Vietnam spinge le piattaforme cripto locali mentre Hanoi chiude la porta al trading offshore — Reuters

Negli ultimi mesi, imprese vietnamite hanno accelerato le richieste di licenza per avviare i primi scambi di asset digitali interni, una mossa dettata dall’intenzione delle autorità di limitare l’attività su piattaforme estere e di ricondurre le negoziazioni a un quadro normativo nazionale.

Contesto e motivazioni

Le autorità di Hanoi hanno indicato la necessità di un programma pilota per gli exchange gestiti localmente, con l’obiettivo di migliorare la supervisione dei flussi finanziari digitali e ridurre i rischi sistemici associati all’uso diffuso di criptovalute e stablecoin.

Dietro alla decisione vi è la preoccupazione che un’adozione estesa di crypto e strumenti ancorati a valute estere possa erodere il controllo sulle politiche di capitale. In un contesto in cui i trasferimenti internazionali sono già soggetti a restrizioni, le autorità intendono rafforzare gli strumenti per monitorare e circoscrivere i movimenti di capitale.

Soggetti selezionati per il programma pilota

Un documento del Ministero delle Finanze riferisce che una prima fase di screening ha selezionato cinque soggetti candidati al progetto pilota, tra cui società affiliate a tre banche private — Techcombank, VPBank e LPBank — oltre a VIX Securities e al conglomerato Sun Group.

La partecipazione di gruppi bancari e operatori finanziari tradizionali indica una volontà di integrare infrastrutture esistenti con servizi dedicati agli asset digitali, piuttosto che lasciare il mercato esclusivamente nelle mani di piattaforme straniere non soggette alla regolazione locale.

Impatto sul mercato e sui risparmi delle famiglie

Negli ultimi anni il mercato delle valute digitali ha registrato una crescita rapida e capillare: secondo stime di mercato, gli utenti vietnamiti hanno trasferito somme significative in crypto nell’arco dell’ultimo anno, posizionando il paese fra i primi al mondo per penetrabilità dell’uso di tali strumenti.

La scarsità di alternative di risparmio liquide spinge molte famiglie verso oro e immobili, contribuendo a mantenere i prezzi locali dell’oro oltre i livelli internazionali e alimentando ondate di speculazione nel settore immobiliare. Le autorità temono che una diffusione incontrollata delle criptovalute possa acuire queste dinamiche e complicare la gestione della stabilità finanziaria.

Quadro normativo e prossimi passi

All’inizio dell’anno precedente Vietnam ha approvato una legge che riconosce formalmente gli asset digitali e definisce principi generali per la loro gestione, aprendo la strada a una regolamentazione più organica del settore e a incentivi per l’innovazione fintech.

Nel nuovo modello normativo il ruolo del Ministero delle Finanze è centrale per il rilascio delle licenze e la supervisione dei servizi, mentre la Banca Statale del Vietnam è chiamata a preservare la stabilità monetaria e a definire limiti operativi in materia di trasferimenti internazionali e gestione dei rischi.

Tra le sfide pratiche vi sono la costruzione di standard antiriciclaggio e di protezione dei consumatori, l’adeguamento delle infrastrutture tecnologiche e la capacità di vigilanza delle autorità. Il programma pilota servirà a testare procedure operative, requisiti patrimoniali e misure di compliance prima di un’eventuale estensione su scala nazionale.

Considerazioni finali

La transizione verso scambi regolamentati nazionali rappresenta per il Vietnam una tappa cruciale per bilanciare innovazione e tutela finanziaria: se da un lato può favorire lo sviluppo dell’ecosistema digitale, dall’altro richiede interventi mirati per evitare rischi sistemici e garantire la protezione degli investitori.