Investitori istituzionali sono rimasti saldi durante il crollo del bitcoin, dice Matt Hougan, cio di Bitwise

Matt Hougan, CIO di Bitwise, segnala che gli investitori istituzionali potrebbero aver dimostrato una resilienza nelle posizioni in bitcoin superiore a quanto molti critici avevano previsto, basandosi sui dati di flusso degli ETF.

Dati sugli ETF e flussi di capitale

I flussi netti verso gli ETF su bitcoin mostrano un accumulo significativo: secondo i dati analizzati, tra il lancio a gennaio 2024 e ottobre 2025 i fondi hanno registrato circa 60 miliardi di dollari di afflussi netti. Nonostante da ottobre 2025 il prezzo della criptovaluta sia sceso di circa il 50%, gli ETF hanno mostrato uscite contenute, inferiori a 10 miliardi di dollari.

Matt Hougan ha detto:

“La prova più solida che abbiamo è nel mercato degli ETF.”

Questi numeri suggeriscono che, malgrado una fase ribassista marcata, una parte significativa del capitale professionale è rimasta investita tramite veicoli regolamentati. Tra i prodotti citati dalla società di gestione figurano il Bitwise Bitcoin ETF (BITB), con poco meno di 3 miliardi di dollari in gestione, e il principale ETF spot, il iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, con oltre 55 miliardi di dollari di patrimonio.

Profilo e comportamento degli investitori istituzionali

Il comportamento rilevato contraddice l’idea comune secondo cui gli investitori istituzionali, più esposti a shock macroeconomici e a considerazioni di liquidità, liquiderebbero rapidamente l’esposizione in periodi di stress. Al contrario, la dinamica osservata indica una maggiore tenuta delle allocazioni istituzionali.

Matt Hougan ha detto:

“In altre parole, nonostante un mercato orso estremamente pesante, gli investitori professionali si sono dimostrati ‘diamond hands’ su bitcoin.”

Secondo la lettura proposta, parte della spiegazione risiede nella natura ancora non consolidata del bitcoin come asset all’interno dei portafogli istituzionali.

Matt Hougan ha detto:

“Nonostante i progressi degli ultimi anni, il bitcoin rimane un asset non di consenso. Gli investitori istituzionali che oggi acquistano bitcoin si espongono e si distinguono dai loro pari.”

Questa esposizione implica un rischio di carriera per i gestori che introducono allocazioni in criptovalute, il che spinge chi decide di investire ad avere convinzioni particolarmente forti sull’asset.

Matt Hougan ha detto:

“Di conseguenza, gli investitori istituzionali che decidono di allocare mostrano una convinzione molto elevata. Non sono convinti al 51%: sono all’80% o al 90%. Altrimenti non correrebbero il rischio.”

Questa forte convinzione tende a rendere il capitale istituzionale più ‘appiccicoso’ anche durante cicli di mercato volatili, un fenomeno che può influire sulla stabilità della domanda a lungo termine.

Implicazioni per il mercato e prospettiva a lungo termine

La tenuta delle posizioni istituzionali è uno dei motivi che porta l’intervistato a confermare una previsione di lungo periodo molto rialzista per il bitcoin, espressa nella famosa ipotesi del prezzo a 1 milione di dollari per unità.

Matt Hougan ha detto:

“La cosa più sorprendente della mia previsione del milione di dollari è che non è affatto una follia. Per arrivarci basta che il mercato globale della riserva di valore continui a crescere come negli ultimi vent’anni e che il bitcoin diventi una componente piccola ma significativa di quel mercato.”

In termini concreti, la visione richiede la continuazione di trend come l’adozione istituzionale, la crescita dell’interesse per asset alternativi come riserva di valore e una domanda incrementale da parte di investitori privati e professionali. Se questi fattori restano persistenti, il peso relativo del bitcoin nel mercato globale della riserva di valore potrebbe aumentare nel corso di anni.

Matt Hougan ha detto:

“Basta che ciò che è accaduto negli ultimi 10-20 anni continui nei prossimi 10 anni, e si arriverà lì.”

È importante precisare che, pur riconoscendo la maggiore resilienza osservata, permangono rischi significativi: alta volatilità, cambiamenti regolamentari, rischi di concentrazione del mercato e possibili eventi macroeconomici imprevisti. Gli ETF offrono trasparenza e accessibilità, ma non eliminano completamente tali rischi.

Nel complesso, la combinazione di afflussi storici verso gli ETF, la natura delle decisioni istituzionali e la persistenza della domanda suggerisce che il capitale professionale potrebbe rimanere relativamente stabile anche in fasi avverse, con potenziali effetti di sostegno sulla domanda di lungo periodo per il bitcoin.