Il nuovo ministro delle finanze del Brasile congela la tassazione delle criptovalute, secondo un rapporto

Il ministro delle Finanze del Brasile, Dario Durigan, ha deciso di rinviare la consultazione pubblica sulle politiche fiscali relative alle cryptovalute fino a dopo le elezioni presidenziali previste per ottobre 2026, per evitare di introdurre modifiche fiscali potenzialmente divisive durante l’anno elettorale.

L’incontro pubblico e il processo consultivo, originariamente previsti per la seconda metà dell’anno, potrebbero slittare al 2027; tuttavia, fonti governative indicano che la questione resta una priorità tecnica e normativa che verrà ripresa non appena il contesto politico lo permetterà.

A giugno 2025 il Brasile ha messo fine all’esenzione sulle plusvalenze derivanti da piccole vendite o trasferimenti di criptovalute, introducendo un’imposta piatta del 17,5% sulle plusvalenze da attività cripto, comprensive di detenzioni offshore e di portafogli in self-custody.

Prima della modifica, i residenti che vendevano fino a 35.000 real brasiliani al mese (circa 6.587 dollari) erano esentati dalle imposte sulle plusvalenze; al di sopra di questa soglia si applicavano aliquote progressive comprese tra il 15% e il 22,5%.

Nel novembre 2025 il Banco Central do Brasil ha pubblicato norme che equiparano i trasferimenti in stablecoin a operazioni di cambio valuta estera, sottoponendoli alle stesse regole fiscali e di monitoraggio previste per il settore valutario.

Contesto normativo e internazionale

Le autorità brasiliane stanno inoltre valutando proposte per introdurre tassazioni specifiche sulle criptovalute impiegate per pagamenti internazionali e per allineare le regole di rendicontazione a standard internazionali di scambio informativo.

Tra le iniziative in discussione vi è l’adeguamento ai principi del Crypto-Asset Reporting Framework (CARF), un quadro volto a incrementare la trasparenza e lo scambio automatico di informazioni sulle transazioni transfrontaliere in asset digitali tra le autorità fiscali.

Adozione delle criptovalute e dati demografici

Il Brasile figura tra i paesi con maggiore adozione delle criptovalute a livello globale e guida la graduatoria nella regione latinoamericana, con una base di utenti in rapida crescita e una crescente presenza di servizi finanziari digitali.

Il paese conta oltre 213 milioni di abitanti, una età mediana intorno ai 33,5 anni e un’ampia urbanizzazione: fattori demografici che favoriscono l’adozione di tecnologie digitali e strumenti di pagamento innovativi.

Analisi di mercato relative al 2025 indicano una forte accelerazione nell’utilizzo di asset digitali nella regione latinoamericana, con significativi incrementi sia nel segmento retail sia in quello istituzionale.

Implicazioni politiche ed economiche

La scelta di sospendere la consultazione prima delle elezioni risponde a una valutazione politica: le modifiche fiscali in ambito cripto possono diventare temi sensibili capaci di polarizzare l’elettorato e influenzare il dibattito pubblico nel corso della campagna elettorale.

Sul piano economico e regolamentare, la decisione comporta però incertezza per operatori di mercato, intermediari e investitori; ritardi nell’armonizzazione delle norme possono incidere sugli investimenti nel settore fintech, sulla pianificazione fiscale e sullo sviluppo di prodotti di pagamento transfrontalieri.

Prossimi passi e impatto sugli operatori

Quando la consultazione verrà riaperta, è probabile che il processo includerà tavoli tecnici con partecipazione di banche, exchange, società fintech e rappresentanti della comunità degli sviluppatori, oltre a futuri emendamenti normativi mirati a dettagliare obblighi di rendicontazione e meccanismi di tassazione.

L’allineamento al CARF comporterà maggiori obblighi di segnalazione per le piattaforme e una cooperazione internazionale rafforzata in materia di antiriciclaggio e trasparenza fiscale, con potenziali impatti sui costi di compliance per gli operatori.

Per i detentori in self-custody e per i contribuenti con attività offshore, le modifiche introdotte negli ultimi anni hanno già ampliato la base imponibile; ulteriori chiarimenti tecnici saranno necessari per definire soglie, esenzioni e modalità di calcolo delle plusvalenze.

In sintesi, pur essendo stato rimandato il confronto pubblico, il tema della fiscalità sulle criptovalute rimane all’attenzione delle istituzioni brasiliane e tornerà ad essere oggetto di dibattito tecnico e politico non appena il calendario elettorale lo consentirà.