Trader di Bitcoin puntano su un crollo sotto i 66.000 dollari ad aprile a causa della crescente paura

Il sentiment ribassista su Bitcoin è aumentato dopo che i trader professionali di opzioni hanno perso fiducia nella tenuta del livello a 66.000 dollari, mentre l’uscita di David Sacks dal ruolo di referente per crypto e IA e l’assenza di un chiaro piano per una US Strategic Bitcoin Reserve hanno accentuato i dubbi degli investitori.

Il calo più recente ha portato Bitcoin (BTC) a scendere fino a 65.530 dollari venerdì, un ribasso dell’8% rispetto ai 71.300 dollari di giovedì, liquidando oltre 210 milioni di dollari in posizioni future rialziste con leva e rendendo prive di valore la maggior parte delle opzioni call nella scadenza mensile da 18,6 miliardi. Alla scadenza del 24 aprile, i prezzi impliciti indicavano una probabilità del 53% che Bitcoin resti sotto i 66.000 dollari.

Movimento di mercato e scadenza delle opzioni

Alla chiusura della scadenza di aprile, il put con strike a 66.000 dollari per la data del 24 aprile è stato scambiato a circa 0,0566 BTC, equivalente a circa 3.730 dollari. Questo livello dei prezzi riflette un mercato in cui le opzioni di vendita sono diventate relativamente più costose, poiché molti operatori preferiscono coprirsi da ribassi piuttosto che puntare a rialzi nel breve termine.

La scadenza ha penalizzato le strategie neutrali o rialziste: circa il 97% delle call è scaduto senza valore, mentre le put con strike pari o superiore a 69.000 dollari hanno superato i 2 miliardi di dollari di open interest, consolidando il predominio degli operatori ribassisti nella struttura dei mercati delle opzioni.

Fattori macroeconomici e impatto sui mercati

Il rialzo dei prezzi del petrolio e la prospettiva di una spesa militare statunitense aggiuntiva di circa 200 miliardi di dollari hanno spinto gli investitori a chiedere rendimenti più alti sui titoli di Stato, contribuendo al calo dell’indice S&P 500 verso i livelli più bassi dall’autunno precedente. Il West Texas Intermediate (WTI) ha raggiunto la soglia dei 100 dollari, e i rendimenti dei Treasury a 5 anni sono saliti al 4,07% rispetto al 3,72% di tre settimane prima.

Questi movimenti macro non spiegano da soli il sottoperformance del 20% di Bitcoin rispetto all’S&P 500 nel 2026; a pesare sono anche il nervosismo degli investitori legato ai rischi geopolitici, l’incertezza normativa e l’assenza di progressi concreti su iniziative governative rilevanti per il mercato delle criptovalute.

US Strategic Bitcoin Reserve e l’effetto della leadership

La mancanza di un piano chiaro per una US Strategic Bitcoin Reserve rappresenta un elemento di incertezza: l’idea di una riserva strategica nazionale in Bitcoin era stata discussa come possibile meccanismo per aumentare la resilienza finanziaria o diversificare gli attivi dello Stato, ma senza dettagli operativi e finanziari concreti gli investitori restano cauti.

L’uscita di David Sacks dal ruolo operativo di riferimento per le politiche su crypto e intelligenza artificiale ha aumentato la percezione di incertezza. Pur rimanendo consulente in un contesto governativo, la sua separazione dalle funzioni esecutive segue dichiarazioni che avevano alimentato aspettative su possibili acquisizioni di Bitcoin con modalità neutre per il bilancio, senza aumenti di tasse — ipotesi che ora appaiono meno probabili senza un impegno politico chiaro.

Skew delle opzioni e sentiment degli investitori

Il cosiddetto delta skew delle opzioni a 30 giorni per Bitcoin è salito al 15%, un livello che indica come le put stiano trattando a un premio significativo rispetto alle call. In condizioni di mercato equilibrate questo indicatore tende a oscillare tra -6% e +6%; valori elevati segnalano una forte domanda per protezione ribassista e una scarsa convinzione che il supporto sui 66.000 dollari reggerà.

Questa dinamica riflette la prevalenza della paura nei mercati delle opzioni sin dalla metà di gennaio: gli operatori istituzionali e i grandi detentori, detti “whales”, appaiono meno inclini a sostenere esposizioni rialziste senza un quadro macro e geopolitico più stabile.

Avversione al rischio e comportamento in prossimità del weekend

Parte del movimento ribassista recente è riconducibile a una crescente riluttanza degli operatori a mantenere posizioni in Bitcoin durante il weekend, quando i mercati tradizionali sono chiusi e il rischio di eventi geopolitici o dichiarazioni imprevedibili aumenta.

WhalePanda said:

“un’altra mossa stupida di escalation”

Questa posizione sintetizza la paura di reazioni politiche o militari dopo la chiusura dei mercati statunitensi: in scenari di forte avversione al rischio, anche notizie di entità intermedia possono scatenare ondate di vendite che esasperano la volatilità.

Prospettive e fattori che potrebbero invertire il sentiment

Le probabilità implicite nei mercati delle opzioni riflettono le aspettative a breve termine e sono soggette a cambiamento rapido in funzione di nuovi sviluppi. Un elemento che potrebbe attenuare la pressione ribassista sarebbe un accordo diplomatico significativo o una controproposta credibile da parte di Iran rispetto alle proposte di pace, oppure segnali chiari di politica economica e regolamentare dagli Stati Uniti.

In assenza di eventi rilevanti, il mercato potrebbe rimanere guidato da avversione al rischio e volatilità, ma la rimozione di fonti di incertezza geopolitica o il ritorno di segnali macro più favorevoli potrebbero rapidamente migliorare l’umore degli investitori e ridurre il premio sulle put.

Questo testo non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento. Ogni operazione di investimento o di trading comporta rischi; si raccomanda agli investitori di condurre analisi autonome e, se necessario, di consultare professionisti qualificati prima di prendere decisioni.