Citi mette in guardia: restrizioni ai premi sugli stablecoin potrebbero rallentare USDC di Circle, ma non fermarlo
- 27 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Wall Street bank Citi ritiene che i limiti proposti alle ricompense sugli stablecoin nel più recente progetto di legge sulla struttura del mercato negli Stati Uniti possano rappresentare un rallentamento per Circle, ma non mettano in discussione in modo fondamentale il caso d’investimento.
Analisi di Citi
Peter Christiansen e il suo team hanno scritto:
«Riteniamo che questo sviluppo rappresenti potenzialmente (ma non necessariamente) un rallentamento nella scalabilità, ma non una causa di rottura della tesi d’investimento.»
Nel rapporto gli analisti spiegano che il testo del progetto consente programmi di ricompense strettamente definiti, purché non assomiglino all’interesse sui depositi bancari. Un divieto più ampio delle ricompense erogate da terze parti, dicono, non inciderebbe direttamente sui ricavi netti di Circle, dato che la società trasferisce la maggior parte del suo reserve income ai partner di distribuzione come Coinbase.
Citi osserva comunque che incentivi più deboli a detenere USDC potrebbero ridurre temporaneamente la circolazione e la liquidità nei mercati secondari, pur non modificando la visione di lungo periodo sull’adozione.
«Rimaniamo dell’opinione che il volume degli stablecoin sia l’indicatore chiave dell’adozione, non la sola circolazione.»
Citi mantiene una valutazione a rischio elevato su Circle con un target price di 243 dollari; le azioni stavano scambiando intorno a 100 dollari al momento dell’analisi.
Movimenti di mercato e fattori concorrenti
Il forte ribasso delle quotazioni di Circle è avvenuto dopo che la bozza del Clarity Act ha riaperto la possibilità di vietare il rendimento sulle giacenze passive di stablecoin, acuendo i timori sulla competitività dei prodotti crypto che offrono rendimento.
La volatilità è stata alimentata anche da preoccupazioni sul possibile impatto normativo sui ricavi legati agli stablecoin e dal riaccendersi della competizione dopo che Tether ha annunciato piani per un audit completo dei Big Four e una possibile espansione negli Stati Uniti.
Valutazione di Bernstein e distinzione tra emittente e distributore
Bernstein ha interpretato la vendita massiccia come una reazione eccessiva del mercato, sostenendo che molti investitori hanno frainteso chi effettivamente percepisce il rendimento e chi lo distribuisce agli utenti.
Bernstein ha osservato:
«Gli investitori stanno confondendo chi realizza il rendimento con chi lo distribuisce.»
Il broker ricorda che Circle genera reserve income dagli attivi a garanzia di USDC, mentre piattaforme come Coinbase riversano parte di quel rendimento agli utenti, che sono il vero bersaglio delle regole proposte.
Secondo gli analisti guidati da Gautam Chhugani, il divieto prospettato sulle giacenze passive spingerebbe a ristrutturare il prodotto di Coinbase che offre circa il 3,5% di rendimento su USDC, mentre il modello di Circle non sarebbe direttamente colpito perché la società non paga rendimento ai detentori e ha registrato circa 2,64 miliardi di dollari di reserve income nell’esercizio fiscale 2025.
Bernstein mantiene una raccomandazione outperform su Circle con un target price di 190 dollari.
Contesto normativo e implicazioni istituzionali
La bozza del Clarity Act propone di vietare i rendimenti sulle giacenze passive di stablecoin, pur consentendo ricompense legate ad attività concrete come il trading o i pagamenti. L’obiettivo dichiarato è evitare che strumenti crypto sconfinino nella funzione di depositi bancari, sollevando questioni di stabilità finanziaria e tutela dei risparmiatori.
Un divieto generalizzato potrebbe avere effetti su diverse categorie di operatori: emittenti di stablecoin, piattaforme di scambio, istituzioni che forniscono liquidità e sistemi di pagamento. Anche le autorità di regolamentazione come la SEC e la Federal Reserve osservano con attenzione gli sviluppi, poiché un nuovo quadro normativo modificherebbe i confini tra mercati dei capitali e servizi di pagamento.
Dal punto di vista politico, il processo legislativo richiederà compromessi tra i diversi attori del settore e i legislatori, con il Senato e le commissioni competenti impegnati nel bilanciare innovazione e tutela della stabilità finanziaria.
Prospettive
Nel complesso, gli analisti vedono le modifiche proposte come un possibile ostacolo alla crescita a breve termine per alcuni attori, ma non come una condanna definitiva per il modello di business di Circle. L’esito dipenderà dall’interpretazione finale del testo legislativo, dall’implementazione da parte dei regolatori e dalle strategie competitive di emittenti e piattaforme.
Gli investitori e gli operatori del settore seguiranno con attenzione i negoziati sul Clarity Act, valutando l’impatto su liquidità, adozione degli stablecoin e strutture di ricavo a breve e medio termine.