La BCE cerca esperti per integrare l’euro digitale negli sportelli automatici e nei terminali per carte bancarie
- 19 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La>
Banca Centrale Europea (ECB) ha avviato una ricerca di esperti incaricati di definire le regole pratiche per l’uso dell’euro digitale nei pagamenti quotidiani, in vista di una possibile normativa che autorizzi la creazione di una CBDC e di una decisione del consiglio direttivo della banca centrale sulla sua emissione.
Obiettivo e contesto istituzionale
La selezione riguarda esperti tecnici che contribuiranno alla stesura di parti del regolamento operativo dell’euro digitale, con particolare attenzione agli sportelli automatici e ai terminali di pagamento nei punti vendita. L’iniziativa segue il completamento delle attività preparatorie tecniche, come indicato dalla dirigenza dell’istituto, e ora richiede l’intervento delle istituzioni politiche europee.
Il progetto è sottoposto all’esame del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, che dovranno approvare il quadro giuridico e le eventuali modalità di emissione. La BCE ha segnalato la possibilità di iniziare una diffusione graduale dell’euro digitale entro il 2029, se verranno completati gli adempimenti normativi e decisionali.
Dettagli tecnici e casi d’uso
Un primo gruppo di lavoro si concentrerà su come gli ATMs e i terminali di pagamento ai punti vendita gestiranno le transazioni in euro digitale. Questo include la logica di connessione dei dispositivi, il supporto alle transazioni offline e l’adattamento degli standard di pagamento attuali per integrare la nuova forma di valuta digitale.
Il fine pratico è garantire che i consumatori possano pagare con l’euro digitale al momento del conto o prelevarlo dagli sportelli automatici in qualsiasi Paese della eurozona, limitando interruzioni del servizio e assicurando interoperabilità tra dispositivi e reti di pagamento esistenti.
Processo di certificazione e vigilanza
Un secondo gruppo di esperti definirà un processo di certificazione per gli strumenti e l’infrastruttura di pagamento. Si tratta di stabilire criteri e procedure mediante i quali i fornitori testeranno e autorizzeranno i sistemi impiegati per accettare pagamenti in euro digitale nei punti vendita e nelle reti di pagamento.
La certificazione avrà ricadute su operatori privati e pubblici: emittenti di terminali, gestori di reti di pagamento, banche e fornitori di servizi tecnologici dovranno adeguarsi ai requisiti per garantire sicurezza, resilienza e conformità alle normative antiriciclaggio e di protezione dei dati personali.
Dal punto di vista regolamentare, il quadro previsto mira a bilanciare l’innovazione e la stabilità finanziaria: la banca centrale manterrà funzioni di supervisione tecnica e, insieme alle autorità nazionali competenti, verificherà l’adozione di standard comuni per evitare rischi operativi e frammentazione del mercato.
Implicazioni e tempistiche
Se il Parlamento e il Consiglio diano via libera legislativo, la decisione finale sull’emissione spettarà al consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. L’orizzonte temporale indicato dall’istituto prevede una possibile introduzione su larga scala entro il 2029, subordinata alla conclusione delle fasi tecniche, di certificazione e normative.
L’introduzione di un’euro digitale avrebbe conseguenze su vari livelli: ridisegno dei canali di pagamento al dettaglio, necessità di aggiornamento dei terminali e dei sistemi bancari, impatti sulla politica monetaria e sui servizi offerti da banche e intermediari.
Progetti paralleli del settore bancario
Parallelamente al progetto della banca centrale, un consorzio di dodici istituti europei ha avviato un’iniziativa privata per sviluppare un token ancorato all’euro. Tra le banche coinvolte figurano BBVA, ING e BNP Paribas, che partecipano al progetto denominato Qivalis.
Qivalis punta a lanciare una stablecoin ancorata all’euro nella seconda metà del 2026, con l’obiettivo di abilitare pagamenti su blockchain senza dipendere da token ancorati al dollaro. L’intento è offrire strumenti di pagamento digitali alternativi che possano integrarsi con infrastrutture esistenti e nuovi ecosistemi decentralizzati.
Questo sviluppo del settore privato solleva questioni di coordinamento regolamentare: l’esistenza di soluzioni private e pubbliche impone chiarimenti sui requisiti di conformità, sull’interoperabilità tecnica e su eventuali differenze in termini di protezione dei consumatori e rischi sistemici.
In sintesi, l’attività in corso riflette la fase di transizione verso un ecosistema dei pagamenti più digitale e diversificato: il successo dipenderà dall’allineamento tra standard tecnici, quadri normativi europei e scelte operative degli operatori privati.