Bitcoin crolla sotto i 69.200$ mentre Trump lancia un ultimatum di 48 ore alle centrali dell’Iran
- 22 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha cancellato in un solo fine settimana i guadagni accumulati nella settimana precedente, scendendo fino a 69.192 dollari domenica mattina: una flessione del 2,2% nelle ultime 24 ore e del 3,1% su base settimanale, dopo che il presidente Donald Trump ha lanciato un ultimatum di 48 ore a Iran chiedendo la riapertura del Stretto di Hormuz o minacciando attacchi contro gli impianti energetici del Paese.
Donald Trump said:
“Colpirò e annienterò” gli impianti energetici iraniani, a partire da quelli più grandi, se lo stretto non verrà riaperto alla navigazione commerciale.
La minaccia ha segnato un’accelerazione netta rispetto a venerdì, quando lo stesso presidente aveva dichiarato di stare pensando a un «winding down» dell’operazione militare; il rapido passaggio da un possibile disimpegno a una minaccia esplicita contro infrastrutture civili ha ribaltato la fiducia che il mercato aveva costruito attorno a segnali di de‑escalation.
Donald Trump said:
“Sto pensando di ridurre le operazioni militari.”
Liquidazioni e vulnerabilità del mercato
I dati sulle liquidazioni mostrano quanto fosse sbilanciata la posizione degli investitori prima del fine settimana. In totale si sono registrate liquidazioni attorno ai 299 milioni di dollari nelle ultime 24 ore, coinvolgendo oltre 84.000 trader, con le posizioni long che spiegano circa 254 milioni di dollari—ossia l’85% del totale.
Le posizioni long su Bitcoin hanno subito una perdita stimata in 122 milioni di dollari, mentre le long su Ether hanno perso circa 95,7 milioni di dollari. La singola liquidazione più consistente è stata un’operazione da 10 milioni di dollari su un swap BTC‑USDT effettuata sull’exchange OKX. Questa sproporzione nelle scommesse rialziste ha reso il mercato particolarmente esposto a notizie negative improvvise.
Movimento dei principali token
I principali token hanno seguito lo stesso trend negativo. Ether ha perso l’1,8% attestandosi a 2.114 dollari, XRP è sceso del 2,5% a 1,41 dollari, BNB ha registrato un -1,4% a 633 dollari, Solana è calata del 2,1% a 88,55 dollari e Dogecoin ha ceduto il 2,7% a 0,092 dollari.
Su base settimanale gli unici token principali a chiudere in prossimità del segno positivo sono stati Ether (+0,8%) e Solana (+0,7%); tutti gli altri hanno registrato performance negative nei sette giorni.
Rischi geopolitici e impatto sulle materie prime
L’ultimatum di 48 ore fissa la scadenza per la serata di lunedì: se Iran non dovesse conformarsi — al momento non ci sono segnali in tal senso — il mercato si troverebbe ad affrontare la concreta prospettiva di attacchi alle reti energetiche, un’escalation che implicherebbe il primo bersaglio diretto consistente su sistemi civili nel contesto del conflitto.
Lo Stretto di Hormuz rimane di fatto parzialmente chiuso al traffico commerciale: questa via marittima è fondamentale perché attraverso di essa transita una quota significativa delle forniture globali di petrolio e gas; stime di mercato indicano che circa il 20% dei flussi energetici mondiali è stato finora disturbato dall’instabilità nella regione.
Prospettive di mercato e politiche monetarie
La rapida salita della settimana precedente, culminata a 75.912 dollari per Bitcoin, appare ora alimentata da aspettative di de‑escalation che si sono dissolte nel fine settimana. Nonostante la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati mercoledì scorso accompagnata da toni lievemente accomodanti — fattore che in teoria avrebbe dovuto sostenere gli asset di rischio — la minaccia persistente di eventi geopolitici ha indotto molti operatori a ridurre l’esposizione e a evitare scommesse direzionali marcate.
Nel breve termine, l’ecosistema crypto resta estremamente sensibile alle notizie geopolitiche e alle dinamiche di liquidità: una nuova ondata di incertezza potrebbe causare ulteriori sbalzi e generare pressioni aggiuntive su posizioni altamente leverage. Gli investitori istituzionali e retail valuteranno le mosse future con attenzione, bilanciando il potenziale di rialzi tecnici con il rischio concreto di escalation internazionale.