Citigroup taglia il target di prezzo per btc a $112.000; eth ridotto a $3.175

Citigroup ha rivisto al ribasso gli obiettivi di prezzo a 12 mesi per bitcoin e ether, motivando la decisione con un rallentamento della spinta legislativa negli Stati Uniti, un’attività on‑chain più debole e aspettative ridotte sugli afflussi verso gli ETF.

La banca ora prevede che bitcoin possa raggiungere circa 112.000 dollari e ether 3.175 dollari nel prossimo anno, in calo rispetto alle precedenti stime di 143.000 e 4.304 dollari. Pur ridotti, questi target mantengono un potenziale di rialzo significativo rispetto ai livelli correnti: al momento della pubblicazione bitcoin viene scambiato intorno a 74.000 dollari e ether attorno a 2.330 dollari.

Alex Saunders said:

“La domanda degli ETF, per la quale riduciamo l’assunzione a 10 miliardi di dollari per bitcoin e 2,5 miliardi per ether, resta il fattore positivo più rilevante.”

Revisioni delle previsioni e driver della decisione

Nella nuova valutazione, Citigroup ha abbassato le ipotesi di domanda a 12 mesi derivanti dagli ETF, segnalando che gli afflussi rimangono il principale motore di rialzo ma che la loro traiettoria è ora meno favorevole rispetto alle stime precedenti. I livelli attuali dei prezzi riflettono un mercato che fatica a riprendere lo slancio dopo i massimi storici raggiunti in ottobre.

Contesto di mercato

I mercati delle criptovalute hanno mostrato difficoltà nel consolidare i guadagni successivi all’impennata autunnale: l’appetito per il rischio è diminuito, l’entusiasmo post‑halving si è attenuato e i prezzi sono scivolati sotto importanti livelli tecnici. Ether è risultato particolarmente debole per via di una minore attività on‑chain, mentre gli afflussi verso gli ETF hanno comunque contribuito a stabilizzare le quotazioni in un contesto macro e geopolitico ancora incerto.

Ruolo cruciale della normativa statunitense

Secondo l’analisi, l’andamento delle normative negli Stati Uniti rappresenta il fattore che peserà maggiormente sulle prospettive di mercato. Il tempo utile per approvare un quadro normativo organico per gli asset digitali nel corso dell’anno sembra ridursi e le probabilità implicite di adozione legislativa percepite dal mercato sono diminuite rispetto ai mesi precedenti.

Il progetto noto come CLARITY Act, che propone una riforma di ampia portata della struttura di mercato crypto, ha ottenuto il via libera dalla House ma resta bloccato al vaglio del Senate mentre i legislatori discutono versioni alternative. La norma è considerata cruciale perché definirebbe criteri più chiari per la classificazione degli asset digitali e stabilirebbe quale autorità di regolamentazione — tra SEC e CFTC — abbia competenza su specifiche attività, riducendo così l’incertezza legale che penalizza l’ingresso di investitori istituzionali.

Scenari di mercato e rischi

Nell’impostazione di Citigroup, il caso rialzista dipende da una diffusione più ampia dell’adozione da parte degli investitori finali, in particolare attraverso gli ETF, con un target ottimistico fissato a 165.000 dollari per bitcoin e 4.488 dollari per ether. Al contrario, lo scenario ribassista riflette condizioni macroeconomiche da recessione, con livelli attesi di 58.000 dollari per bitcoin e 1.198 dollari per ether.

L’analista ha inoltre evidenziato come la dinamica recente sia stata influenzata da liquidazioni nel mercato dei futures, stanchezza nelle posizioni speculative e prezzi al di sotto di soglie tecniche rilevanti; in questo contesto bitcoin potrebbe continuare a oscillare in un intervallo, con la soglia psicologica dei circa 70.000 dollari collegata anche alle aspettative pre‑elettorali.

Prospettive per ether

Il futuro di ether appare più incerto rispetto a bitcoin a causa della sua maggiore esposizione all’attività on‑chain, che negli ultimi mesi è risultata contenuta. Tuttavia, esistono potenziali fonti di crescita che potrebbero sostenere la domanda: l’espansione delle stablecoin, l’aumento della tokenization di asset tradizionali e un possibile interesse regolamentare verso la DeFi che potrebbe stimolare l’utilizzo della rete e l’adozione istituzionale.

Implicazioni per investitori e istituzioni

Per investitori e operatori istituzionali, la raccomandazione sottesa al rapporto è di monitorare da vicino l’evoluzione normativa negli Stati Uniti e la tenuta degli afflussi verso gli ETF, in quanto sono questi fattori che più direttamente potrebbero modificare la traiettoria dei prezzi nei prossimi dodici mesi. La necessità di chiarezza regolamentare rimane centrale per sbloccare un eventuale ulteriore afflusso di capitale istituzionale nel settore.