Ecobonus: come richiedere il contributo per ciclomotori e motocicli elettrici o ibridi
- 17 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un incentivo pensato per spingere l’acquisto di mezzi a minor impatto ambientale è stato rinnovato per il 2026: il ecobonus sarà attivato a partire da mercoledì 18 marzo e, da mezzogiorno, consentirà ai concessionari di prenotare le agevolazioni attraverso la piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con le procedure operative gestite da Invitalia.
I veicoli ammessi
Possono beneficiare del contributo esclusivamente veicoli «nuovi di fabbrica» appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e. Si tratta di mezzi che comprendono ciclomotori a due e tre ruote, motocicli, motocarrozzette, tricicli non leggeri, quadricicli leggeri e quadricicli non leggeri, tutti con velocità massima fino a 45 km/h.
Funzionamento dell’incentivo
Il bonus è rivolto sia a persone fisiche sia a imprese, con un tetto massimo di 500 veicoli intestabili allo stesso codice fiscale o partita Iva. L’entità dell’agevolazione viene calcolata in percentuale sul prezzo d’acquisto: il 30% per gli acquisti senza rottamazione (fino a un massimo di 3.000 euro) e il 40% per quelli effettuati con rottamazione (fino a 4.000 euro).
La procedura prevede che siano i concessionari a registrarsi sulla piattaforma ministeriale e a prenotare il contributo secondo le regole operative indicate. Il beneficio si concretizza come sconto praticato direttamente in fattura dal venditore al momento della cessione del veicolo.
Limiti e destinatari
Il plafond massimo dell’incentivo individuale è fissato a 4.000 euro per ciascun veicolo, con il vincolo dei 500 mezzi per soggetto intestatario indicato in precedenza. La misura è stata concepita per favorire il rinnovo del parco circolante con soluzioni a basse emissioni, incluse le moto elettriche e i veicoli ibridi leggeri.
Finanziamento e durata della misura
Si tratta dell’ultimo anno di copertura per la versione attuale del bonus: la Legge di Bilancio del 2021 aveva previsto uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro destinato al periodo 2021‑2026. Per i primi tre anni la dotazione è stata pari a 20 milioni annui, mentre dal 2024 al 2026 è stata incrementata a 30 milioni ogni anno.
Implicazioni amministrative
Dal punto di vista operativo, il sistema richiede una gestione centralizzata delle prenotazioni tramite la piattaforma ministeriale: ciò consente di monitorare l’utilizzo delle risorse e di attribuire i contributi in ordine cronologico alle richieste validate. La presenza del limite annuale impone ai concessionari di pianificare le vendite incentivate e ai potenziali acquirenti di agire tempestivamente.
Impatto politico e di mercato
L’incentivo è parte delle politiche volte alla riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti urbani e può influire sulle scelte di acquisto dei consumatori, sulla domanda di veicoli elettrici e sulla strategia commerciale delle concessionarie. A livello politico costituisce uno strumento di intervento per favorire la transizione ecologica del parco circolante a costi contenuti per la finanza pubblica.
Il quadro dal 2027 in poi
Dal 2027 è prevista una nuova forma di incentivo, con una dotazione di 90 milioni di euro complessivi per il quadriennio successivo e una diversa struttura delle percentuali: 20% per gli acquisti senza rottamazione (massimo 2.000 euro) e 30% per gli acquisti con rottamazione (massimo 3.000 euro).
Nel testo di indirizzo, che dovrebbe essere definito con un Dpcm ancora da approvare, sono allo studio ulteriori condizioni di accesso: tra le opzioni valutate figurano l’esclusione delle società del settore automotive dalla partecipazione e l’introduzione di un vincolo temporale di dodici mesi prima della rivendita del veicolo acquistato con lo sconto.
Considerazioni finali
Il rinnovo annuale dell’agevolazione fino al 2026 e la riformulazione prevista per il quadriennio successivo mostrano la volontà di mantenere misure di incentivo, pur con risorse più contenute. L’efficacia dell’intervento dipenderà dalla capacità delle amministrazioni di semplificare le procedure, dal livello di adesione dei concessionari e dalla disponibilità di modelli elettrici e ibridi sul mercato a prezzi competitivi.