Marchi storici superano quota mille: 375 nel settore alimentare
- 27 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È arrivato il millesimo attestato del Registro nazionale dedicato ai Marchi storici: il riconoscimento è stato consegnato dal MIMIT alle imprese italiane che vantano una lunga continuità produttiva e un legame profondo con il territorio.
Adolfo Urso ha detto:
“Abbiamo ormai raggiunto la soglia di 1000 marchi storici registrati: si tratta di aziende con oltre cinquanta anni di attività continuativa che rappresentano eccellenza, stile e qualità del nostro sistema produttivo.”
Il traguardo è stato annunciato durante l’evento “Dal sapere al saper fare”, promosso dall’Associazione Marchi Storici d’Italia. Il riconoscimento nel Registro nazionale intende tutelare e valorizzare imprese che, oltre a garantire qualità, sono portatrici di saperi artigianali e identità locali riconosciute anche all’estero.
Valorizzazione e confronto internazionale
Massimo Caputi ha detto:
“L’Italia è stata tra le ultime nazioni a creare uno strumento specifico per i marchi storici: nel frattempo altri Paesi hanno sviluppato filiere dedicate. Finalmente abbiamo una registrazione nazionale e abbiamo superato il marchio numero mille, ma permangono grandi squilibri tra domanda e offerta di competenze.”
Secondo il presidente dell’associazione, la comparazione con modelli esteri — dove alcune filiere storiche sono già organizzate da tempo — mette in evidenza sia i progressi raggiunti che le aree in cui intervenire per rafforzare la competitività delle imprese storiche italiane. La registrazione favorisce la promozione dei prodotti, la tutela del patrimonio immateriale e la visibilità sui mercati internazionali, elementi importanti per il valore del made in Italy.
La carenza di competenze nel sistema produttivo
Giovanni Brugnoli ha detto:
“Oggi circa il 46% dei profili ricercati dalle imprese risulta di difficile reperimento; nei settori delle costruzioni e della metalmeccanica la difficoltà supera il 60%, con una media di 4,5 mesi necessari per trovare le figure richieste.”
La segnalazione, illustrata durante l’evento dalla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, evidenzia che la distanza tra il sistema formativo e quello produttivo è la principale causa della carenza di figure tecniche e operative. A questi fattori si sommano l’invecchiamento della forza lavoro, la rapida evoluzione tecnologica (digitalizzazione e transizione ecologica) e la ridotta attrattività di alcuni percorsi professionali.
Possibili interventi e prospettive per il futuro
Per rispondere alla carenza di competenze e sostenere i Marchi storici sono necessari interventi coordinati tra istituzioni, imprese e mondo della formazione. Tra le azioni indicate dagli operatori figurano un potenziamento degli obblighi e delle opportunità di apprendistato, programmi di aggiornamento professionale mirati, incentivi per l’assunzione e per la formazione interna e una più stretta collaborazione fra scuole tecniche, università e imprese.
Il ruolo del MIMIT e delle associazioni di categoria risulta centrale nel promuovere iniziative che mettano in relazione domanda e offerta di competenze, oltre a favorire la valorizzazione commerciale e culturale delle imprese storiche. Rafforzare questi percorsi è considerato fondamentale per preservare il patrimonio produttivo nazionale e per sostenere l’export e la reputazione del made in Italy nei mercati internazionali.
Nel medio termine, gli interlocutori sottolineano l’importanza di politiche integrate che coniughino tutela del patrimonio produttivo e sviluppo delle competenze tecniche, per garantire che le imprese storiche possano continuare a innovare senza perdere la propria identità territoriale e qualitativa.