Semplifica Piemonte: pronto il ddl che taglia la burocrazia e facilita i rapporti con la pa
- 16 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un progetto di legge ambizioso mira a snellire le procedure della Pubblica amministrazione regionale e a semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e Regione. L’iniziativa è promossa dalla Giunta regionale guidata da Alberto Cirio ed è stata presentata alla presenza dei ministri Elisabetta Casellati e Zangrillo.
Elisabetta Casellati ha detto:
“La complessità normativa ha un costo rilevante. È stato stimato che gli oneri burocratici annuali a carico delle imprese variano tra 57,2 e 80 miliardi, mentre i ritardi nell’erogazione di servizi amministrativi incidono complessivamente per circa 225 miliardi su famiglie e aziende. Si tratta di una tassa invisibile che penalizza le imprese, scoraggia gli investimenti e rallenta la crescita, colpendo in particolare chi non dispone di risorse legali interne per affrontare gli adempimenti.”
A seguito dell’intervento normativo denominato Cresci Piemonte, volto a ridurre i tempi delle procedure urbanistiche regionali, la Giunta regionale ha ora proposto una misura organica per la sburocratizzazione della macchina amministrativa. L’approccio è articolato su due testi distinti ma complementari, pensati per razionalizzare norme e procedure.
Il primo testo: semplificazione normativa
Il primo provvedimento riguarda la Semplificazione normativa (intitolata “Interventi di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico regionale”) e punta a riorganizzare il corpus legislativo mediante oltre settanta interventi di snellimento. Secondo quanto indicato, risultano già attuate 42 norme, mentre il pacchetto complessivo comprende circa 30 articoli, commi o singole leggi oggetto di revisione.
Il secondo testo: il Ddl “Semplifica Piemonte”
Il Ddl “Semplifica Piemonte” costituisce il secondo strumento operativo pensato per modernizzare i rapporti tra la Pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese. Il disegno di legge sarà sottoposto all’esame del Consiglio regionale e interviene principalmente sulle procedure amministrative per renderle più snelle ed efficaci.
Principi cardine della riforma
La riforma si fonda su tre principi essenziali: la soppressione della duplicazione documentale — cittadini, enti locali e imprese non dovranno ripresentare informazioni già in possesso della PA —; la riduzione degli oneri e dei passaggi procedurali, rispettando il principio di non aggravamento e vietando l’introduzione di adempimenti non necessari; e il rafforzamento dell’alleanza tra utenti e Regione, attraverso il principio del soccorso istruttorio, che permette all’amministrazione di aiutare gli utenti a sanare irregolarità formali o integrare documentazione mancante.
Strumenti digitali e supporto agli enti locali
Tra le misure previste c’è la creazione di un portale regionale unico, pensato come una porta d’accesso semplificata alle procedure e ai servizi regionali. Centrale sarà anche l’applicazione dell’intelligenza artificiale a supporto delle attività amministrative e del miglioramento dei servizi pubblici, affiancata da un team di esperti regionali incaricato di sostenere gli enti locali nei processi di semplificazione e innovazione.
Impatto atteso e benefici
Se adeguatamente implementate, le misure dovrebbero diminuire i costi indiretti per imprese e famiglie, accelerare i tempi decisionali e favorire investimenti sul territorio. Una burocrazia più snella tende inoltre a migliorare l’attrattività degli investimenti e a ridurre le disparità tra territori con diverse capacità amministrative.
Rischi e sfide operative
La riuscita del progetto dipenderà dalla capacità di integrare le innovazioni con il quadro normativo nazionale, garantire interscambio sicuro dei dati e rispettare le norme sulla privacy. Serviranno investimenti in infrastrutture digitali, formazione del personale e una chiara governance per accompagnare il cambiamento e monitorarne gli effetti.
Prossime fasi
Il testo del Ddl sarà discusso in aula al Consiglio regionale, seguito da consultazioni tecniche con enti locali, associazioni di categoria e stakeholder istituzionali. L’attuazione richiederà una tempistica definita per la digitalizzazione, la formazione e il coordinamento interistituzionale, elementi fondamentali per tradurre le intenzioni normative in risultati concreti.