Morgan Stanley lancia un etf su Bitcoin con commissione ultra bassa dello 0,14%
- 28 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Morgan Stanley ha presentato una registrazione S-1 per lanciare un spot Bitcoin ETF con una commissione annuale dello 0,14%, livello che lo renderebbe il più economico sul mercato statunitense e potrebbe costringere i concorrenti a ridurre le commissioni per restare competitivi.
La commissione proposta dello 0,14% è inferiore di un punto base rispetto al Grayscale Bitcoin Mini Trust ETF (BTC), attualmente tra i prodotti più economici negli Stati Uniti, e di 11 punti base rispetto all’iShares Bitcoin Trust emesso da BlackRock (IBIT).
James Seyffart said:
“Grande mossa. Non stanno scherzando.”
Seyffart ha inoltre ipotizzato che il fondo, denominato Morgan Stanley Bitcoin Trust (MSBT) nel documento, potrebbe essere lanciato già nelle prime settimane di aprile.
Eric Balchunas said:
“La commissione così bassa significa che nessuno dei circa 16.000 consulenti finanziari di Morgan Stanley si troverà in conflitto nel raccomandare il prodotto ai propri clienti.”
Il basso costo del fondo è significativo perché gli spot Bitcoin ETF replicano l’andamento del prezzo del Bitcoin (BTC): una commissione ultra-competitiva potrebbe innescare una nuova guerra sui costi in un mercato che attualmente vale circa 83 miliardi di dollari, esercitando una pressione immediata sui rivali affinché riducano le loro commissioni o rischino di perdere masse in gestione.
Un’eventuale approvazione regolamentare farebbe di Morgan Stanley la prima banca a emettere un spot Bitcoin ETF, ampliando l’accesso all’esposizione in crypto per milioni di clienti a elevato patrimonio gestiti dalla banca.
Eric Balchunas said:
“Sono i guardiani supremi dei soldi dei boomer benestanti.”
Nel documento di registrazione, Morgan Stanley ha indicato come custodi proposti per il fondo Coinbase e la Bank of New York Mellon, scelte che riflettono l’intento di combinare infrastrutture di scambio crypto con capacità bancarie tradizionali.
Contesto e mosse strategiche
All’inizio di gennaio la banca aveva depositato la richiesta per il spot Bitcoin ETF e, nello stesso periodo, aveva presentato anche prospetti per un ETF su Solana (SOL). Successivamente ha inviato documenti per un ETF su staked Ether (ETH) e, entro la fine del mese, ha nominato Amy Oldenburg a capo del team dedicato agli asset digitali.
Il 18 febbraio Morgan Stanley ha richiesto una charter bancaria di tipo national trust, con l’obiettivo dichiarato di custodire determinati asset digitali e di offrire servizi di acquisto, vendita, swap e staking per conto dei clienti, integrando così servizi di custodia e operatività su digital assets nella propria struttura bancaria.
In precedenza la banca aveva suggerito un’allocazione tra il 2% e il 4% ai portafogli crypto per alcuni investitori e aveva autorizzato i propri consulenti a raccomandare fondi crypto all’interno di IRAs e 401(k), segnalando una progressiva apertura all’integrazione dei prodotti digitali nelle soluzioni di investimento tradizionali.
Impatto sul mercato e considerazioni regolamentari
La possibile introduzione di un spot Bitcoin ETF a costi così ridotti potrebbe accelerare la competizione sui prezzi tra emittenti, comprimendo le commissioni e portando a una ristrutturazione dei margini di prodotto nel segmento ETF crypto. Ciò potrebbe anche influire sui costi di custodia, sulle commissioni degli exchange e sul livello di liquidità disponibile sul mercato.
Dal punto di vista regolamentare, l’approvazione dipenderà dall’Securities and Exchange Commission (SEC) e dal rispetto di requisiti specifici relativi alla custodia degli asset, alla prevenzione del market manipulation e a possibili accordi di sorveglianza tra exchange e mercati tradizionali. La scelta di custodi consolidati e di procedure di compliance robuste sarà determinante per ottenere il via libera.
Se confermato, il lancio del fondo segnerebbe un ulteriore passo verso l’integrazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e mercato delle criptovalute, con effetti potenziali sulla diffusione di soluzioni crypto tra clienti istituzionali e retail evoluti e sulla maturazione dell’ecosistema in termini di regolamentazione e infrastrutture.