Bitcoin spinto dalle persone, le banche centrali dettano il prezzo dell’oro

La divergenza tra oro e Bitcoin (BTC) nel 2026 può essere ricondotta, secondo Stephen Coltman, responsabile macro di 21Shares, a due gruppi di acquirenti con obiettivi differenti.

Negli ultimi tre anni il rialzo del oro è stato in larga parte alimentato dagli acquisti da parte delle banche centrali, mentre il possesso di Bitcoin risulta più diffuso tra individui rispetto alle istituzioni finanziarie.

Stephen Coltman said:

“Il metallo fisico ha oggi un ruolo strategico geopolitico più marcato, come asset preferito dagli Stati che vogliono conservare ricchezza in modo protetto rispetto a potenze rivali. Per questo tende a reagire con maggiore sensibilità al deterioramento delle relazioni internazionali.”

Secondo Coltman, invece, BTC offre una maggiore utilità per i singoli che, in caso di collasso delle infrastrutture bancarie locali o di impossibilità ad accedere al sistema finanziario tradizionale, possono considerarlo una sorta di “ancora di salvezza” digitale.

Stephen Coltman said:

“Subito dopo l’inizio del conflitto, sia gli exchange di Dubai sia quelli di Abu Dhabi sono stati temporaneamente chiusi in seguito a attacchi missilistici e con droni provenienti da Iran, un promemoria netto del valore di un accesso 24/7 in tempo di guerra o emergenze.”

Trend dei prezzi e volatilità

Gli shock macroeconomici e geopolitici degli ultimi anni hanno spinto il oro fino a un record vicino a 5.600 dollari l’oncia a gennaio 2026; successivamente la maggiore volatilità lo ha riportato in area 4.497 dollari, riaprendo il dibattito sul suo ruolo di riserva di valore e sul confronto con Bitcoin.

La dinamica ha acceso discussioni tra analisti: alcuni ritengono che BTC possa sovraperformare nei prossimi anni, mentre altri sottolineano la funzione consolidata del oro all’interno dei sistemi di riserva e come asset meno correlato al rischio rischioso di mercato.

Posizioni degli esperti

Lyn Alden, economista macro, prevede che Bitcoin possa avere performance migliori rispetto all’oro nei tre anni successivi, sottolineando come il rapporto tra i due asset tenda a oscillare ciclicamente.

Lyn Alden said:

“Di solito è un pendolo tra i due. Se l’oro è salito tanto come è accaduto, la storia del rendimento decrescente per ogni ciclo verrà probabilmente cancellata anche nel prossimo.”

Ray Dalio, ex manager di hedge fund, mantiene invece una visione più cauta su un’eventuale sostituzione dell’oro da parte di BTC, rilevando che quest’ultimo si comporta ancora come un asset correlato a titoli tecnologici e quindi più incline a movimenti di rischio.

Dalio sottolinea che l’oro è profondamente radicato nelle riserve bancarie e nei bilanci istituzionali, caratteristica che ne rafforza la funzione di bene rifugio e riserva di valore reale.

Implicazioni per investitori e istituzioni

La coesistenza di correnti di domanda diverse suggerisce che la diversificazione possa restare una strategia prudente: le banche centrali e gli Stati possono preferire l’oro per motivi di politica monetaria e geopolitica, mentre gli investitori retail possono guardare a Bitcoin per la sua accessibilità e le proprietà digitali.

Per i portafogli istituzionali è importante valutare liquidità, regolamentazione e correlazione: l’inclusione di entrambi gli asset può attenuare l’impatto di shock specifici a livello geopolitico o sistemico.

Per gli investitori privati la scelta passa anche attraverso la comprensione dei rischi operativi (custodia, accesso agli exchange, resilienza delle infrastrutture) e delle differenze intrinseche tra un bene fisico e un asset digitale decentralizzato.

Conclusione

La divergente performance di oro e Bitcoin riflette scelte d’uso differenti: riserva statale e protezione geopolitica da una parte, utilità individuale e accessibilità dall’altra. Considerazioni su diversificazione, orizzonte temporale e profilo di rischio restano essenziali per formulare strategie di investimento bilanciate.