Broker di Wall Street Bernstein pronostica: bitcoin ha toccato il fondo e punta a $150,000 entro la fine dell’anno

Bernstein ritiene che Bitcoin abbia probabilmente toccato un livello minimo strutturale e che possa avviare una nuova fase rialzista, confermando l’obiettivo di prezzo per la fine dell’anno a $150.000 in una nota indirizzata ai clienti.

Gautam Chhugani ha scritto:

“Riteniamo che Bitcoin abbia raggiunto il suo punto più basso e stia ora muovendosi verso una ripresa.”

Al momento dell’analisi la principale criptovaluta per capitalizzazione si aggirava intorno a $71.000, un livello che per gli analisti potrebbe rappresentare la formazione di una base dopo la recente correzione dei prezzi, offrendo un potenziale punto di ingresso per investitori con orizzonti di medio-lungo termine.

Posizione su MicroStrategy e strumenti collegati

Bernstein mantiene una valutazione favorevole su MicroStrategy (MSTR), considerandola un proxy ad elevato beta per l’esposizione a Bitcoin. Gli analisti evidenziano un bilancio considerato solido, con adeguata liquidità e procedure di stress testing regolari che riducono alcuni rischi operativi.

La società guidata dall’executive chairman Michael Saylor detiene una parte significativa dell’offerta totale di Bitcoin — stimata attorno al 3,6% — con un valore di portafoglio valutato intorno a $53,5 miliardi. Bernstein conferma un rating “outperform” su MicroStrategy e assegna un target price di $450 per azione; le contrattazioni di riferimento riportate dagli analisti erano molto al di sotto di tale livello, sottolineando un potenziale di rialzo teorico.

Parallelamente, è stata segnalata una domanda in crescita per lo strumento ibrido emesso dalla società, STRC, che offre oggi un rendimento mensile indicativo vicino all’11,5% e una volatilità relativamente contenuta rispetto all’azione sottostante. La struttura perpetua dello strumento viene interpretata come un metodo per raccogliere capitale a lungo termine limitando la diluizione azionaria, mentre i volumi di scambio hanno mostrato un incremento significativo negli ultimi mesi.

Cause della recente volatilità

La flessione recente di Bitcoin è avvenuta dopo un periodo di forti rialzi che avevano portato la criptovaluta a nuovi massimi. Dal picco il prezzo ha registrato correzioni rilevanti, in parte dovute a un contesto di tassi d’interesse elevati e persistenti che ha ridotto l’appetito per asset rischiosi.

Altri fattori che hanno contribuito alla volatilità includono tensioni geopolitiche nella regione del Medio Oriente, flussi intermittenti in uscita dagli ETF legati a criptovalute e lo smantellamento di posizioni a leva. Le prese di profitto di investitori con esposizioni consistenti hanno inoltre generato episodi di liquidazioni forzate, amplificando i movimenti sui mercati.

Nonostante l’entità della correzione, gli analisti di Bernstein la interpretano prevalentemente come un riassestamento del sentiment piuttosto che come un cedimento dei fondamentali dell’ecosistema, evidenziando l’assenza di segnali di stress sistemico comparabili a precedenti crisi del settore crypto.

Contesto geopolitico e confronto con oro

Su base macroeconomica, alcuni osservatori hanno notato che Bitcoin ha sovraperformato il oro in periodi recenti legati a tensioni regionali associate all’Iran, evidenziando come la criptovaluta possa attrarre flussi in fasi di incertezza geopolitica grazie a caratteristiche come la portabilità e la resilienza alla censura.

Questo confronto non implica la sostituzione immediata del metallo prezioso come riserva di valore consolidata, ma segnala un interesse crescente per Bitcoin come strumento alternativo in scenari in cui la fiducia nei canali finanziari tradizionali è sotto pressione. La relazione tra i due asset resta comunque soggetta a variazioni in funzione dei parametri macro e del sentiment globale.

Domanda istituzionale e prospettive per gli investitori

La domanda da parte di investitori istituzionali rimane un elemento determinante per la formazione di una base di mercato più stabile: afflussi verso gli ETF, prodotti di custodia offerti da banche e servizi di intermediazione dedicati alle criptovalute contribuiscono a una domanda più strutturata rispetto al passato, attenuando in parte la dipendenza dal trading al dettaglio.

Tuttavia, gli investitori devono considerare rischi rilevanti, tra cui la sensibilità di Bitcoin all’andamento dei tassi d’interesse, possibili escalation geopolitiche e la natura intrinsecamente volatile del mercato crypto. L’obiettivo di $150.000 indicato da Bernstein rappresenta uno scenario rialzista plausibile, ma la sua realizzazione dipenderà dall’evoluzione delle condizioni macroeconomiche e dalla continuità dei flussi istituzionali.

In sintesi, gli analisti vedono la recente correzione come una fase di assestamento piuttosto che come un cambiamento strutturale del mercato. Raccomandano però prudenza, diversificazione e una gestione attiva del rischio per chi considera un’esposizione sul settore, suggerendo strumenti e strategie di copertura adeguati al profilo di rischio dell’investitore.



Author: Tony
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