Bitcoin (BTC) in rialzo mentre il conflitto in Iran mette alla prova l’idea delle criptovalute come rifugio sicuro, dice Bernstein

La recente forza di Bitcoin, attestata intorno a $73.470,16 durante un periodo di incertezza geopolitica, riflette secondo il broker di Wall Street Bernstein un cambiamento strutturale nella composizione della proprietà dell’asset.

Nel corso dell’ultima settimana la criptovaluta ha guadagnato circa il 7%, mentre Ether (ETH) è aumentata di circa il 9%, sovraperformando sia l’oro sia gli indici azionari globali in una fase di intensificazione delle tensioni internazionali.

Secondo Bernstein, l’andamento recente mette in luce come l’ingresso e l’espansione degli investitori istituzionali stiano rimodellando il mercato.

Trasformazione della proprietà di Bitcoin

Ianalisti guidati da Gautam Chhugani osservano che la combinazione della strategia di tesoreria adottata da alcune società quotate e la nascita dei ETF spot hanno cambiato radicalmente la struttura di possesso di Bitcoin.

Questo passaggio da una base di detentori prevalentemente retail a un mix con peso crescente di istituzionali implica minori volumi disponibili sul mercato, rendendo i prezzi più sensibili agli acquisti concentrati e ai flussi dei fondi.

Il ruolo di MicroStrategy come acquirente persistente

MicroStrategy, descritta dagli analisti come una sorta di “banca centrale del bitcoin” di ultima istanza, ha proseguito gli acquisti anche durante la fase ribassista del mercato.

La società, guidata dall’Executive Chairman Michael Saylor, ha esteso la serie di acquisti settimanali con un acquisto riportato di circa $1,57 miliardi in BTC, secondo un filing pubblico.

Nell’operazione più recente MicroStrategy ha acquisito 22.337 Bitcoin a un prezzo medio di $70.194 l’uno, portando il totale detenuto a 761.068 BTC con un costo medio di acquisizione di $75.696 per moneta.

La società ha inoltre ampliato la propria strategia di finanziamento tramite equity preferenziale attraverso il prodotto STRC, che offre agli investitori rendimenti legati al SOFR e ha registrato volumi di scambio crescenti. Tale liquidità aggiuntiva sostiene ulteriori acquisti sul mercato tramite offerte “at-the-market”.

Flussi verso gli ETF spot e concentrazione degli investitori

Contemporaneamente, i ETF spot su Bitcoin hanno attratto circa $2,1 miliardi di flussi nelle ultime tre settimane, portando la quota di offerta detenuta tramite ETF a circa il 6,1% del totale disponibile.

Secondo gli analisti, questi veicoli stanno ricevendo allocazioni crescenti da parte di wealth manager, fondi pensione e investitori sovrani, contribuendo a una domanda più strutturale rispetto agli acquisti speculativi del retail.

Negli ultimi mesi gli investitori retail sono stati venditori netti, ma i detentori a lungo termine rimangono predominanti: circa il 60% dell’offerta di Bitcoin non si è mossa da oltre un anno, segnale che molti continuano a considerare la criptovaluta come un deposito di valore di lungo periodo.

Bitcoin come “oro digitale” e implicazioni per investitori

La sovraperformance di Bitcoin durante recenti episodi di tensione geopolitica ha riacceso il dibattito sul suo ruolo di “oro digitale”. Sebbene per gran parte dell’ultimo anno il token abbia registrato performance inferiori rispetto al metallo prezioso, i guadagni nel contesto attuale hanno spinto alcuni analisti a riconsiderare la sua funzione come copertura geopolitica.

Tuttavia, la comparazione resta dibattuta: fattori di liquidità, concentrazione della proprietà e caratteristiche specifiche degli investitori istituzionali possono rendere il comportamento di Bitcoin differente da quello dell’oro tradizionale in fasi estreme di mercato.

Per gli investitori azionari MicroStrategy (MSTR) continua a rappresentare un’esposizione ad alta beta all’upside di Bitcoin, attualmente scambiata con uno sconto approssimativo del 14% rispetto al valore netto dell’attivo in bitcoin su base per azione.

Al momento della stesura, la più grande criptovaluta era in rialzo del 4,4% intorno a $73.900, mentre Ether registrava un aumento dell’8,4% a $2.273.

Il fenomeno evidenzia come le decisioni di bilancio delle imprese quotate, i prodotti finanziari istituzionali e i flussi negli ETF stiano avendo effetti concreti sulla dinamica dell’offerta e sulla sensibilità del prezzo alle notizie geopolitiche e macroeconomiche. Per gli operatori, comprendere la nuova composizione della domanda è cruciale per valutare rischi e opportunità nel breve e medio termine.