Bitcoin scivola sotto i $69.000, petrolio rimbalza mentre svaniscono le speranze di pace nel Medio Oriente

Bitcoin (BTC) è sceso sotto i 69.000 dollari giovedì, perdendo terreno dopo il ritracciamento più ampio degli asset rischiosi e il venir meno dell’ottimismo iniziale su un possibile disgelo tra Iran e i Stati Uniti.

La criptovaluta principale ha perso oltre il 3% rispetto al massimo notturno oltre i 71.000 dollari, mentre importanti altcoin come Ether (ETH), XRP, Solana (SOL) e Cardano (ADA) sono calate tra il 4% e il 5% nello stesso arco temporale.

Petrolio, inflazione e tensioni geopolitiche

Il mercato ha reagito in particolare all’aumento dei prezzi del petrolio, che è tornato a salire di circa il 4% dopo cali precedenti. L’incremento delle quotazioni ha ravvivato i timori relativi all’inflazione e a potenziali interruzioni delle forniture legate al conflitto in Medio Oriente.

Questa dinamica ha rafforzato la percezione di rischio tra gli investitori, penalizzando asset più speculativi come le criptovalute e contribuendo al peggioramento del sentimento sui mercati azionari.

Rendimenti obbligazionari e mercati azionari

I rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato rialzi marcati: il Treasury decennale USA è salito di 7 punti base a circa il 4,40%, mentre il Bund tedesco decennale è aumentato di 10,5 punti base fino al 3,06%.

Le azioni statunitensi hanno toccato i minimi di giornata poco dopo mezzogiorno sulla costa orientale, con il Nasdaq in flessione dell’1,4% e una prevalente propensione al realizzo sui titoli growth.

Il calo delle “Magnificent Seven”

Da notare che tutte le società del gruppo noto come Magnificent Seven segnano ribassi a doppia cifra rispetto ai loro massimi storici: tra queste, NVIDIA (-18%), Meta (-30%), Amazon (-20%), Alphabet (-19%), Microsoft (-34%), Tesla (-25%) e Apple (-14%).

Joel Kruger di LMAX Group ha osservato:

“Nel breve periodo la traiettoria dei mercati rimarrà probabilmente strettamente dipendente dagli sviluppi macroeconomici. Un percorso più chiaro verso la de‑escalation potrebbe spingere gli asset rischiosi, incluso Bitcoin, verso livelli più alti; al contrario, l’incertezza prolungata rischia di mantenerli in un intervallo caratterizzato da forti oscillazioni.”

Titoli legati alle criptovalute

I titoli legati all’ecosistema crypto hanno registrato perdite consistenti: Coinbase (COIN), Circle (CRCL) e MicroStrategy (MSTR) sono scesi tra il 3% e il 4% nella seduta.

Le perdite più nette sono però arrivate dai miner di bitcoin: molte di queste società sono in fase di trasformazione verso infrastrutture per l’intelligenza artificiale o hanno già riallineato il loro modello al settore tecnologico, quindi risultano più correlate ai titoli tech che al corso del bitcoin stesso.

Tra i cali più pronunciati, Hut 8 (HUT) ha perso l’8,6%, mentre IREN (IREN) e Riot Platforms (RIOT) hanno ceduto oltre il 7%. Anche TeraWulf (WULF) e HIVE Digital (HIVE) hanno mostrato ribassi significativi.

Risultati trimestrali e movimenti isolati

Tra i movimenti aziendali, le azioni di WhiteFiber (WYFI) sono scese del 14% dopo che i risultati del quarto trimestre hanno evidenziato un peggioramento dei fondamentali: la perdita netta si è ampliata a 1,5 milioni di dollari, con una perdita annuale di 24,7 milioni.

La società madre di WhiteFiber, Bit Digital (BTBT), ha visto le quotazioni scendere di circa l’8%.

In controtendenza, alcune aziende hanno registrato rialzi: tra queste MARA Holdings (MARA), che è salita dell’8,7% dopo aver comunicato la vendita di 1,1 miliardi di dollari in bitcoin per ridurre l’indebitamento.

Implicazioni e prospettive

L’episodio sottolinea come le criptovalute rimangano sensibili non solo alle dinamiche specifiche del mercato digitale, ma anche ai fattori macro e geopolitici che influenzano liquidità, inflazione e avversione al rischio.

Per gli investitori la priorità sarà monitorare i segnali di stabilizzazione della geopolitica e dei mercati energetici, oltre agli indicatori macro più rilevanti, poiché sono questi elementi che probabilmente guideranno il prossimo ciclo di rialzi o ulteriori correzioni.