Venerdì Moody’s aggiorna il rating sull’Italia: ecco le ultime decisioni delle agenzie
- 26 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Moody’s pubblicherà il suo nuovo giudizio sul debito pubblico italiano venerdì 27 marzo, a mercati chiusi; si tratta di un appuntamento atteso dopo la promozione ottenuta lo scorso novembre, quando il rating era salito a Baa2 da Baa3 con outlook stabile.
Questa decisione si inserisce in un periodo favorevole per le valutazioni internazionali dei titoli di Stato italiani: nell’ultimo anno le agenzie hanno progressivamente migliorato i giudizi, in una sequenza che ha comportato sette upgrade complessivi.
La catena di miglioramenti delle agenzie
Il processo di rivalutazione è stato avviato in primavera da S&P Global Ratings, che ha alzato il giudizio da BBB a BBB+ con outlook stabile. Nei mesi successivi altre società hanno seguito segnali analoghi, contribuendo a un riposizionamento complessivo della percezione del rischio sovrano italiano.
Tra gli interventi successivi figurano il miglioramento dell’outlook operato in precedenza da Moody’s quando il giudizio era ancora a Baa3, la promozione di Fitch a BBB+ con outlook stabile e l’ingresso in classifica di agenzie come DbRS, che ha riportato una valutazione di A (low), oltre a KBRA e Scope, entrambe posizionatesi su livelli di giudizio più favorevoli rispetto all’anno precedente.
Il giudizio recente di Fitch
Metà marzo ha visto Fitch confermare il rating dell’Italia a BBB+ con outlook stabile, riaffermando le valutazioni espresse nei mesi precedenti e sottolineando elementi strutturali dell’economia nazionale.
Fitch ha evidenziato fattori di supporto come una base economica ampia, un tessuto produttivo diversificato e i vantaggi associati all’appartenenza all’UE e all’Eurozona, insieme a livelli di ricchezza e indici di governance relativamente solidi.
La posizione di S&P Global Ratings e le prospettive di bilancio
Alla fine di gennaio S&P Global Ratings ha confermato il rating a BBB+ e ha migliorato l’outlook da stabile a positivo, ritenendo che il percorso di risanamento dei conti pubblici stia procedendo secondo le previsioni.
S&P Global Ratings ha dichiarato:
“Il risanamento dei conti pubblici italiani procede secondo i piani. Prevediamo che il deficit scenda leggermente e che le misure temporanee e strutturali adottate contribuiscano a migliorare la sostenibilità fiscale nel medio termine.”
L’agenzia ha stimato un progressivo calo del deficit nel corso del triennio successivo e ha indicato alcuni elementi che compensano le manovre di alleggerimento fiscale, tra cui imposte straordinarie su specifici settori, una maggiore efficienza nella riscossione dell’IVA e modifiche nella tassazione degli affitti a breve termine.
Implicazioni per mercati e politica economica
I miglioramenti di rating influiscono su vari fronti: possono ridurre i costi di finanziamento dello Stato e rafforzare la fiducia degli investitori, ma non eliminano le sfide strutturali legate al livello elevato del debito pubblico e alla crescita contenuta.
Nel contesto europeo, le valutazioni delle agenzie sono seguite da vicino da istituzioni come la Commissione europea e la Banca centrale europea, poiché influenzano le condizioni di mercato e le valutazioni della sostenibilità fiscale rispetto alle regole di bilancio comunitarie.
Sebbene gli upgrade contribuiscano a un quadro più favorevole, le agenzie continuano a indicare che la flessibilità fiscale rimane limitata fino a quando il rapporto debito/PIL non mostrerà una traiettoria chiara e strutturale di discesa.
Cosa attendersi dal prossimo giudizio di Moody’s
Al momento della pubblicazione del nuovo giudizio, gli operatori finanziari cercheranno segnali sulla direzione dell’outlook e sulla valutazione dei rischi legati al debito e alla crescita. Un’ulteriore promozione consoliderebbe il miglioramento della percezione internazionale del rischio sovrano italiano; una conferma o un semplice riallineamento dell’outlook fornirebbe invece indicazioni più prudenziali sulle prospettive a medio termine.
In ogni caso, il quadro rimane guidato da fattori strutturali — andamento della crescita potenziale, ambito delle riforme, e gestione del debito — che continueranno a determinare le future valutazioni delle agenzie e le condizioni di finanziamento sui mercati.