Lega propone legge per dichiarare Antifa e anarchici terroristi
- 29 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Lega ha annunciato una proposta di legge volta a dichiarare fuori legge e classificare come associazioni terroristiche il movimento degli Antifa e alcune formazioni anarchiche, secondo quanto reso noto dal primo firmatario del testo, Eugenio Zoffili, capogruppo del Carroccio in Commissione Difesa alla Camera.
Eugenio Zoffili ha dichiarato:
“Oggi a Roma le Forze dell’Ordine hanno fermato 91 manifestanti riconducibili a movimenti anarchici che, nonostante il divieto emesso dalla Questura, intendevano commemorare due persone decedute mentre preparavano un ordigno nel casolare del Parco degli Acquedotti. Tolleranza zero contro questi complici dei terroristi anarchici. La nuova legge che sto per depositare come primo firmatario definirà gli Antifa, che nulla hanno a che vedere con il vero antifascismo, organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che, con azioni violente, mettono a repentaglio la sicurezza e la stabilità del nostro Paese.”
La proposta, così come illustrata dal firmatario, punta a introdurre nel quadro normativo italiano strumenti che permettano lo scioglimento e il divieto di attività per associazioni ritenute responsabili di istigazione o atti violenti. Il testo sarà depositato in Parlamento e, una volta assegnato, dovrà essere esaminato nelle commissioni competenti e votato dalle Camere per entrare in vigore.
La proposta della Lega
Il disegno di legge, secondo quanto annunciato, si concentra sulla qualificazione normativa dei gruppi antagonisti e anarchici, proponendo misure penali e amministrative volte al loro scioglimento. L’iniziativa solleva questioni complesse sul piano giuridico: servirà una definizione chiara di “terrorismo” applicabile ai casi previsti, nonché garanzie procedurali per evitare conflitti con i principi costituzionali che tutelano la libertà di associazione e di espressione.
I precedenti internazionali
Proposte simili sono già state avanzate o attuate in altri Paesi. L’idea di dichiarare alcune sigle fuori legge era stata anticipata da Donald Trump, che lo scorso anno firmò un ordine esecutivo nel quale il movimento americano veniva descritto come ispirato ad un’impostazione anarchica e rivoltata all’abbattimento delle istituzioni. Anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato provvedimenti nella stessa direzione, inserendo la questione dentro un più ampio quadro di ordine pubblico e sicurezza interna.
Critiche e reazioni
La proposta ha provocato critiche da diversi schieramenti politici e osservatori che mettono in guardia sul rischio di limitare libertà civili e storiche tutele democratiche.
Angelo Bonelli ha detto:
“Si tratta di una provocazione che contrasta con la Costituzione e con la memoria della Repubblica nata dalla lotta di liberazione antifascista.”
Critici e giuristi sottolineano che provvedimenti che incidono sulle organizzazioni associative richiedono parametri giuridici molto stringenti e un controllo giudiziario efficace per evitare eccessi. La discussione tocca istituzioni centrali come il Ministero dell’Interno, la magistratura e, in ultima istanza, la Corte Costituzionale per eventuali questioni di legittimità.
Il caso Salis
La controversia si intreccia con un episodio recente che ha visto coinvolta l’europarlamentare Iaria Salis, fermata per un controllo di polizia in un hotel di Roma a seguito di una segnalazione nel sistema Schengen trasmessa su iniziativa delle autorità della Germania.
La stessa europarlamentare ha annunciato l’intenzione di sollevare la questione nelle sedi parlamentari: intende presentare atti e interrogazioni sia a livello europeo, a Bruxelles, sia in Italia, rivolgendosi al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e valutando un’interrogazione anche nei confronti del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Secondo elementi emersi dalle autorità giudiziarie tedesche, l’allerta nel sistema Schengen sarebbe legata a presunti legami con gruppi antagonisti tedeschi e antifascisti ritenuti responsabili di aggressioni nei confronti di esponenti politici di estrema destra. Tra i gruppi citati figura la sigla nota come Hammerbands, già oggetto di indagini in Germania e in Ungheria. In passato alcuni magistrati ungheresi associarono la stessa persona coinvolta a procedimenti che portarono a misure restrittive e a una condanna in Ungheria alcuni anni fa.
La vicenda mette in risalto la complessità della cooperazione internazionale in materia di sicurezza: il sistema di allerta di Schengen è uno strumento essenziale per il contrasto alla criminalità transnazionale, ma il suo utilizzo solleva anche questioni di tutela dei diritti individuali e di certezza delle informazioni trasmesse tra Stati.
Nel dibattito che seguirà la presentazione del disegno di legge saranno centrali il confronto tra esigenze di ordine pubblico e garanzie costituzionali, il ruolo del Parlamento nella definizione delle norme di sicurezza e il controllo della magistratura rispetto a eventuali misure che incidano sulla libertà di associazione.