Nato: Rutte annuncia aumento del 20% della spesa per la difesa in Europa
- 26 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha presentato all’Aia il rapporto annuale dell’Alleanza, sottolineando il forte aumento delle spese per la difesa tra gli alleati europei e il Canada.
Mark Rutte ha dichiarato:
«Abbiamo visto un aumento del 20% della spesa per la difesa di Europa e Canada nel 2025 rispetto al 2024.»
Nel rapporto si evidenzia che per la prima volta tutti gli alleati hanno raggiunto l’obiettivo del 2% del Pil e che l’incremento annuale degli investimenti militari equivale a circa 574 miliardi di dollari. Si tratta del secondo anno consecutivo di crescita, un elemento che secondo la leadership della Nato rappresenta un rafforzamento della disponibilità a condividere oneri e responsabilità.
Coordinamento e sicurezza nello Stretto di Hormuz
Il segretario generale ha inoltre affrontato le conseguenze dell’escalation nella regione del Golfo, indicando la necessità di una maggiore organizzazione europea per garantire la sicurezza delle rotte marittime nel Golfo Persico.
Mark Rutte ha affermato:
«L’Europa ha bisogno di tempo per organizzarsi».
Rutte ha spiegato che, dopo un attacco attribuito a Teheran e non totalmente coordinato con gli alleati dagli Stati Uniti, oltre trenta Paesi — in gran parte membri della Nato — stanno lavorando a un piano per mantenere lo Stretto di Hormuz e le principali rotte marittime aperte. Ha precisato però che i dettagli operativi e la tempistica restano ancora da definire.
Mark Rutte ha detto:
«Assicurare che lo Stretto di Hormuz e le rotte marittime restino aperte».
Rutte ha inoltre ribadito il sostegno all’azione statunitense rivolta a ridurre le potenziali capacità missilistiche e nucleari di Teheran, definendo positivi gli sforzi per limitare tali capacità.
Mark Rutte ha aggiunto:
«Gli Stati Uniti stanno indebolendo questa capacità, e sì, lo applaudo.»
Obiettivo a lungo termine: fino al 5% del Pil
Tra le misure discusse al vertice dell’Aia per il 2025 c’è la decisione di puntare, nel lungo periodo, a livelli di spesa fino al 5% del Pil. Si tratta di un obiettivo ambizioso che richiede aggiustamenti di bilancio e scelte industriali nei singoli Paesi.
Mark Rutte ha dichiarato:
«Mi aspetto che gli Alleati, al prossimo vertice Nato di Ankara, dimostrino di essere su un percorso chiaro e credibile verso l’obiettivo del 5%.»
L’assetto previsto comprende un 3,5% destinato alla difesa di base e un ulteriore 1,5% riservato a investimenti correlati alla sicurezza, come capacità di preparazione civile, resilienza, innovazione tecnologica, protezione delle infrastrutture critiche e rafforzamento delle industrie della difesa. Questo mix punta sia ad aumentare la prontezza militare sia a sostenere l’autonomia strategica dell’Alleanza.
Il passaggio a quote di spesa più elevate avrà ricadute politiche nei governi nazionali: occorrerà conciliare le esigenze di bilancio con la pressione a investire in tecnologie emergenti, manutenzione delle forze e programmi comuni di approvvigionamento.
La reazione di Donald Trump
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato duramente la Nato tramite il suo social network Truth, manifestando insoddisfazione per il ruolo percepito dell’Alleanza nelle azioni rivolte all’Iran.
Donald Trump ha scritto:
«La Nato non ha fatto assolutamente nulla per aiutare con la nazione folle, ora militarmente decimata, dell’Iran. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di niente dalla Nato, ma “non dimenticheremo mai” questo momento molto importante.»
Le frasi del presidente statunitense, rivolte soprattutto ai partner che non hanno aderito a un’azione per riaprire lo Stretto di Hormuz, rischiano di alimentare tensioni interne all’Alleanza e di complicare il già delicato equilibrio tra leadership politica, impegni militari e cooperazione multinazionale.
Nel complesso, il rapporto e le dichiarazioni emerse al vertice delineano un’Alleanza in fase di rafforzamento finanziario ma ancora impegnata a definire responsabilità operative e tempi di intervento. Il prossimo appuntamento politico a Ankara sarà cruciale per trasformare gli impegni finanziari in capacità concrete e per consolidare una strategia comune sulla sicurezza marittima e regionale.