Kiev accetta l’aiuto Ue e promette di riparare l’oleodotto Druzhba in un mese e mezzo
- 17 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera ai vertici dell’Unione Europea in cui descrive i danni subiti dall’oleodotto Druzhba e indica i tempi e le condizioni per il ripristino dei flussi di petrolio verso l’Europa centrale e orientale.
Zelensky ha dichiarato:
“Il pompaggio dell’oleodotto Druzhba potrà tornare alla sua capacità tecnica entro un mese e mezzo. Ciò permetterà la piena ripresa dei flussi, ovviamente in assenza di ulteriori attacchi.”
Nel testo il presidente ucraino precisa che, oltre al piano di riparazione, l’Ucraina può proporre percorsi alternativi per il transito del petrolio russo destinato ai Paesi dell’Europa centrale e orientale, offrendo così soluzioni temporanee per mitigare l’impatto delle interruzioni.
Offerta di supporto tecnico e finanziario dell’Unione europea
La presidente della Commissione europea e il presidente del Consiglio europeo hanno avviato consultazioni con gli Stati membri e con l’Ucraina per valutare interventi volti a ripristinare il flusso di petrolio verso Ungheria e Slovacchia, interrotto dopo attacchi contro l’oleodotto il 27 gennaio.
Ursula von der Leyen e Antonio Costa ha dichiarato:
“L’Ue ha offerto all’Ucraina supporto tecnico e finanziamenti. Gli ucraini hanno accolto e accettato l’offerta. Esperti europei sono immediatamente disponibili.”
La dichiarazione congiunta sottolinea la priorità della sicurezza energetica per tutti i cittadini europei e il lavoro congiunto con le parti interessate per individuare anche percorsi alternativi per il transito di greggio non russo verso i paesi dell’Europa centrale e orientale.
Dettagli sulle riparazioni e sul sostegno operativo
Dopo gli attacchi che hanno danneggiato l’oleodotto Druzhba, le autorità europee e ucraine hanno concordato di valutare in dettaglio i lavori necessari per riparare la condotta e ripristinare le forniture. L’offerta dell’Unione Europea comprende assistenza tecnica sul campo e strumenti finanziari per coprire i costi delle riparazioni.
Paula Pinho ha dichiarato:
“Siamo lieti di poter affermare che anche le autorità ucraine stanno accogliendo con favore il supporto tecnico che abbiamo offerto; un esperto è disponibile a recarsi in Ucraina e i lavori di riparazione e ripristino sono già in fase di organizzazione.”
Gli interventi prevedono valutazioni di sicurezza, ricognizioni sugli elementi danneggiati e pianificazione logistica per il reperimento dei materiali e delle squadre necessarie. L’obiettivo è ridurre i tempi di fermo e minimizzare gli effetti sui rifornimenti energetici dei Paesi interessati.
Implicazioni politiche e finanziarie
La questione del ripristino dell’oleodotto si inserisce anche nel dibattito più ampio sulle relazioni tra gli Stati membri e sulle condizioni per il sostegno finanziario all’Ucraina. Alcuni leader hanno collegato l’approvazione di finanziamenti o prestiti a garanzie sul ripristino delle infrastrutture energetiche che forniscono paesi come la Ungheria.
Paula Pinho ha dichiarato:
“Esiste un impegno a livello di Consiglio europeo da parte di tutti i leader, senza eccezioni, che hanno concordato le condizioni del prestito da 90 miliardi di euro a Kiev: ci aspettiamo quindi il rispetto e l’attuazione di tale impegno da parte di tutti i 27 Stati membri, senza legarlo a ulteriori condizioni.”
Il riferimento al prestito evidenzia come le questioni energetiche possano influenzare le dinamiche politiche tra gli Stati membri e la fiducia necessaria per l’erogazione di aiuti a lungo termine. La ricerca di soluzioni tecniche rapidE si accompagna quindi a negoziati politici volti a garantire coesione e rispetto degli impegni europei.
In prospettiva, il ripristino dell’oleodotto Druzhba e l’eventuale definizione di rotte alternative avranno impatti sulle catene di approvvigionamento energetiche regionali, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla capacità dell’Unione Europea di coordinare risposte comuni in situazioni di crisi.