Accordo anticipato sulla legge CLARITY raggiunto tra la Casa Bianca e i parlamentari degli Stati Uniti: rapporto

Rumors circolano su un possibile accordo provvisorio tra la Casa Bianca e alcuni parlamentari statunitensi riguardo al rendimento degli stablecoin, un’intesa che potrebbe sbloccare l’iter del progetto di legge sul mercato delle cripto noto come CLARITY Act.

Secondo fonti parlamentari, i senatori Thom Tillis (repubblicano) e Angela Alsobrooks (democratica), entrambi membri della Commissione del Senato per Banche, Edilizia abitativa e Affari urbani, avrebbero raggiunto un “accordo di principio” su alcuni aspetti chiave della normativa.

Contenuti e approccio dell’intesa

I dettagli concreti dell’intesa non sono ancora stati resi pubblici e, come previsto dalle prassi legislative, il testo definitivo dovrà essere esaminato e verificato dal settore delle risorse digitali prima di una ratifica formale. Il senatore Tillis ha sottolineato la necessità che l’industria attui un controllo approfondito del contenuto dell’accordo prima della finalizzazione.

Angela Alsobrooks ha commentato l’accordo con una dichiarazione che evidenzia l’intento di bilanciare innovazione e stabilità:

“Ritengo che questo ci permetterà di proteggere l’innovazione, ma darà anche l’opportunità di prevenire una diffusa fuga di depositi; l’intesa vieta il rendimento sugli stablecoin relativi ai ‘bilanci passivi’.”

Tempistiche e passaggi successivi

Al DC Blockchain Summit la senatrice Cynthia Lummis, fra le principali sostenitrici di una cornice normativa per gli asset digitali, ha dichiarato di essere vicina a un risultato legislativo complessivo.

Cynthia Lummis ha detto:

“Siamo così vicini.”

Un portavoce della senatrice ha poi indicato che un’intesa più formale potrebbe concretizzarsi “nei prossimi giorni”, mentre la stessa senatrice sta lavorando su specifiche clausole etiche previste dal disegno di legge.

Contesto normativo e opposizioni del settore bancario

Il testo in discussione, ufficialmente noto come Digital Asset Market Clarity Act del 2025 o CLARITY Act, è un progetto legislativo di rilievo che mira a definire ruoli regolatori e quadro giuridico per le risorse digitali negli Stati Uniti. Dopo l’approvazione del quadro regolatorio per gli stablecoin denominato GENIUS, il passaggio del CLARITY Act era stato inizialmente considerato probabile, ma l’iter si è rallentato nei mesi recenti a seguito di osservazioni e richieste di chiarimento da parte di importanti operatori del settore.

Fra le criticità sollevate dalle società attive nelle criptovalute, tra cui Coinbase, vi è l’ambiguità sul fatto che gli emittenti di stablecoin possano condividere direttamente i rendimenti con i detentori di token, una questione centrale per la struttura commerciale e la conformità regolatoria degli emittenti.

Rischi per il sistema bancario e valutazioni delle autorità

L’industria bancaria esprime preoccupazioni rispetto agli stablecoin che generano rendimento, sostenendo che potrebbero provocare una significativa erosione dei depositi bancari tradizionali, i quali attualmente offrono rendimenti molto inferiori, con possibili ripercussioni sulla quota di mercato e sulla stabilità delle banche.

D’altro canto, rappresentanti dell’amministrazione e consulenti coinvolti nelle politiche sugli asset digitali ritengono che tali timori possano essere sovrastimati e che, se ben regolamentati, gli stablecoin con rendimento potrebbero introdurre nuovo capitale nel sistema finanziario. In particolare, si sostiene che una regolazione chiara potrebbe favorire l’ingresso di risorse fresche nell’industria bancaria statunitense, mitigando alcuni effetti negativi.

Nel dibattito tecnico emergono inoltre questioni connesse alla tutela dei consumatori, alla prevenzione del riciclaggio, alla competenza tra autorità di controllo (per esempio Federal Reserve, FDIC e organi di vigilanza sui mercati) e all’eventuale necessità di garanzie per evitare rischi sistemici.

Prospettive e possibili conseguenze

Se l’accordo di principio si trasformerà in testo legislativo, il percorso richiederà ancora passaggi formali: revisione tecnica, consultazioni con stakeholder, possibili emendamenti in commissione e poi il voto in aula del Senato, seguito dalla Camera se approvato. Il ruolo degli operatori del settore e delle autorità regolatorie sarà cruciale per definire il perimetro operativo degli stablecoin con rendimento.

Fino alla pubblicazione del testo definitivo, molte questioni rimangono aperte: definizione precisa di “bilanci passivi”, limiti ai rendimenti trasferibili, requisiti patrimoniali per gli emittenti, e misure di salvaguardia per i depositanti tradizionali. Sarà importante seguire l’evoluzione delle negoziazioni per valutare l’impatto concreto sul mercato finanziario e sull’ecosistema delle risorse digitali.