 miliardi e proseguendo la tendenza di avversione al rischio osservata nel primo trimestre dell’anno. Rispetto all’inizio dell’anno il calo dell’OI supera il 18%.
L’OI è diminuito per i contratti su BTC, ETH, SOL e XRP, un segnale di deflusso di capitale dalle principali criptovalute. Altre monete come BCH, AVAX e LTC hanno subito cali a doppia cifra dell’open interest, indicando prese di profitto o riduzione delle posizioni speculative.
Si distingue il mercato dei future su ZEC, che mostra segnali di maggiore propensione al rialzo: l’OI è aumentato di oltre il 3%, accompagnato da funding leggermente positivi e da un delta cumulato dei volumi favorevole. Questo mix suggerisce una domanda crescente per esposizioni rialziste.
All’altro estremo si colloca DOGE, che presenta il delta cumulato dei volumi su 24 ore più negativo tra i token principali, indicativo di pressione di vendita relativa.
L’indice di volatilità implicita a 30 giorni per bitcoin, noto come BVIV, è salito al 58% rispetto al 54% registrato a fine settimana scorso, superando la media a 50 giorni e suggerendo una maggiore probabilità di oscillazioni di prezzo nei prossimi giorni.
L’indice di volatilità per Ether rimane sostanzialmente piatto, attestandosi tra il 70% e l’80% per il settimo giorno consecutivo, indicazione di aspettative di volatilità elevate ma stabili per la seconda criptovaluta più importante.
Sulla piattaforma Deribit le risk reversal su bitcoin con scadenza a fine giugno mostrano un forte orientamento verso le put: le protezioni al ribasso vengono scambiate con un premio di volatilità tra gli 8 e i 10 punti rispetto alle call, segno che molti operatori stanno acquistando coperture sul downside. Sul fronte di Ether, la propensione ribassista risulta più contenuta.
Il put su bitcoin con strike a $60.000 rimane l’operazione più popolare, con un open interest complessivo vicino a $1,50 miliardi: questo sottolinea la prevalente domanda di protezione intorno a livelli chiave di prezzo.
Andamento degli altcoin
Il mercato degli altcoin ha sofferto più di bitcoin nella giornata di martedì: token come NEO, HBAR e PUMP hanno perso tra il 2,6% e il 3,3% dalla mezzanotte UTC, rispecchiando una caduta della propensione al rischio verso asset più speculativi.
Solo una cerchia ristretta di token ha tenuto il passo o è rimasta in positivo, tra cui BCH e alcune monete legate all’intelligenza artificiale, che hanno beneficiato di flussi selettivi di acquisto.
Un indicatore di ‘Altcoin Season’ mostra attualmente 51/100, segnalando una debole prevalenza di forza relativa degli altcoin nelle ultime settimane nonostante la vendita di martedì. Tuttavia, la direzione primaria del mercato rimane influenzata dall’andamento di bitcoin.
Il prossimo movimento decisivo dipenderà dalla capacità di bitcoin di rompere sostenutamente sopra i $75.000 o di perdere il supporto a $62.000. Storicamente, gli altcoin tendono a sovraperformare quando bitcoin si muove lateralmente, mentre soffrono durante forti movimenti direzionali della criptovaluta di riferimento.
In un contesto di tensioni geopolitiche e prezzi energetici elevati, gli operatori rimangono attenti alla gestione del rischio tramite opzioni e futures, e monitorano le implicazioni per inflazione e politiche monetarie che potrebbero condizionare il flusso di capitali verso asset rischiosi come le criptovalute.