Agile e liquida: la finanza di filiera accelera la crescita delle aziende

Le crescenti tensioni geopolitiche stanno avendo un impatto significativo sul quadro economico: l’aumento dei tassi d’interesse e il possibile raffreddamento di una ripresa ancora fragile rischiano di invertire la tendenza verso una graduale riduzione del costo del capitale per imprese e intermediari.

In questo contesto di incertezza globale, la pressione sulla catena di fornitura rimane elevata, obbligando le aziende a gestire con maggiore attenzione la liquidità e il capitale circolante. Per molte imprese la supply chain finance si conferma dunque un elemento cruciale per sostenere i flussi di cassa e il funzionamento operativo.

Secondo le stime dell’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano, presentate a Milano, le soluzioni di supply chain finance avevano intercettato nel 2024 circa un quarto del mercato potenziale italiano. Nel corso dell’ultimo anno si è registrata una nuova lieve crescita, stimata tra l’1,2% e il 2%, con una copertura complessiva dei crediti commerciali compresa tra i 565 e i 567 miliardi di euro.

Le dinamiche previste per il 2025 mostrano un quadro articolato: l’allungamento del ciclo di cassa medio e l’aumento del capitale circolante operativo netto modificano la domanda di strumenti finanziari rivolti alla filiera, influenzando le scelte di imprese e intermediari finanziari.

Nel dettaglio, il factoring torna a crescere con un aumento stimato del 2,5%, raggiungendo circa 61,8 miliardi di euro, mentre il confirming consolida il proprio peso segnando un balzo del 25% fino a raggiungere i 2 miliardi di euro. Contemporaneamente, alcune soluzioni che avevano mostrato forte espansione negli ultimi cinque anni — come il reverse factoring, il purchase order finance e l’invoice trading — evidenziano un rallentamento più o meno marcato, mentre l’anticipo fattura rimane sostanzialmente stabile, attestandosi intorno ai 55 miliardi di euro.

Nuove soluzioni e ruolo dei fornitori di servizi di pagamento

L’evoluzione del mercato ha favorito l’emergere di due nuove tipologie di finanziamento rivolte ai fornitori, che integrano nel processo gli operatori dei pagamenti: i Psp (prestatori di servizi di pagamento).

La prima, denominata pre-maturity financing, consente al fornitore di ricevere il pagamento anticipato delle fatture senza la necessità di una cessione formale del credito né della sottoscrizione di un contratto di factoring, grazie all’intervento tecnologico e operativo dei Psp.

La seconda, definita post-maturity financing, offre al buyer la possibilità di estendere i termini di pagamento senza coinvolgere direttamente i fornitori in un programma di finanziamento e senza richiedere la cessione dei crediti da parte loro, agevolando una maggiore flessibilità nella gestione della tesoreria.

Implicazioni per imprese, banche e regolatori

Queste soluzioni innovative cercano di fornire strumenti più flessibili e adattabili alle diverse esigenze aziendali, ma implicano anche riflessioni sul piano contabile, regolamentare e di rischio operativo. Il coinvolgimento dei Psp introduce componenti tecnologiche e normative che richiedono vigilanza da parte degli operatori e chiarezza nelle relazioni contrattuali tra buyer, fornitori e finanziatori.

Per le banche e le fintech che forniscono liquidità alla filiera, la qualità dei dati e la trasparenza dei processi diventano fattori determinanti per contenere il rischio credito e per strutturare offerte sostenibili. Sul fronte regolamentare, le autorità di vigilanza richiedono sempre maggiore attenzione ai trattamenti contabili e all’impatto sui bilanci aziendali.

Federico Caniato (direttore dell’Osservatorio Supply Chain Finance) afferma:

«La supply chain finance rappresenta oggi uno strumento chiave per affrontare le sfide delle imprese in un contesto economico in continua evoluzione. Requisiti informativi più stringenti potrebbero aver spinto alcune aziende a orientarsi verso soluzioni meno complesse dal punto di vista della rappresentazione contabile o dell’impatto sul bilancio.»

Alla luce di questi sviluppi, le imprese sono chiamate a rafforzare le capacità di pianificazione finanziaria, migliorare la qualità delle informazioni commerciali e valutare con attenzione il mix di strumenti di filiera più idoneo al proprio modello operativo. Un dialogo più stretto tra imprese, istituti finanziari, operatori di pagamento e autorità di controllo può facilitare soluzioni scalabili e resilienti.

Nel medio termine, l’evoluzione degli strumenti di supply chain finance influirà sulla capacità delle imprese di gestire il capitale circolante e sulla stabilità dei rapporti commerciali lungo l’intera filiera, rendendo la finanza di filiera un elemento strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese italiane.