Von der Leyen: acceleriamo la revisione dell’Ets per una svolta green più realistica
- 16 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia, Mercati, Newsletter
Ursula von der Leyen ha informato il Consiglio europeo sulle prossime iniziative della Commissione Ue in materia di competitività, in vista del vertice previsto per il 19 e 20 marzo, annunciando un’accelerazione dei lavori sulla revisione del sistema di scambio delle emissioni.
Ursula von der Leyen ha scritto:
“Stiamo accelerando il lavoro sulla prossima revisione dell’Ets, in particolare per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030. La Commissione Ue adotterà a breve i benchmark dell’Ets, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dall’industria.”
Nel documento inviato ai leader europei, la presidente della Commissione sottolinea che l’Ets rimane uno strumento consolidato per accompagnare la trasformazione industriale, ma chiede che venga aggiornato per riflettere le nuove condizioni economiche e tecnologiche.
Ursula von der Leyen ha aggiunto:
“L’Ets resta uno strumento collaudato per guidare la trasformazione industriale e deve essere adattato alle nuove realtà. Presenteremo inoltre una proposta per rafforzare la riserva di stabilità del mercato affinché possa affrontare in modo più efficace l’eccessiva volatilità dei prezzi e mantenerli sotto controllo nel breve termine.”
Benchmark, riserva di stabilità e strumenti ponte
La lettera indica che la Commissione Ue intende adottare criteri aggiornati per la valutazione delle emissioni nel quadro dell’Ets e proporrà misure per stabilizzare il mercato delle quote, con l’obiettivo di ridurre l’instabilità dei prezzi nel breve termine.
Tra le proposte in preparazione c’è anche l’idea di uno strumento temporaneo di finanziamento — un vero e proprio “ponte” — che utilizzi risorse provenienti dalle quote dell’Ets per sostenere le imprese ad alta intensità energetica durante le fasi di modernizzazione e decarbonizzazione, con particolare attenzione ai Paesi a reddito più basso.
Ursula von der Leyen ha spiegato:
“È inoltre chiaro che dobbiamo accelerare il sostegno alle industrie ad alta intensità energetica mentre si modernizzano e decarbonizzano. In vista della creazione della Industrial Decarbonization Bank, la Commissione Ue lavorerà a uno strumento ponte rapido, finanziato tramite quote Ets, con un’attenzione particolare ai Paesi a reddito più basso.”
Risultati storici e necessità di adeguamento
Nel testo von der Leyen ricorda gli effetti raggiunti dall’introduzione dell’Ets nel 2005, citando la riduzione del consumo di gas e il ruolo del mercato nel fornire segnali agli investitori. Al tempo stesso, la presidente della Commissione mette in evidenza la necessità di aggiornare il quadro perché le imprese possano continuare a pianificare investimenti a lungo termine in un contesto di transizione energetica.
Ursula von der Leyen ha scritto:
“Dall’introduzione nel 2005 dell’Ets, l’Europa ha ridotto il consumo di gas di 100 miliardi di metri cubi, contribuendo a proteggere i consumatori dai prezzi elevati del gas. Il sistema è basato sul mercato, tecnologicamente neutrale e garantisce certezza per gli investimenti a lungo termine, premiando al tempo stesso chi si muove per primo.”
Impatto economico e sicurezza dell’approvvigionamento
La lettera affronta anche il tema della sicurezza delle forniture e dei costi legati all’importazione di combustibili fossili, sottolineando come l’aumento dei prezzi abbia già avuto effetti misurabili sui bilanci dell’Unione e richieda misure di politica energetica e commerciale coordinate a livello europeo.
Ursula von der Leyen ha avvertito:
“Attualmente, la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili: un promemoria diretto del prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza. Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia.”
Tassazione dell’elettricità e misure di sostegno
Nel documento viene richiamata l’attenzione sulla struttura fiscale che grava sull’elettricità rispetto ai combustibili fossili: secondo la Commissione, esiste un ampio margine legislativo per ridurre la tassazione dell’elettricità, eliminare oneri non energetici dalle bollette e riequilibrare il trattamento fiscale a favore della decarbonizzazione.
Ursula von der Leyen ha osservato:
“Per quanto riguarda le imposte e i prelievi, c’è un chiaro margine di manovra anche attraverso la legislazione per ridurre la tassazione dell’elettricità, eliminare determinati prelievi non energetici dalle bollette elettriche e garantire che l’elettricità sia tassata in modo più favorevole rispetto ai combustibili fossili.”
Ursula von der Leyen ha aggiunto:
“In molti casi l’elettricità è tassata in modo molto più pesante — fino a quindici volte — rispetto al gas. Ciò pone un onere sproporzionato sulle imprese, in particolare sulle industrie ad alto consumo energetico che stanno compiendo la transizione verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione.”
La Commissione segnala inoltre la possibilità di interventi immediati attraverso il quadro vigente sugli aiuti di Stato per offrire sollievo alle industrie più colpite e annuncia l’intenzione di rendere tali meccanismi più flessibili per consentire risposte rapide dove necessario.
Ursula von der Leyen ha affermato:
“I Paesi Ue possono concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato. La Commissione rafforzerà ulteriormente questi meccanismi e li renderà più flessibili, consentendo ai Paesi membri di fornire un sostegno ancora più immediato dove è più necessario.”
Nel complesso, la comunicazione della Commissione Ue punta a coniugare obiettivi climatici e competitività industriale: aggiornare il Ets, stabilizzare i prezzi sul mercato delle quote, sostenere la transizione delle imprese ad elevato consumo energetico e ridurre la vulnerabilità economica legata alle importazioni di combustibili fossili.
Queste proposte saranno ora oggetto di discussione tra gli Stati membri e potrebbero tradursi in interventi legislativi e finanziari a livello europeo nei prossimi mesi, con impatti rilevanti per le politiche industriali, fiscali e di sicurezza energetica dell’Unione europea.