Bitcoin (BTC) resiste mentre i metalli preziosi affondano per i deflussi dagli etf e le tensioni di liquidità, secondo JPMorgan

Bitcoin si sta dimostrando più resistente rispetto ai tradizionali beni rifugio, mentre oro e argento subiscono pressioni dovute a deflussi, disimpegni di posizionamento e un peggioramento della liquidità, secondo l’analisi di mercato di JPMorgan.

Nikolaos Panigirtzoglou e il suo gruppo di analisti hanno osservato:

“The deterioration in liquidity conditions in gold has seen its market breadthdecline below that of bitcoin currently.”

Comportamento recente di Bitcoin

Nelle settimane successive allo scoppio del conflitto in Iran, Bitcoin ha mostrato una relativa resilienza nonostante una correzione pronunciata rispetto ai massimi storici di ottobre. All’inizio della crisi la criptovaluta è scesa bruscamente in parallelo con altri asset rischiosi, toccando la fascia bassa dei 60.000 dollari e generando liquidazioni importanti quando gli investitori hanno cercato di ridurre l’esposizione per timore degli sviluppi geopolitici.

Tuttavia, la fase di vendita si è rivelata relativamente breve: i prezzi si sono stabilizzati nella forchetta tra i 68.000 e i 72.000 dollari mentre le tensioni rimangono e il petrolio è salito oltre i 100 dollari al barile. Questo andamento suggerisce che, nella reazione immediata allo shock, Bitcoin si è comportato meno come un rifugio puro e più come un asset macro ad alto beta: iniziale vendita, poi recupero quando tornano i flussi e intervengono i detentori a lungo termine.

Vendite su oro e argento

Nel mese in corso oro ha registrato un calo di circa il 15%, invertendo una corsa affollata che aveva portato i prezzi a livelli record all’inizio dell’anno. Anche argento, che aveva toccato picchi prossimi a 120 dollari, ha seguito un percorso discendente analogo.

Gli analisti di JPMorgan attribuiscono questa fase di vendite a diversi fattori: l’aumento dei tassi d’interesse, un dollaro USA più forte e significative prese di profitto sia da parte degli investitori retail sia di quelli istituzionali. Tali elementi hanno ridotto l’attrattiva relativa dei metalli preziosi nel breve periodo.

Flussi e posizionamento istituzionale

I dati sui flussi confermano il cambio di tendenza: i ETF sull’oro hanno mostrato quasi 11 miliardi di dollari di deflussi nelle prime tre settimane di marzo, mentre gli afflussi in ETF sull’argento accumulati dall’estate precedente sono stati progressivamente annullati. Al contrario, i fondi legati a Bitcoin hanno continuato a registrare afflussi netti nello stesso periodo.

Per quanto riguarda il posizionamento degli investitori istituzionali, la proxy di JPMorgan basata sull’open interest dei future al Chicago Mercantile Exchange (CME) mostra un forte accumulo di esposizione in oro e argento fino alla fine del 2025 e all’inizio del 2026, seguito da un brusco ridimensionamento da gennaio in poi man mano che molte posizioni venivano ridotte.

Al contrario, il posizionamento nei future su Bitcoin è rimasto relativamente stabile nelle ultime settimane, segnalando una minore volatilità nei montaggi di esposizione istituzionale rispetto ai metalli preziosi.

Indicatori di momentum e liquidità

Gli indicatori di momentum mostrano una divergenza tra i mercati: gli operatori trend-following come i CTA hanno drasticamente ridotto l’esposizione su oro e argento, con segnali che sono passati da condizioni di ipercomprato a livelli inferiori alla neutralità. Questo cambiamento di posizionamento ha probabilmente amplificato le recenti discese di prezzo sui metalli.

La liquidità è un altro elemento cruciale: secondo la banca, la profondità di mercato dell’oro si è deteriorata al punto da risultare ora inferiore a quella di Bitcoin, un’inversione rispetto al rapporto tipico tra questi asset. Anche la liquidità dell’argento si è indebolita, con un market depth più sottile che ha accentuato i movimenti di prezzo.

Contestualizzazione e implicazioni

Questa dinamica riflette il modo in cui diversi tipi di investitori reagiscono a shock geopolitici e variazioni macroeconomiche: i detentori a lungo termine e i partecipanti più esposti al rischio possono stabilizzare i prezzi di asset come Bitcoin, mentre i flussi rapidi negli ETF e il deleveraging da parte dei gestori trend-following impattano in modo più immediato i prezzi dei metalli preziosi.

Per investitori e responsabili politici, la combinazione di tassi in aumento, un dollaro USA forte e una liquidità di mercato ristretta rende le valutazioni e la gestione del rischio più complesse sia per il portafoglio che per le infrastrutture di mercato che devono far fronte a periodi di stress.

Situazione dei prezzi al momento

Al momento della valutazione, Bitcoin veniva scambiato intorno ai 69.000 dollari, l’oro era vicino ai 4.450 dollari l’oncia e l’argento intorno ai 69 dollari l’oncia.